FACE OFF Il volto della star

Tom Cruise, l'icona del cinema americano degli ultimi vent'anni, filtrato attraverso i personaggi e le trasformazione della sua carriera di attore.

"Per anni e anni un uomo popola uno spazio di immagini, di province, di reami, di montagne, di baie, di navi, di isole, di pesci, di stanze, di arnesi, di stelle, di cavalli e di gente. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l'immagine del proprio volto." ( Jorge Louis Borges )

Difficile comporre la propria scrittura dopo una citazione del genere, ma era necessario, almeno credo, determinare fin da subito i termini con cui confrontarsi parlando dell'attore. Volto, sguardo, movimenti, recitazione. Particelle piccole e grandi che compongono un universo in continua evoluzione. Ruoli, personaggi, maschere del cinema in continua mutazione. Lunga la lista di chi con il proprio magnetico sguardo ha segnato l'obiettivo della macchina cinematografica. Nomi di un cinema classico destinati all'immortalità. A Chi come il sottoscritto ha sulle spalle pochi decenni di immagini vissute, viene naturale qualche riflessione su attori contemporanei, quasi generazionali, presenza costante del  proprio immaginario.  Il Vincent, freddo killer postmoderno nella notturna Los Angeles di Collateral di Michel Mann,  il Dott. Harsford, Ulisse tradito e disperato nei sogni e risvegli di una New York di fine novecento in Eyes Wide Shut di Kubrick. Un solo volto-star degli anni '80: Tom Cruise. Attore fin dagli esordi in film giovanilistici ( Risky Business -Fuori i vecchi...i figli ballano, il Ribelle) che gli aprono la strada verso le piste del patinato Top Gun di Tony Scott. Attorno all'attore si crea quell'aura di gloria preventiva. Il fisico, la bellezza, l'immagine dei suoi personaggi ricoprono e destrutturato le antiche armi della recitazione. La scatola confezione dei suoi primi film ne imprimono lo status di idolo. Eroe dal successo garantito. Ne le acrobazie aree, o il tavolo da biliardo ( Il colore dei soldi ) incidono la sua figura con le attitudini del campione del mezzo, Cruise è la star dall'imprimatur genetico non classificabile, una faccia priva della mobilità del volto e del peso enigmatico della maschera. Il suo slogan è il sorriso. La mancanza di una profondità degli occhi non crea nello spettatore il fascino di un altrove dal quale il divo proviene. Con Nato il 4Luglio l'attore approda al banco di prova del mestiere. Siamo nel 1989, un anno fin troppo importante per altri fatti storici, e il tentativo di arrivare alla propria connotazione come vero attore. Ma l'amputazione del corpo  e la trasfigurazione del volto ne assottigliano la densità recitativa.

Dopo altri contributi alla storia, del nostro e suo cinema, tra vampiri arriviamo al gia citato Eyes Wide Shut Kubrikiano, Cruise-Harford, ovvero l'uomo alla soglia della sua stessa fine, l'inetto di successo, l'incarnazione definitiva dell'uomo senza corpo, mito tardo moderno, attento alla cura professionale degli altri corpi. Ostilmente accerchiato nella tenebrosa sala del castello al cospetto del gran maestro, il dottore Harford perde il controllo, l'intimazione a spogliarsi ne permea di angoscia il volto trasfigurato. L'uomo occidentale degli anni '80 e '90, universalmente riconosciuto, viene Kubrikianamente fotografato senza la minima esitazione. Giù la maschera e l'attore è nudo. L'ultimo abisso del regista del Bronx salva il divo hollywoodiano, ne scopre il doppio, il Cruise post Harford non è più lo stesso. La sua nuova identità è il Vincent di Collateral. Nel taxi di Max (Jamie Foxx ), che attraversa le strade buie di una metropoli senza più angeli, il fantasma del personaggio rinasce nelle sembianze dell'attore. Killer indifferente al mondo, ma tecnologicamente introdotto al suo interno, Vincent-Cruise conquista lo status assoluto del cinema, in cui il corpo del divo coincide con la materia grezza del regista. Plasmato, trasformato, ingrigito Cruise non è più la star. Ma l'elemento indefinibile che arricchisce il cinema, il suo volto non è altro che lo specchio del nostro destino

 

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