CANNES 58 - "Caché", di Michael Haneke (Concorso

Un cinema quindi non dell'assenza, ma assente. Teorema apparentemente freddo e oggettivo ma invece manipolatore, con shock splatter gratuiti, che però diventa pericoloso nel momento in cui massacra le forme del sogno e del voyeurismo, in uno sguardo dove tutto si omologa, tutto si appiana, da tenercisi a debita distanza.

L'inquadratura fissa di un incrocio stradale. Potrebbe trattarsi della macchina da presa che inquadra quello spazio in maniera prolungata, ma anche dell'immagine di una cassetta del videoregistratore che poi viene mandata avanti e indietro. In Caché (letteralmente "nascosto"), una coproduzione francese, tedesca, austriaca e italiana, Michael Haneke continua ad utilizzare a vivisezionare i suoi set attraverso dei teoremi glaciali sull'esistenza. C'è chi vede in lui una specie di maestro in questa osservazione rigidamente scientifica di corpi e ambienti. C'è invece chi ci vede quasi un manipolatore dell'umanità che porta in scena che si nasconde dietro un atteggiamento soltanto apparentemente oggettivo. Tutto il cinema di Michael Haneke ci fa spingere per questa seconda ipotesi.

Caché vede protagonista Georges (Daniel Auteil), un giornalista di letteratura che riceve delle videocassette clandestine in cui viene filmato di nascosto con la sua famiglia composta dalla moglie Anne (Juliete Binoche) e il figlio Pierrot (Lester Makendosky) e dei disegni indecifrabili e inquietanti. Con il tempo il contenuto di queste videocassette violano sempre di più l'intimità della famiglia di Georges, segno che colui che lo riprende lo conosce da tempo.

Come in Funny Games le accelerazioni e decelerazioni temporali tramite il nastro video portano a una nuova percezione di ciò che si vede, mentre l'ambientazione parigine e la presenza dell'acqua della piscina rimanda a Storie. Il cinema, secondo Haneke, si esplicita come un rigido principio matematico che è riproponibile all'infinito, con piani statici lunghissimi (il dialogo tra Georges e la madre, interpretata da Annie Girardot) che si avvicinano a un documentarismo che non è mai puro. Inquadrando dei personaggi dentro uno spazio, è come se la macchina da presa, nel tempo, volesse filmare delle reazioni. Queste invece non sono mai spontanee, ma programmaticamente costruite, provocate da una scrittura e da uno sguardo che è costretta a muovere gli elementi che mette in gioco visto che questi, da soli, restano immobili. Fin qui un cinema quindi non dell'assenza, ma assente, con shock splatter gratuiti (l'uomo accusato di spiare Georges che si taglia la gola) che però diventa pericoloso nel momento in cui massacra le forme del sogno e del voyeurismo, in uno sguardo dove tutto si omologa, tutto si appiana, da tenercisi a debita distanza.

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf  
"Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
"Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
Diretta da David Gordon Green
Duncan Jones racconta la vita di Ian Fleming
Un biopic sul creatore di James Bond
CANNES 65 - Rupert Everett presidente del Queer Palm?
Possibile successione l'anno prossimo in giuria
Nuovo thriller per Atom Egoyan
Colin Firth e R. Witherspoon nel cast
"La bellezza" di Sorrentino
Annunciato il nuovo film, Servillo protagonista
La Sacher su Twitter
Aperto un canale su progetti e notizie
Le vie del cinema da Cannes a Roma
Dall'8 al 14 giugno nei cinema Eden, Adriano e Giulio Cesare
Addio a Robin Gibb
Se ne va un altro pezzo dei Bee Gees
Concorso Uno spot per Sentieri Selvaggi
per tutti gli ex allievi della scuola di cinema
L'appello di Friuli Film Commission
"Lo scopo, malcelato, è quello di non finanziare il film di Marco Bellocchio"
CANNES 65 - Haneke è in testa
Amour, del regista austriaco, ad oggi, è il film più meritevole secondo la critica
CANNES 65 - Diversi fischi per Kiarostami
Il suo Like Someone In Love in concorso