CANNES 58 - "Volevo mostrare come il modo di esprimere l'amore possa cambiare attraverso il tempo". Incontro con Hou Hsiao Hsien
Il regista taiwanese, dopo aver vinto il Premio della Giuria al Festival di Cannes nel 1993 per "Il maestro burattinaio" ed essere stato in concorso nel 1996 e nel 1998 con "Goodbye South, Goodbye" e "Les Fleurs de Shanghai" ritorna sulla Croisette per raccontarci i tempi dell'amore.

Come è nata l'idea di dividere la storia in tre diversi periodi. Queste differenze vogliono riflettere la realtà politica e sociale degli anni rappresentati?
L'idea originale non ha nulla a che vedere con la politica. Io volevo semplicemente raccontare tre storie d'amore in epoche differenti. Ho scelto il 1966 perché la storia mi riporta ad un intimo ricordo legato a questo periodo. Prima del mio servizio militare, avevo l'abitudine di correre dietro quelle ragazze che erano chiamate le ragazze dei bigliardi, nelle sale da gioco. Il 1911 è un momento storico ideale, che rappresenta un contrasto nell'espressione del desiderio tra l'uomo e la donna. In quegli anni l'uomo non pensava che alla rivoluzione e alla liberazione di Taiwan dal giogo giapponese. In fine il 2005, per una storia basata sulla vita di una giovane donna di oggi a Taipei.
Perché ha scelto di focalizzare l'attenzione su delle storie d'amore?
All'inizio era previsto che il film fosse girato da tre differenti registi. L'idea era che ciascuno dovesse ispirarsi alla propria esperienza, ai propri ricordi musicali e raccontare cosi un punto di vista specifico sull'amore. Pensavamo che le differenze avrebbero potuto essere interessanti. Abbiamo presentato il progetto al "Festival Internazionale del Film del Pusan" in Corea del Sud, dove ha ottenuto un premio. Abbiamo allora beneficiato di un finanziamento da parte del Servizio dell'Informazione del governo taiwanese, ma siccome molto difficile finanziare un film realizzato da tre diversi registi, ci abbiamo rinunciato. E' allora che ho deciso di fare io stesso il film e di mostrare come il modo di esprimere l'amore possa cambiare attraverso il tempo.
Nell'episodio ambientato nel 1911 ha molto imitato lo stile dei film muti, conservando un tono singolare. Può dirci qualcosa di più sull'estetica di ciascun periodo?
E' dopo essermi accostato alla realtà concreta dei luoghi e agli attori che le mie idee emergono. Per l'episodio del 1966, la scelta dei luoghi è stata la nostra più grande difficoltà, perché non è rimasto nulla di questo periodo nella Taiwan di oggi. Per il 1911, abbiamo avuto la fortuna di trovare una vecchia casa in un eccellente stato di conservazione. Quando all'episodio ambientato nel presente, abbiamo avuto il problema inverso, troppe cose potenziali. Inoltre le riprese dell'ultimo episodio hanno richiesto più tempo dei precedenti e si sono rivelate più difficili.
E' stato importante per lei avere due stars nei ruoli principali per tutto il film?
La scelta di Shu Qi è stata immediata. Avevo già lavorato con lei in Millennium Mambo; mentre la scelta di Chang Chen è arrivata più tardi. Nel suo film precedente, interpretava il ruolo di un campione nel gioco del go, ho pensato che questo personaggio corrispondesse perfettamente a quello di Shu Qi.
Vede questo film come un prolungamento di quelli realizzati in precedenza, o come qualcosa di nuovo?
Come qualcosa di nuovo soprattutto per la sua divisione in tre part. Mi sembra che mettere in opposizione differenti storie d'amore ambientate in tre epoche permette di constatare che i comportamenti sono condizionati dai tempi e dai luoghi in cui viviamo.
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