Venezia 62 - "Non c'è differenza di fronte ad un sentimento tanto forte ed importante come l'amore, un sentimento universale e per questo capace di penetrare in ogni parte della società". Incontro con Ang Lee

Il pluripremiato regista taiwanese, residente negli USA dal 1978, è sbarcato al Lido con "Brokeback Mountain", la storia d'amore tra due giovani cowboy, interpretati da Jake Gyllenhaal e Heath Ledger, nell'America degli '60.

Nato e cresciuto a Taiwan, Ang Lee si è trasferito negli Stati Uniti nel 1978, dove ha conseguito il diploma in arte drammatica presso l'Università dell'Illinois. Nel 1993 ha vinto l'Orso d'oro al Festival di Berlino con il film Il banchetto di nozze, premio vinto ancora nel 1996 con Ragione e sentimento; il film successivo Tempesta di ghiaccio, ha esordito in concorso al Festival di Cannes nel 1997 dove ha ottenuto il premio per la miglior sceneggiatura. Nel 2000 il regista ha invece vinto l'Oscar per il miglior film straniero con La tigre e il dragone.

Quali sono le motivazioni che l'hanno spinta a realizzare questo film?

La possibilità di poter fare un film su un sentimento universale come l'amore, infatti per me Brokeback Mountain è unicamente, e universalmente, una grande storia epica d'amore.

Secondo lei una storia d'amore omosessuale può essere considerata e raccontata allo stesso modo di una storia d'amore eterosessuale?

In questo film volevo essere molto diretto e raccontare una vera storia d'amore, secondo me non c'è differenza di fronte ad un sentimento tanto forte ed importante come l'amore, un sentimento, ripeto, universale e per questo capace di andare oltre l'aspetto politico, anche perché l'amore è l'unico sentimento capace di penetrare in ogni parte della società

Come ha fatto a calarsi in una cultura a lei estranea?

Alle volte è possibile notare meglio le distanze e le differenze di una cultura quando si è stranieri, e poi io e gli sceneggiatori Larry McMurtry e Diana Ossana ci siamo anche molto documentati sulle tradizioni del west e dei cowboy

Il film rivela una notevole sensibilità e capacità di scavo in profondità rispetto alla vicenda e ai singoli personaggi, quali sono stati i principali motivi di questa sua empatia con la materia rappresentata?

La storia di Annie Proulx mi ha toccato a livello epidermico dal momento che l'unica costante della vita di Ennis e Jack è una forza della natura: l'amore, un sentimento che accomuna tutti gli uomini. La parte davvero difficile ha riguardato l'aspetto legato alle tradizioni che ha richiesto tempo e studio, infatti Ennis e Jack vivono nel Wyoming degli anni '60 legato a valori tradizionali e dovranno vivere clandestinamente il loro speciale rapporto

Oltre a raccontare una storia d'amore c'era in lei l'intenzione di realizzare un film epico?

La mia prima preoccupazione era di fare un film onesto che rispecchiasse un sentimento profondo e al tempo stesso rappresentasse la vita rurale americana, dalla quale ero molto affascinato. Circa l'aspetto epico spero di esserci riuscito, vista l'universalità del sentimento raccontato e gli altri aspetti che ho cercato di non trascurare, come quelli legati alla tradizione del cinema western

Perché per il film ha scelto gli anni '60 e quali sono gli elementi nuovi rispetto alla storia raccontata da Annie Proulx?

La storia di Annie Proulx è ambientata in quegli anni e il periodo mi sembrava più che convincente; ho cercato, inoltre, di attenermi il più possibile alla storia, ci sono solo poche scene aggiunte, ad esempio quelle ambientate nel Texas. Volevo essere il più possibile fedele alla storia, anche se la cosa è stata difficile poiché la scrittura della Proulx è molto densa e ricca di significati

Perché ha scelto di dirigere il film in Canada?

Le regioni del Canada nelle quali ho realizzato il film, sono molto simili a quelle del Wyoming ed erano più facilmente raggiungibile dalla troupe, la cosa ci ha permesso un certo risparmio dal punto di vista economico

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