VENEZIA 62 - La scelta dei sentimenti - Incontro con Cristina Comencini
I drammi infantili e le scelte dei sentimenti quando si diventa adulti. Questi i temi del film della Comencini che elogiando gli attori ha parlato del lungo lavoro di elaborazione che ha portato la storia dal libro al film, senza trascurare i temi tabù come la famiglia e l'omosessualità femminile.

Cristina Comencini ha presentato il suo film La bestia nel cuore nella sezione del Concorso. Il film esce in sala proprio oggi e la stessa autrice e scrittrice del libro dal quale è tratto scommette molto su questa storia di adulti e di drammi infantili.
Quando ha scritto il libro pensava già ad una sua trasposizione cinematografica?
Il realtà io non ho scritto il libro pensando di farne un film ed è la prima volta che giro un film tratto da un mio romanzo. La scelta è avvenuta solo perché ho immaginato che il film potesse essere indipendente dal romanzo e io e le sceneggiatrici abbiamo lavorato con attenzione proprio su questo aspetto: rendere il film opera a parte dal libro. Ciò è costato un lunghissimo lavoro di elaborazione della scrittura e anche sulle scene e credo che alla fine siamo riusciti tutti a raggiungere il risultato.
Il film racconta delle violenze che si consumano nella famiglia, ma anche di omosessualità femminile, sono due argomenti tabù come pensa che verrà accolto dal pubblico?
Dopo avere scritto e pubblicato il romanzo ho ricevuto molte lettere in cui mi si raccontavano episodi molto simili a quelli che racconto e ciascuna di queste persone mi trasmetteva la certezza di sentirsi rappresentata. Ho capito che l'elaborazione per questo genere di eventi avviene da adulti. Ma credo sia altrettanto necessario che l'adulto debba conoscere ogni genere di seduzione perché anche questo è un aspetto della nostra realtà, deve quindi anche imparare a rifiutarla. Con La bestia nel cuore ho provato a raccontare quella parte oscura che c'è dentro ciascuno di noi e che appartiene alla nostra infanzia, ma le cui radici, forse, vanno ricercate anche prima. Si tratta di un'energia che trova origine nella stessa natura umana, priva di qualsiasi connotazione positiva o negativa con la quale però dobbiamo fare i conti e alla quale è necessario dare un volto in modo da conoscerla e così non consentirle di farci soffrire.
Il mio film, come il libro, spero possa servire ha chi ha subito una ferita del genere. La scelta dei sentimenti nell'età adulta è il tema principale del mio film.
Ha avuto problemi con la realizzazione o per l'uscita nelle di questo film visti i temi tra cui l'omosessualità femminile?
Avevano messo il divieto al film, poi per fortuna è stato eliminato. Tutto ciò credo dipenda dal fatto che la famiglia resta comunque un'entità che è meglio non toccare è come una pentola per la quale è vietato alzare il coperchio. In questo devo dire che
Credo che i legami o sono veri o sono sopraffazione. Solo nella verità di questi legami può costruirsi una famiglia.
Quanto alla questione dell'omosessualità femminile va detto che è ancora un argomento tabù e si tratta di un doppio tabù anche perché quella maschile è più frequente al cinema, non così per quella femminile. Ciò detto non posso che essere contenta di avere trattato questi argomenti.

Si potrebbe definire questo un film di denuncia su ciò che accade nella famiglia italiana?
La famiglia è prima di tutto un incontro tra un uomo e una donna. La nostra generazione ha sempre visto la costruzione della famiglia come una scelta per farlo diventare un luogo di affetti e di legami. Questo luogo, però, può anche essere un posto insicuro poiché questi legami si sfilacciano e si perde il controllo. Non credo quindi che ci sia il bisogno di denunciare, si sta insieme per scelta di libertà. Nella famiglia che immagino le persone scelgono di stare insieme e anche di amarsi reciprocamente in piena libertà.
È stata complessa la realizzazione del film e ci saranno tagli rispetto alla versione vista qui a Venezia?
Sono state 11 settimane davvero difficili in pieno inverno, ma al di là della fatica si è trattato di un lavoro molto coinvolgente perché tutti abbiamo concorso a che il film trasmettesse quell'emotività e quell'intensità che volevamo trasparisse e più volte mi chiedevo dove stesse la verità e di come renderla visibile attraverso il cinema.
Comunque in questo lavoro collettivo un grande ruolo hanno avuto gli attori. Ciascuno di loro aveva letto il libro e quindi aveva modo di potere conoscere bene il proprio personaggio e di avere molta più disponibilità di informazioni rispetto alle parti che avrebbe dovuto recitare. Non posso che elogiare le loro capacità. Hanno lavorato con profondo impegno sui personaggi e spesso qualcuno di loro ha insistito perché non mutassi nulla del libro contro le mie tendenze ad adattare il libro proprio per le ragioni di cui dicevo. Tutti comunque hanno restituito una grande profondità umana ai loro personaggi.
Quanto all'altra domanda posso dire che il film nelle sale uscirà così come è stato presentato a Venezia sarà la versione in dvd e quella per la televisione che avrà qualche scena in più. In realtà, prima di portare la copia definitiva qui alla Mostra del Cinema, ho tagliato qualche scena una perché mi sembrava debordante e un'altra perché troppo metaforica. In particolare quest'ultima in cui abbiamo lavorato molto attorno agli effetti dell'acqua ci è costata, e soprattutto alle maestranze, molta fatica ma sarà recuperata nel dvd e poi per la versione televisiva.
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