K3 festival internazionale del Cortometraggio

Dal 29 giugno al 3 luglio

Ai nastri di partenza domani, mercoledì 29 giugno, il debutto italiano del K3 festival internazionale del Cortometraggio al cinema Visionario di UdineUn evento per due città, un festival crossborder che parte da Udine ed itinerante si trasferirà a Villach (Austria) dal 1 al 3 luglio. Il K3 riflette le varietà stilistiche, le novità, le tendenze, i contenuti e i traguardi raggiunti dall'ultima generazione del cinema internazionale, rivelando una ben nota libertà artistica. La kermesse conquista la quinta edizione con targa austriaca (la prima in Italia) e conta più di 690 film-maker da tutto il mondo. Sono previsti due premi: il K3 della Giuria, presieduta dal regista Karpo Godina (1.500 euro), e il K3 premio del pubblico (1000 euro).Il programma prevede a Udine  29 e 30 giugno – un opening con tre ore di proiezioni e una dettagliata retrospettiva sul presidente della giuria Karpo Godina. Il regista è nato a Skopje (Macedonia) nel 1943 ed è tra i pionieri della filmografia dell'ex-Yugoslavia. Mentre negli anni 60 in tutto il mondo avvenivano grandi cambiamenti, anche in quello del cinema nascevano diversi movimenti tra cui il “Black Wave”, considerato tra i più rivoluzionari. Karpo Godina, apertamente in disaccordo con il regime socialista di Tito, ha subìto il carcere, destino tra l'altro comune ad altri artisti che si esprimevano contro il regime.In programma anche il fuori cinema, concerti, visual performance e dj-set. Altrettanto accadrà a Villach – come detto dal 1 al 3 luglio – nella villa Kulturhofkeller, location dove avverrà la proclamazione del vincitore,dopo un´ampia discussione pubblica tra gli spettatori, i film-maker presenti e la giuria.

 
Saranno trenta i cortometraggi in concorso selezionati da più di 694 pellicole ricevute da tutto il mondo. Dalla Cina alla Svezia, dalla Corea del Sud agli Stati Uniti, I corti selezionati sono legati da un sottile fil rouge creato dalla grande varietà di cortometraggi e della loro capacità di “irritare” ma anche di essere "amichevoli" nei confronti dello spettatore - capacità che dovrebbero portare lo spettatore ad una scelta qualitativa.Da ricordare l'austriaco Street of Invisible (2011) di Remo Rauscher, poliziesco innovativo e attualissimo, girato con immagini tratte da google maps che descrive come i giovani vedono, o credono di vedere, il mondo, oppure l'ironico Home(2009) dell'italiano Francesco Filippi, già vincitore di numerosi premi e girato interamente con l'utilizzo di una webcam, corto che descrive il complicato rapporto con i computer. Dall'Austria la premiere Mouse Palace (2010) di Harald Hund, pellicola interessante che trae spunto dal Grande Fratello, dove topi all'interno di una casa, costruita per l'occasione su scala 1:10 di materiale commestibile per i roditori, lottano tra di loro osservati da spettatori. Lo sperimentale Phone Tapping (2009) del sudcoreano Lee Hee Won che riprende quell' istante unico in cui notte e giorno si toccano e l'ancor più sperimentale Murmers (2011) del francese Rolland Jean-Michel, che studia la transmedialità tra suono e immagine. Infine Herna (2010), dall'Austria di Dabemig Josef che offre uno spaccato e un' analisi molto profonda sulla specie umana.
 
La retrospettiva dedicata a Karpo Godina, prevede tra i cortometraggi proiettati Picnic on Sunday del 1967, provocatorio e sessualmente esplicito, The Gratinated Brain of Pupilija Ferkeverk del 1970, censurato all’epoca in Yugoslavia, che esplora il decadimento morale della società. Litany of happy people invece, del 1971, fu il film più rivoluzionario della sua cinematografia, vietato in Yugoslavia, tratta i temi dell’amore e della tolleranza etnica. Chiuderà il discusso About Art of Love del 1972, il quale doveva essere un film di reclutamento per l'esercito jugoslavo ma divenne un film contro la guerra e gli rischiò sette anni di incarceramento che riuscì ad evitare. Inoltre  i suoi Making of Sonia Henie (Facendo Sonja Henie) e I miss Sonja Henie (Mi manca Sonja Henie) entrambi del 1972, un corto che nasce dalla collaborazione di Godina con Milos Forman, Tinto Brass, Dusan Makavejev, Bogdan Tirnanic, Mladomir 'Purisa' Djordjevic, Paul Morrissey, Frederick Wiseman e Buck Henry.
Tra gli eventi collaterali sarà di scena la musica con improvvisazioni e live. Il K3 infatti avrà l´onore di ospitare Hans-Joachim Roedelius membro fondatore dei gruppi “Kluster”, “Cluster” e “Harmonia”, che ancora oggi sono influenti, ed ha partecipato alla creazione di uno stile tedesco di musica chiamata “Kosmische” (cosmica). Dopo il suono sperimentale che riproduce le cascate del big-bang nei primi anni e la musica elettronica e i ritmi techno negli anni Settanta, è approdato verso lo stile che possiamo ora aspettarci al K3 Festival: sezioni di musica rigorosamente composta combinate con particolari melodie rilassanti, improvvisazioni al pianoforte e suoni registrati dal nastro.
 
La particolarità del K3 festival internazionale del Cortometraggio sta nel concetto stesso che la sigla K3 riassume:KommerzKunstKino. Chiedere, cioè, non solo ai film-maker ma anche agli spettatori di interrogarsi e riflettere sulla sottile linea che intercorre, nel Cinema, tra il Commercio e l'Arte. Questo tema dà la possibilità agli organizzatori, Fritz HockPiera Nodari di ideare un'esuberante programmazione comprensiva di tutte le diverse tipologie di cortometraggio – dramma, commedia, video-art, animazione, sperimentale, fiction – per conoscere un mezzo espressivo che sembrava esser stato dimenticato, ma che sta diventando sempre più popolare, soprattutto tra i giovani, perché si coniuga perfettamente con una realtà più dinamica e assetata di velocità.
 
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