VENEZIA 62 - "Proof", di John Madden (Concorso)

Dalla commedia teatrale di David Auburn, un film sulla follia e la malattia che si affida soprattutto ai dialoghi. Lo stile è spesso freddo e distante. Tuttavia è tra i film meno illustrativi del regista in quanto cerca di entrare nella mente dei protagonisti, nella loro instabilità, talvolta riuscendoci

Le tracce del passato, tra il genio e la follia. Tratto dalla commedia teatrale di David Auburn di David Auburn - che ha scritto la sceneggiatura assieme a Roberta Miller, Proof è un film popolato di ombre, di segni instabili. Al centro della vicenda c'è Catherine (Gwyneth Paltrow), una donna che ha rinunciato al college per occuparsi del padre (Anthony Hopkins) malato, un brillante matematico ma malato da anni. Dopo la morte dell'uomo, la giovane donna, che ha compiuto da poco 27 anni, deve fronteggiare l'arrivo della sorella (Hope Davis) e la presenza di Hal (Jake Gyllenhaal), un ricercatore che è stato un ex-studente del padre che spera di trovare qualcosa nei suoi 103 blocchi d'appunti.

Dopo Shakespeare In Love John Madden e Gwynet Paltrow tornano a lavorare insieme in un'opera in cui si avverte l'origine teatrale nell'uso degli spazi dell'abitazione e nell'utilizzo dei dialoghi che mettono a nudo le emozioni dei protagonisti. Rispetto al passato però il cinema di Madden appare meno illustrativo, soprattutto nell'uso del flashback in cui gli incubi, i germi della malattia prendono forma. C'è un momento in cui Catherine non sente il padre da giorni. Si preoccupa e decide di raggiungerlo a casa e lo trova che sta lavorando fuori dell'abitazione quando la temperatura è estremamente rigida. In questa fase in Proof emergono dei cortocircuiti dove il passato tende a frantumare il presente e la memoria diventa uno degli elementi del film che producono maggiore tensione. Madden, chiaramente, lavora essenzialmente sui corpi degli attori dove emergono Jake Gyllenhaal e Gwyneth Paltrow che riesce a manifestare una sofferenza autentica del suo personaggio, una sofferenza sia fisica sia mentale. Lo sguardo del cineasta appare sempre piuttosto freddo, anche per l'uso di quel blu della fotografia di Alwin Kuchler. Alla fine Proof esce da quel suo impianto stilistico prestabilito, tentando comunque di filmare la presenza del numero matematico non ovviamente con la forza di film come Good Will HUnting - Genio ribelle e A Beautiful Mind ma che comunque produce il risultato di modificare le traiettorie, le prospettive visive del film, come nel riuscito finale dove Catherine torna a casa dalkl'aereoporto e raggiunge Hal. Durante il suo viaggio di ritorno, si vedono tutti movimenti di macchina orizzontali dove la strada percorsa dal taxi che, negli stacchi di montaggio, tendono sempre a intersecarsi

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf  
"Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
"Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
Diretta da David Gordon Green
Duncan Jones racconta la vita di Ian Fleming
Un biopic sul creatore di James Bond
CANNES 65 - Rupert Everett presidente del Queer Palm?
Possibile successione l'anno prossimo in giuria
Nuovo thriller per Atom Egoyan
Colin Firth e R. Witherspoon nel cast
"La bellezza" di Sorrentino
Annunciato il nuovo film, Servillo protagonista
La Sacher su Twitter
Aperto un canale su progetti e notizie
Le vie del cinema da Cannes a Roma
Dall'8 al 14 giugno nei cinema Eden, Adriano e Giulio Cesare
Addio a Robin Gibb
Se ne va un altro pezzo dei Bee Gees
Concorso Uno spot per Sentieri Selvaggi
per tutti gli ex allievi della scuola di cinema
L'appello di Friuli Film Commission
"Lo scopo, malcelato, è quello di non finanziare il film di Marco Bellocchio"