VENEZIA 62 - "Falling in love", di Wang Ming-Tai (Giornate degli autori)
Un cinema di sentimenti a forti tinte come le passioni inappagate o inesaustamente praticate. Falling in love è un film che non sfigura e non fa trascurare le doti del suo Wang Ming-Tai, sperando che abbia modo e tempo per riflettere su come trovare una propria autonomia visiva sganciata da quella del suo maestro Tsai Ming-Liang.

L'apprendistato svolto con Tsai Ming-Liang si vede e si riconosce da subito. Le lunghe attese che Falling in love apre sui silenzi dei protagonisti, veri e propri voragini per lo spettatore, sono una costante narrativa che il taiwanese Wang Ming-Tai conserva e ripropone con una sua efficacia anche spettacolare.
L'amore di Alan per Belle finisce e comincia quello per Angel, ma è contrastato e difficile. Per caso Belle e Angel saranno vicine di casa e amiche. Nessun espediente potrà servire a ravvivare l'amore tra Alan e Angel.
Un cinema, essenzialmente di sentimenti dalle forti tinte, quelle che queste assumono quando le passioni si fanno inappagate o inesaustamente praticate. Alan e Angel una coppia inesistente nei fatti, nell'incapacità reciproca di trovare la giusta via del sentimento e il film riesce a raccontare con efficacia i loro stati d'animo. Così come riesce a raccontare un Alan alla ricerca di una sessualità anche occasionale, che plachi un'ansia che non può trovare pacificazione nel rapporto con Angel. I rossi accesissimi e fiammeggianti, i gialli esplosivi e i verdi brillanti, sui quali il film è parzialmente costruito, corrispondono agli stati d'animo di Alan e al manifestarsi della sua ansia perfino (auto)distruttiva, fino al finale in cui il rosso esplode sul giallo del muro lasciando lo spettatore senza fiato.
In questo turbinare di speranze, tradimenti e passioni si compie, più positivamente, il percorso di amicizia delle due solitudini femminili le quali, pur ignorando che lo stesso uomo è quello che manca a ciascuna di loro, si avvicinano con discrezione e timore trovando, però, un angolo in cui riparare. Se una forzata separazione sembrerà interrompere questo dialogo, il rapporto tra di loro avrà consolato le loro esistenze. In queste piega narrativa e in quella visiva vanno ricercati le qualità maggiori di un film che non sfigura e rispetto al quale non possono essere trascurate le doti del suo autore. Nella speranza che comunque abbia modo e tempo per riflettere su come trovare una propria autonomia visiva sganciata da quella del suo maestro.
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