VENEZIA 62 - "Inizial D", di Andrew Lau e Alan Mak
Lo scintillante cinema di Hong Kong al suo meglio. Tra "Fast and furious" e "Il tempo delle mele", ed oltre. Molto oltre. Lau e Mak sono un formidabile duo registico che sa dipingere curve, soffermarsi su amorose dita che s'intrecciano in mezzo a preziosi mattoncini di tofu e ad una colonna sonora d'alta caratura degna dei Farrelly

Abbagli(anti). Sembrano delle comuni strade che solcano le montagne ma la m.d.p. le accarezza con una grazia videoclippistica e calda insieme tale da trasformarle in seni, bacini, pancette sexy, cosce e colli da cigno di una fanciulla di scura porcellana asfaltata. C'è un amore incondizionato che ci condiziona, ci cattura come bambini davanti ad una giostra in questo cinema frammentato in frame immobilizzati, rallentati, liberati dal ritmo dei 24ft/s che si dissolve e poi scorre via in discesa come un fulmine dalla carrozzeria metallica che ha un nome: Toyota AE86. E' l'auto di Takumi (Jay Chou), diciottenne pacato e piuttosto taciturno che lavora durante le vacanze estive con gli amici in un distributore e nell'occultamento obliante del pre-alba dall'età di tredici anni guida l'auto del padre (Anthony Wong, straordinario attore-burattino/attore-attore già in Armageddon e Violent cop) ex-pilota di talento che ha abbandonato il mondo delle corse per la madre del suo unico figlio, mettendosi nella ristorazione come produttore di tofu. E le cassette del formaggio nazionale dell'Estremo Oriente sono mattoni trasportando i quali Takumi costruisce l'esperienza motoristica e svezza il proprio istinto istinto di fuoriclasse delle quattro ruote affinando la tecnica del drifting (l'initial D appunto, titolo del fumetto-capolavoro giapponese in oltre 30 volumi e 10 anni di storia alla base della sceneggiatura di Felix Chong), la derapata controllata con la quale i piloti tagliano le curve scivolando come burro sui tornanti in discesa ("perché le vere corse si fanno in discesa" come si dichiara poco dopo l'inizio) del monte Akina, nella provincia di Gunma (nomen omen...). Ma in mezzo alle sfide il cuore del protagonista accellera sopra gli 11.000 giri anche per il primo amore, la compagna di scuola fin dalle elementari Natsuki (col viso d'angelo impertinente di Anne Suzuki, già con Ethan Hawke in Snow falling on cedars), così come deve sopportare l'irresistibile, incontenibile carica di protagonismo dell'amico Tsuki (Chapman To, irrefrenabile "Austin Powers hong-konghese"), figlio del proprietario della pompa di benzina che si crede un dio del volante mentre è solo una delle tante schiappe in circolazione che vomita pure a litri quando sale in macchina con un pilota vero come Takumi. Amore per le corse, amore per la musica, amore per il cinema, amore per l'amore: c'è (quasi) tutto in questo piccolo-grande film.
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