VENEZIA 62

VENEZIA 62: Storia segreta del cinema asiatico (di Davide Di Giorgio, del 17/09/2005)

Ricchissima nell'offerta, esaltante nella qualità dei titoli e nella loro diversità, la retrospettiva dedicata alla cinematografia cinese e a quella giapponese ha peccato unicamente di eccesso, costringendo lo spettatore a ritagliarsi percorsi arditi, senza afferrare la vera forma dell'insieme.

VENEZIA 62 - L'ignoto spazio profondo, forse...l'amore (del 16/09/2005)

Finito il Festival ecco le classifiche di Sentieri selvaggi, con le preferenze dei vari (tanti) inviati. Abbiamo selezionato tre categorie: MIGLIOR FILM VISTO (la qualità assoluta); MIGLIOR FILM IN CONCORSO; L'INCANTESIMO PERSONALE: (il film che ci ha fatto sognare e volare, indipendentemente dalla qualità assoluta). Scoprite chi ha vinto...

VENEZIA 62 - "Ruguo ai" (Perhaps Love), di Peter Ho-sun Chan (di Massimo Causo, del 13/09/2005)

Il film di chiusura della 62.ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica è il più bello dell’intero festival: un grande musical sospeso tra Donnen, Demy e Truffaut; un’opera fiammeggiante di passioni e visioni, che assimila e supera l’intera tradizione del cinema cantato e ballato occidentale

VENEZIA 62 - Il mito della caverna e altre storie - Incontro con Neil Marshall (di Tonino De Pace, del 12/09/2005)

Un cast tutto al femminile, una discesa nelle viscere della terra, un buio insondabile, una società sotterranea, sono questi gli ingredienti di The Descent il film in concorso di Neil Marshall già autore di Dog soldiers. Un film che comunque approfondisce anche il risvolto psicologico dei personaggi.

VENEZIA 62 - "Bełżec", di Guillame Moscovitz (Settimana della Critica - Evento Speciale) (di Andrea Ravagli, del 12/09/2005)

Bełżec come Belzebù. Luogo/non-luogo che vive rannicchiato nel bozzolo di un ricordo che si vorrebbe dimenticare e che un gruppetto di alberi piantati dai nazisti porta alla mente appena si alza lo sguardo da terra. Un campo di sterminio di breve durata ma voracissimo, ricordato attraverso parole e immagini documentarie "bressionane"

VENEZIA 62 - "Desideravo avvicinarmi ad un periodo brevissimo di contro-esodo nel quale si attuò un ribaltamento inusuale: tanti italiani migravano dal Nord e dal Centro verso il Sud!". Incontro con Pupi Avatie il cast di "La sec ... (di Andrea Ravagli, del 12/09/2005)

Avati trasla dalla sua Bologna alla Puglia, ambientando alla fine della seconda guerra mondiale la vicenda del "fool" Giordano/Albanese, deciso a sopportare l'infido nipote Nino/Marcorè per sposarsi la vedova del fratello Lilliana/Ricciarelli, sotto lo sguardo inacidito di due zitelle d.o.c. come Marisa Merlini e Angela Luce

VENEZIA 62 - "Before It Had A Name", di Giada Colagrande (Giornate degli Autori) (di Alessia Cervini, del 12/09/2005)

Che questa sia una storia scritta insieme dalla Colagrande e da per esorcizzare, esplicitandole, paure ed angosce personali, piuttosto che per raccontare davvero perversioni e oscurità, è il dubbio che rimane in chi guarda il film. Ciò che lo lascia chiuso in se stesso, impedendogli di coinvolgere e terrorizzare, come forse avrebbe voluto.

VENEZIA 62 - "La passione di Giosuè l'ebreo" di Pasquale Scimeca (Giornate degli Autori) (di Grazia Paganelli, del 12/09/2005)

Sono sempre i "Senza Terra" i protagonisti descritti e tanto amati dai film di Pasquale Scimeca, gli stessi cui è dedicato questo suo splendido ultimo film a voler segnare, ancora prima delle immagini, la continuità necessaria del suo percorso.

VENEZIA 62 - "Veruschka", di Paul Morrissey e Bernd Bohm (Orizzonti) (di Carlo Altinier, del 12/09/2005)

La mano di Morrissey piega la convenzione del documentario introspettivo al racconto di un corpo e dell'uso che ne viene fatto. Una certa disomogeneità di tono e qualche ingenua sequenza fashion annacquano e disperdono il peso del discorso del regista, che ancora una volta si è visto soffiare il montaggio all'ultimo minuto. Peccato, per lui e per noi.

VENEZIA 62 - "Viva Zapatero!", di Sabrina Guzzanti (Evento speciale Anac) (di Francesco Maggi, del 12/09/2005)

Sabina Guzzanti sbarca a sorpresa alla laguna con un graffiante documentario satirico. Un pamphlet sulle assurde distorsioni del nostro paese. Ottanta minuti incandescenti in cui si consuma la vendetta per la cancellazione del suo programma: RaiOt.

VENEZIA 62 - "Kill Gil (Vol. 1)" di Gil Rossellini (Orizzonti - Evento Speciale) (di Aldo Spiniello, del 11/09/2005)

Un crudo documentario autobiografico, questo film di Gil Rossellini, un resoconto in diretta della malattia che lo ha costretto su una sedia a rotelle. Con le sue immagini terribili e i toni ironici, "Kill Gil" oscilla tra il disagio e la commozione, un inno alla vita che, però, non può non suscitare un senso d'inquietudine

VENEZIA 62 - "The descent", di Neil Marshall (Concorso) (di Tonino De Pace, del 11/09/2005)

Marshall fa il tentativo di introdurre in "The descent", qualche elemento di novità, il film funziona soprattutto fin quando resta sospeso sull'aspetto psicologico dei personaggi. La sterzata effettistica e truculenta abbassa, inevitabilmente, l'interesse. Ma Marshall è da tenere d'occhio.

VENEZIA 62 - "Brockeback Mountain", di Ang Lee (Concorso) (di Simone Emiliani, del 11/09/2005)

Dal racconto omonimo di Anne Proulx pubblicato dal New Yorker nel 1997, l'opera ha i suoi momenti più belli nelle sequenze ambientate in montagna mentre appare più controllata la vita privata dei protagonisti quando sono separati. Cinema fluviale che attraversa oltre vent'anni, sicuramente imperfetto ma davvero emozionante.

VENEZIA 62 - "La seconda notte di nozze", di Pupi Avati (Concorso) (di Andrea Ravagli, del 10/09/2005)

Né ius primae noctis, né secundae... Dopo questo ennesimo, spossante esercizio non di stile ma di stantìo non-cinema non ci "sposeremo" probabilmente mai con Avati e i suoi "prodotti", quasi sempre a uso e consumo della noia più feroce e avvilente. E come se non bastasse la Ricciarelli e la dedica finale inabissano ancor più... ciò che è già affondato

VENEZIA 62 - La rinascita del cinema italiano, "La bestia nel cuore", di Cristina Comencini (Concorso) (del 09/09/2005)

Coraggioso ed esemplare, il film della Comencini riesce, per primo e con una rabbia consapevole, ad affrontare il tema, difficile, della pedofilia familiare. Ma anche dell'amore cieco (lesbo), riuscendo a fare, con pochi accenni, una riflessione critica sulla (cattiva) televisione e sul cinema americano. Un mèlo esplosivo e raro, per il nostro cinema.

VENEZIA 62 - "The Constant Gardener" di Fernando Meirelles (Concorso) (di Simone Emiliani, del 09/09/2005)

Meirelles sa girare ma il suo cinema rasenta l'esibizionismo. Quei difetti emersi in "City of God" alla fine si amplificano. La pellicola riesce anche a reggere due ore con un ritmo frenetico. Ma si ha l'impressione che sia più la forza del romanzo piuttosto che i frequenti stacchi di montaggio o l'irruenza dello sguardo del regista a crearlo.

Venezia 62 - "La mia è una bellissima storia con un tocco di esistenzialismo". Incontro con Fernando Meirelles. (di Michele Moccia, del 09/09/2005)

In concorso al Festival con "The constant gardner" il regista brasiliano, autore de "La città di Dio", ha parlato del del suo film e del potere delle multinazionali farmaceutiche.

VENEZIA 62 - "Ognuno di noi dovrebbe cercare di scrivere o di disegnare ciò che vede con i suoi occhi". Incontro con Miyazaki Hayao. (di Michele Moccia, del 09/09/2005)

Il regista giapponese vincitore dell'Oscar e dell'Orso d'oro nel 2002 con Spirit Away e in concorso a Venezia l'anno scorso con "Howl's moving castle", a settembre nelle sale, è ritornato al Lido per ritirare il Leone d'oro alla carriera.

VENEZIA 62 - "Falling in love", di Wang Ming-Tai (Giornate degli autori) (di Tonino De Pace, del 09/09/2005)

Un cinema di sentimenti a forti tinte come le passioni inappagate o inesaustamente praticate. Falling in love è un film che non sfigura e non fa trascurare le doti del suo Wang Ming-Tai, sperando che abbia modo e tempo per riflettere su come trovare una propria autonomia visiva sganciata da quella del suo maestro Tsai Ming-Liang.

Venezia 62 - "Arido movie", di Lirio Ferreira (Orizzonti) (di Tonino De Pace, del 09/09/2005)

Ferreira confeziona un film in cui intende mostrare la faccia oscura del Brasile un accurato lavoro sulla fotografia che vuole far passare una desolazione non soltanto dei luoghi, ma anche dell'anima, non corrisponde un contenuto altrettanto accurato. ne risulta un film disorganico e disorientato.

VENEZIA 62 - Immagini rubate... (37/42) (del 09/09/2005)

Ultime immagini dalla Mostra di Venezia, ormai già semideserta.

VENEZIA 62 - "Everlasting Regret", di Stanley Kwan (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 09/09/2005)

L'altra metà del cielo e della storia. "Vers le Sud" di Cantet ed "Everlasting Regret" sono lontani nella forma ma fratelli (o sorelle) nel forgiare quel mondo femminile, il passato nel presente già futuro attraverso gli occhi apparentemente periferici che combinano intimo e sociale, utopie realizzabili e risvegli traumatici.

VENEZIA 62 - "Yolda" di Erden Kiral (Orizzonti) (di Francesco Maggi, del 09/09/2005)

Una riflessione attuale e personale sulla libertà. Un viaggio on the road ai limiti del biografico, seguendo le tracce del grande regista turco Yilmaz Guney nel suo ultimo viaggio verso l'esilio.

VENEZIA 62 - "Craj - Domani", di Davide Marengo (Giornate degli autori) (di Aldo Spiniello, del 09/09/2005)

Il film di Marengo è fondamentalmente un documentario, un viaggio sulle tracce di quella musica antica e vitale che è la taranta, una discesa nell'infuocato Salento, alla ricerca di volti, suoni, ricordi, tradizioni

VENEZIA 62 - "East of Paradise" di Lech Kowalski (Orizzonti) (di Giacomo Calzoni, del 08/09/2005)

E' una testimonianza sofferta quella del regista, senza dubbio meritevole di rispetto, ma che non riesce mai a ergersi a Cinema arrestandosi ai parametri di un qualsiasi format televisivo.

VENEZIA 62 - "O fatalista", di Joao Botelho (Concorso) (di Grazia Paganelli, del 08/09/2005)

Dal romanzo "Jacques le fataliste" di Diderot, un film sempre in bilico tra parole e immagini, o meglio, tra ciò verso cui tendono le parole e quello che, invece, sanno nascondere/rivelare le immagini. Un misto di realtà e di illusione, fantasia, pensiero, ipotesi, che rappresenta da sempre il magico mondo del regista portoghese.

VENEZIA 62 - "Vokaldy paralelder (Paralleli vocali)" di Rustam Khamdamov (Orizzonti) (di Simone Emiliani, del 08/09/2005)

Il film è sicuramente un tentativo-limite di racchiudere attraverso il cinema un insieme di forme e di suoni. E' però altrettanto vero però che,malgrado la sua esigua durata (circa 65 minuti). è anche un'opera respingente, in cui la dimensione metaforica diventa quasi l'esibizione di uno stile

VENEZIA 62 - "Le parfum de la dame en noir" di Bruno Podalydès (Fuori concorso) (di Simone Emiliani, del 08/09/2005)

Tratto dal romanzo di Gaston Leroux e incentrato sulle avventure del reporter Rouletabille, il film si avvicina anche a quell'astrattezza di "Smoking/No Smoking" di Resnais in cui però il sospetto di un eccessivo intellettualismo viene alla fine dissolto in un gioco scenico funzionale, dove l'avventura e l'umorismo si combinano in maniera intelligente

VENEZIA 62 - "Garpastum", di Alexsey Guerman jr. (Concorso) (di Michele Moccia, del 08/09/2005)

Quello di German jr. è un cinema fatto di corpi palpitanti, che piangono e ridono, sudano e ansimano, cadono e si rialzano nel loro essere completamente esposti alla vita, alla fragilità dell'esistenza.

VENEZIA 62 - "Hongyan", di Li Yu (Orizzonti) (di Leonardo Lardieri, del 08/09/2005)

È veramente una piacevole sorpresa questo film realizzato dalla giovanissima regista cinese di "Fish and elephant" del 2001. Modellato sulle vergogne delle chiusure mentali ed all'interno di cornici spaziali che si aprono sulle gote rosse (ma non di vergogna) della giovinezza negata o costruita nell'inganno.

VENEZIA 62 - "Preservare nella ricerca della felicità. Non è questo in fondo il senso della vita?". Incontro con Stanley Kwan. (di Leonardo Lardieri, del 08/09/2005)

Terzo film del cineasta cinese, autore nel 1987 di "Rouge", considerato da molti uno dei più bei film cantonesi di sempre. Prodotto da Jackie Chan, "Everlasting Regret", mèlo post-moderno al femminile, porta in Concorso le avventure tragico-amorose di una donna, sullo sfondo di una spietata Shanghai.

VENEZIA 62 - La scelta dei sentimenti - Incontro con Cristina Comencini (di Tonino De Pace, del 08/09/2005)

I drammi infantili e le scelte dei sentimenti quando si diventa adulti. Questi i temi del film della Comencini che elogiando gli attori ha parlato del lungo lavoro di elaborazione che ha portato la storia dal libro al film, senza trascurare i temi tabù come la famiglia e l'omosessualità femminile.

VENEZIA 62 - "Quale festa preferisco tra Natale e Halloween ? Halloween è ovvio!": incontro con Tim Burton e Helena Bonham Carter, co-regista e voce di "Corpse bride" (di Andrea Ravagli, del 08/09/2005)

Un'altra fiaba nera, anzi nerissima nell'eterna lotta burtoniana tra vivi e morti, sempre nel solco della tradizionale stop-motion e di inserti musical che per stilizzazione fanno traballare quelli svaccatamente liberatori del Turturro di "Romance & cigarettes"

VENEZIA 62 - La fine dell'utopia, "Verso il sud", di Laurent Cantet (di Federico Chiacchiari, del 08/09/2005)

Il film più intimo e politico della 62a Mostra del Cinema, pervaso di suggestioni e riflessioni alla Michel Foucault, mescolate con lo sguardo freddo e il cuore palpitante di un Fassbinder. Con donne non più giovani in cerca di quell'utopia dell'amore, fuori dal mondo reale. E dove le differenze sociali dividono, i corpi uniscono.

VENEZIA 62 - "Asì", di Jesùs-Mario Lozano (Settimana della Critica) (di Francesco Maggi, del 08/09/2005)

Trentadue secondi per ogni inquadratura, per raccontare con brevi piani sequenza la stessa ora, le 11.32 di ogni sera, del giovane Ivan. Una scommessa linguistica, un film da maneggiare con cura per non romperne i fragili equilibri tra narrazione e immaginazione.

VENEZIA 62 - Immagini rubate... (31/36) (del 08/09/2005)

La Mostra si avvia alla conclusione, e le foto continuano a rappresentarla come dal "buco della serratura"... Ancora altre immagini rubate dal Lido di Venezia.

VENEZIA 62 - "Non era mia intenzione con questo film stigmatizzare il turismo sessuale. Volevo rivelare la complessità che emerge quando desiderio fisico e politica si intrecciano". Incontro con Laurent Cantet (di Leonardo Lardieri, del 07/09/2005)

In Concorso il quarto lungometraggio del regista francese, tratto da tre racconti di "La chair du maitre" di Dany Lafarrière. A prima vista potrebbe sembrare un film-denuncia sul turismo sessuale, anche se Laurent Cantet preferisce chiamarlo “turismo d’amore”…

VENEZIA 62 "La dignidad de los nadies", di Fernando E. Solanas (Orizzonti) (di Alessia Cervini, del 07/09/2005)

Cinema politico, che forse in modo troppo calcatamente populista vuole emozionare e coinvolgere. Qualche volta riuscendoci. Ed è il reale a farla veramente da padrone in questo film-documentario, in cui manca quasi completamente la fiction cinematografica, presente solo attraverso la scansione in episodi e una voce narrante esterna

VENEZIA 62 - "Kuihua duoduo (I girasoli)", di Wang Baomin (Settimana della critica) (di Aldo Spiniello, del 07/09/2005)

Opera dallo stile originale, "Kuihua duoduo" è un film dal ritmo lento e assorto, caratterizzato da silenzi, ricordi, sentimenti inespressi. Ma alla suggestiva bellezza delle immagini non sempre si accompagna la partecipazione emotiva, quasi ci trovassimo di fronte ad un film sospeso

VENEZIA 62 - "Carmen" di Jean-Pierre Limosin (Orizzonti) (di Aldo Spiniello, del 07/09/2005)

I comportamenti degli uomini visti dal punto di vista di un animale. Limosin con "Carmen" gira un film onesto, che mescola ironia e commozione, ma che non raggiunge l'originalità di altre pellicole viste in "Orizzonti"

VENEZIA 62 - "Edmond", di Stuart Gordon (Fuori Concorso) (di Carlo Altinier, del 07/09/2005)

Nel film rivive la stessa follia espressionista, la stessa ironia corrosiva dei precedenti gordoniani come di "The Dentist" e "The Progeny", diretti da Brian Yuzna ma nati dalla penna del regista. Pur nell'assenza totale di gore, è orrore puro il corpo di Edmond, è puro horror il suo respiro.

Venezia 62 - "La sposa cadavere" di Tim Burton e Mike Johnson (Fuori concorso) (di Michele Moccia, del 07/09/2005)

"La sposa cadavere" è una delicata ed eterna favola, plasmata nel cuore redente dell'amore. Una favola immersa nel buio encausto di un viaggio onirico, fatto ad occhi chiusi/aperti, e bagnata dall'emozionante movimento della vita, rianimata da un colorato e vivace risveglio di luce.

VENEZIA 62 - "Mary", di Abel Ferrara (Concorso) (di Federico Chiacchiari, del 07/09/2005)

Un film che è un atto di dolore, qualcosa che esplode ai sensi divorati dalla passione amorosa della fede. E Ferrara, mostruoso ed amabile dirottatore terrorista del cinema contemporaneo, è un peccatore che ha una voglia maledetta di Dio e ci ricaccia dentro un cinema più che maledetto "da maledire", per la passione dell'anima che accende e fa brillare

Venezia 62 - "Le passager", di Eric Caravaca. - (Settimana della critica) (di Tonino De Pace, del 07/09/2005)

Nel film pare che nulla accada, che i movimenti siano talmente impercettibili da non potere essere quasi valutati, ma la densità narrativa risulterà piena a visione ultimata. La sottile linea che separa l'adolescenza, la gioventù per il definitivo addio per una maturità necessaria sono i temi centrali per l'esordio registico di Eric Caravaca.

VENEZIA 62 - "Parabola", di Karim Ouelhaj (Giornate degli Autori) (di Leonardo Lardieri, del 07/09/2005)

Opera prima del regista belga, autore di documentari, pubblicità e videoclip (e si vede). Sguardo inatteso e disturbante sul e dell'Occidente. Tre donne legate da un'immensa amicizia come particelle, entità ultime indivisibili: si lotta per coprire i vuoti della materia e non c'è fine al gioco.

VENEZIA 62: "Mi sembrava interessante che il film cominciasse con la morte e finisse col trionfo della vita", incontro con Cameron Crowe (di Andrea Ravagli, del 07/09/2005)

Il regista del delizioso "Quasi famosi" ci racconta un viaggio sulle highways della vita e della morte di un designer per scarpe sportive sull'orlo del proprio fiasco professionale; con lui il cast di "Elizabethtown": Susan Sarandon, Orlando Bloom e Kirsten Dunst

VENEZIA 62 - "Mater natura", di Massimo Andrei (Settimana della Critica) (di Andrea Ravagli, del 07/09/2005)

Trans... artistico. La pellicola di Andrei non è né teatro filmato, né cinema teatrale. Si colloca in un agitato limbo trovando i suoi momenti migliori nella bravura sovraccaricata dell'infernale, strepitante circo glitter-kitch allestito dai protagonisti e in alcuni momenti di intenso e puro melodramma napoletano che sfumano subito dopo essere sbocciati

VENEZIA 62 - Immagini rubate... (25/30) (del 07/09/2005)

Ancora immagini dal Lido...tra registi che sembrano yakuza, feste, autografi, ecc.. Le fotografie rubate proseguono.

VENEZIA 62 - Liev Schreiber, l'Europa, la memoria (di Umberto Martino, del 07/09/2005)

Accattivante, disponibile, umile, in conferenza stampa Schreiber porta una ventata di freschezza e di amore per il cinema. Kusturica e Mikhalkov le influenze dichiarate.

Venezia 62: "Il nostro è un mondo fatto di mediocrità quotidiana, di continue mediazioni e smussature, nel quale l'anima non ha più spazio". Incontro con Roberto Faenza (di Michele Moccia, del 07/09/2005)

Il primo film italiano visto in concorso al Festival è stato quello di Roberto Faenza, che segue con la sua macchina da presa il percorso di una donna, Olga interpretata da Margherita Buy, fino al fondo più nero e dolente del degrado e dell'esperienza femminile.

Venezia 62: "Ci sono idee per le quali possiamo morire, ma non uccidere". Incontro con Abel Ferrara. (di Michele Moccia, del 07/09/2005)

Il regista americano è arrivato al Festival, dove è in concorso con il film "Mary", il racconto di un'attrice che, ispirata dal ruolo della Maddalena, che ha appena interpretato in un film, decide di non tornare a New York, ma di proseguire il proprio cammino di ricerca spirituale mettendosi in viaggio per Gerusalemme.

VENEZIA 62 - "Texas", di Fausto Paravidino (Orizzonti) (di Leonardo Lardieri, del 07/09/2005)

Fausto Paravidino, giovanissimo drammaturgo (è nato nel 1976) all'esordio al cinema, compie un'apparente analisi "generazionale", mai solo grido disperato o sogno visionario. Come un'evocazione mitica, "Texas" è una periferia (poco) immaginaria, un filtro della catena esistenziale, un incrocio estasiante tra il non-luogo e l'autostrada.

VENEZIA 62 - "I giorni dell'abbandono", di Roberto Faenza (Concorso) (di Giuseppe Gariazzo, del 06/09/2005)

Tratto dal romanzo di Elena Ferrante, il regista disegna un percorso per gesti e movimenti lievi, quasi impercettibili, liberando lunghi istanti di tenerezza, nel filmare il volto di una donna così come gli interni di un appartamento borghese o le strade di una città, nelle luci della notte o del giorno, che sprigiona mistero da ogni suo spazio

VENEZIA 62 - "Romance & Cigarettes", di John Turturro (Concorso) (di Simone Emiliani, del 06/09/2005)

Si ha l'impressione Turturro si sia fatto travolgere dalla sua smisurata ambizione, in cui anche i refrain musical appaiono all'inizio divertenti, in seguito ripetitivi, alla fine quasi noiosi. C'è la frenesia ma non l'estasi del musical. Eppure gli attori stanno tutti al meglio della forma. Alla fine, più che un brutto film, un'occasione sprecata

VENEZIA 62 - "El viento", di Eduardo Mignogna (Giornate degli Autori) (di Francesco Maggi, del 06/09/2005)

"El viento" è la corrente, fredda e gelida della Patagonia, che distende i dolori del passato. Una memoria carica di un peso troppo grande da sopportare. Una storia di sentimenti antichi narrata con sapiente bravura e delicata passione.

VENEZIA 62 - Immagini rubate... (19/24) (del 06/09/2005)

Sempre più "sporche" e da veri e propri "ladri di immagini", ancora foto dalla Mostra di Venezia. Non "scatti d'autore" ma occhi/webcam che spiano... Ai lettori: mandate sempre in formato jpg!

VENEZIA 62 - "Proof", di John Madden (Concorso) (di Simone Emiliani, del 06/09/2005)

Dalla commedia teatrale di David Auburn, un film sulla follia e la malattia che si affida soprattutto ai dialoghi. Lo stile è spesso freddo e distante. Tuttavia è tra i film meno illustrativi del regista in quanto cerca di entrare nella mente dei protagonisti, nella loro instabilità, talvolta riuscendoci

Venezia 62 - "Wuqiong dong" (Perpet motion), di Ning Yiang (Orizzonti) (di Tonino De Pace, del 06/09/2005)

Dramma borghese dalle geometrie figurative a volte maniacali, "Wuqiong dong" mette in mostra le qualità della regista cinese Ning Yiang che ha studiato il Italia e già assistente di Bertolucci. L'apparente successo della Cina di oggi fa da sfondo all'indagine psicologica dei quattro personaggi femminili.

Venezia 62 - La faccia onesta dell'America. Incontro con Ron Howard (di Tonino De Pace, del 05/09/2005)

"Cinderella man" il film fuori concorso di Ron Howard, è una storia di lotta e di onestà che ricordando il passato può servire a ragionare sul presente. A presentare il film anche Russel Crowe e Renée Zellweger.

Venezia 62: "The wild blue yonder", di Werner Herzog (Orizzonti) (di Michele Moccia, del 05/09/2005)

Le immagini di "The Wild Blue Yonder" di Werner Herzog affascinano i sensi e l'animo, immergendo il nostro sguardo nell'immensa equorea profondità dello spazio sconosciuto, trasportandoci in un viaggio tutto interiore, nel lago della propria intimità.

VENEZIA 62 - "Musikanten" di Franco Battiato (Orizzonti) (di Guglielmo Siniscalchi, del 05/09/2005)

Dopo "Perduto amor", Battiato torna dietro la macchina da presa con un film anarchico ed eversivo, gaudente e gioioso. Un gesto ribelle che si avventa contro i limiti del linguaggio cinematografico inventando nuove forme di vita filmica.

VENEZIA 62 - "Yokai Daisenso", di Miike Takashi (Fuori Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 05/09/2005)

La scheggia sacrilega nipponica sbrindella questa volta la propria cinematografia dall'alto della sua potenza rinnovatrice. Grazie a tutto ciò che ha fatto può rompere con quanto ha fatto. Qualcosa di visionario e fatale scorre sullo schermo della Mostra: il corpo di questo cinema fluttua e deraglia ininterrottamente.

VENEZIA 62: "Le differenze tra la vendetta maschile e quella femminile? Sicuramente un uomo per farsi giustizia non avrebbe mai scelto con tale cura come Lady Vengeance una pistola così bella". Incontro con Park Chan-wook e Lee Young-ae (di Andrea Ravagli, del 05/09/2005)

L'abbacinante chiusura della trilogia sulla vendetta del grande regista coreano ha per protagonista una finta dark-lady, innocente ma in cerca di espiazione. Ne hanno parlato il regista e l'attrice protagonsita di "Sympathy for Lady Vengeance"

VENEZIA 62 - "Les amants reguliers", di Philippe Garrel (Concorso) (di Federico Chiacchiari, del 05/09/2005)

Quello che arriva sembrano dei puri respiri, come se Garrel più che riportarci alle atmosfere del tempo - ancora il '68/'69 - riuscisse a regalarci le pulsazioni, i battiti del cuore, le vibrazioni dei corpi, l'odore delle stanze e del fumo, come un post-cinema (espanso?) che ci ricordasse che siamo fatti di sangue, corpi, dolore, amori e desideri

VENEZIA 62 - "Quando ho scoperto il racconto di Conrad, "Le Retour", e ho letto: "Se avessi saputo che mi amavate, mai sarei tornata...", non ho avuto più dubbi...". Incontro con Patrice Chéreau. (di Leonardo Lardieri, del 05/09/2005)

In Concorso il regista di "Intimancy" e "La Regina Margot" con un film tratto dal racconto di Joseph Conrad, "Le Retour". Patrice Chereau cambia il titolo in "Gabrielle", interpretata da Isabelle Huppert.

VENEZIA 62 - "Tracce sulla terra (Yadasht bar Zamin)", di Ali Mohammad Ghasemi (Settimana della Critica) (di Leonardo Lardieri, del 05/09/2005)

Esordio alla regia di un direttore della fotografia iraniano (in precedenza ha girato solo cortometraggi), grido disperato e cadenza ossessiva "estranea" alla cinematografia del suo Paese. E' un sussulto tra le nebbie, tra le acque e la neve alta, tra il bosco avvolgente che apre spiragli di reflusso e di rinnovamento futuribile.

VENEZIA 62 - "Gabrielle", di Patrice Chéreau (Concorso) (di Simone Emiliani, del 05/09/2005)

Trionfo dello stile compiaciuto e avvolgente per illustrare un racconto di Conrad che da vita a un cinema totalmente schiavo del suo formalismo, che si ammira allo specchio e in cui entra in gioco il mestiere teatrale e uno sperimentalismo visivo che copia malamente Godard nell'interazione tra immagine e parola

VENEZIA 62 - "Cinderella Man", di Ron Howard (Fuori Concorso) (di Andrea Ravagli, del 05/09/2005)

Più caparbio di Toro scatenato e dello Stocker di Wise: ecco Jim Braddock, eroe sportivo e sociale. In Howard impera un classicismo a 24 carati che incanta per grazia, compattezza e implacabile progressione. I jeb, i diretti e gli uppercut della "Cenerentola del ring" tramortiscono qualunque spettatore, fuori e dentro il Madison Square Garden schermico

VENEZIA 62: "C.R.A.Z.Y.", di Jean-Marc Vallée (Giornate degli Autori) (di Carlo Altinier, del 05/09/2005)

Racconto di formazione in cui l'autobiografismo assume i toni di una struggente resa dei conti in un'opera ambiziosa con toni da commedia e ingenue virate simboliche che avrebbe tratto la tanto ricercata levità dall'epurazione di qualche episodio o, al contrario, dalla serializzazione nel più consono formato televisivo

VENEZIA 62 - "Elio Petri. Appunti su un autore" di Federico Bacci, Nicola Guarneri e Stefano Leone (Orizzonti - Evento Speciale) (di Aldo Spiniello, del 05/09/2005)

Il documentario dei tre giovani registi punta più sull'aspetto politico del cinema di Petri, lasciando un po' da parte le riflessioni estetiche e stilistiche. Ne emerge un ritratto che affascina più per il carisma dei personaggi in questione che per la profondità dell'analisi

VENEZIA 62 - "Naboer", di Pål Sletaune (Giornate degli Autori) (di Tonino De Pace, del 05/09/2005)

Non lesina emozioni forti e drammatici toni erotici il norvegese Pål Sletaune. Il film viaggia sui toni del thriller psicologico, ma il gioco eccessivo e duro che pratica, denuncia, alla lunga i limiti genetici di un film complessivamente ben girato

VENEZIA 62 "The Brothers Grimm", di Terry Gilliam (Concorso) (di Simone Emiliani, del 05/09/2005)

Condizionato dalla sceneggiatura di Ehren Kruger e dalla tormentata lavorazione, la pellicola lascia emergere solo tracce del talento visivo di Gilliam. Per il resto condizionata dal suo impianto filosofico-fantastico dove anche le metamorfosi/visioni che appaiono soltanto la brutta copia di quelle della trilogia di "Il signore degli anelli".

VENEZIA 62 - "Verso il grande silenzio" (Die grosse stille) di Philip Groning (Orizzonti) (di Francesco Maggi, del 04/09/2005)

Un documentario affascinante e mistico sulla vita del convento francese di Le Grande Chartreuse. Ma anche un opera originale che trascende il linguaggio filmico e trasforma le immagini silenziose in presenze assolute.

VENEZIA 62 - "Elizabethtown", di Cameron Crowe (Fuori concorso) (di Simone Emiliani, del 04/09/2005)

Road-movie iniziatico fluviale, eccessivo, irregolare, ma anche febbrile, epidermico, pieno di calore e di una magia autentica, a metà tra la vita e la morte in cui Crowe mette in gioco tutto se stesso senza vergognarsi di cadere nel ridicolo e dove i bravissimi Orlando Bloom e Kirsten Dunst recitano come sospesi per aria.

VENEZIA 62 - "Takeshis", di Kitano Takeshi (Concorso) (di Daniele Dottorini, del 04/09/2005)

Strano oggetto l'ultimo Kitano, film che rimanda non tanto ad altre immagini, ad altri film (quale pellicola non lo fa, da sempre?), ma che sembra volere disperatamente - e la malinconia allora sta nella consapevolezza che si tratta di un'impresa disperata - esorcizzare un pericolo che aleggia non tanto in televisione ma anche nel cinema

VENEZIA 62 - "Everything is illuminated", di Liev Schreiber (Orizzonti) (di Leonardo Lardieri, del 04/09/2005)

Debutto alla regia per l'attore americano Liev Schreiber. Girato con uno stile che ricorda gli autori dell'est degli anni '70, pur con i suoi difetti strutturali e narrativi, questa sorta di "road movie", prodotto low budget della Warner, impressiona per la sua riflessione mai retorica sul ricordo, il ritorno, la ciclica temporalità degli eventi.

VENEZIA 62 - "E' stato mio padre a farmi capire che l'arte non è una questione di mezzi ma qualcosa di più profondo". Incontro con Philippe Garrel (di Michele Moccia, del 04/09/2005)

Due anni dopo "The Dreamers" di Bernardo Bertolucci il '68 ritorna di scena al Festival con "Les amantes regulieres", storia di una travolgente storia d'amore tra una ragazza della ricca borghesia e un giovane sessantottino, diretta con tono poetico dal regista francese Philippe Garrel.

VENEZIA 62 - "Le fiabe fanno parte del mio mondo, fatto di fantasia e di elementi straordinari... hanno sempre avuto la funzione di esorcizzare le nostre paure...". Incontro con Terry Gilliam. (di Leonardo Lardieri, del 04/09/2005)

Terry Gilliam con "I Fratelli Grimm" (Matt Damon e Heath Ledger), ritorna ai viaggi di mondi immaginari, immersi tra visioni al confine tra meraviglia e paura.

VENEZIA 62 - Franco Battiato e le regole del gioco (di Umberto Martino, del 04/09/2005)

Battiato ha perduto l'amore per il cinema? Per niente. La sua voce bassa e laconica, però, dichiara il rifiuto a rispondere ad una semplice domanda rivoltagli in conferenza stampa. Ma poi ci ripensa.

VENEZIA 62 - "Persona non grata", di Krystoph Zanussi, (Concorso) (di Tonino De Pace, del 04/09/2005)

È sempre arbitrario sostenere che un film sia un'occasione perduta, ma qui Zanussi perde davvero l'attimo per dirigere un'opera, anche composta, magari sulla elaborazione del lutto o sentimentale sulla memoria invece si tratta solo di una lunga attesa e il film finisce quasi dove dovrebbe cominciare.

VENEZIA 62 - Immagini rubate... (13/18) (del 04/09/2005)

Continuano ad arrivare gli scatti rubati dal Lido. Invitiamo i lettori presenti alla Mostra del Cinema mandarci le proprie immagini, dai cellulari o macchinette digitali. Formato jpg e bassa risoluzione web, ci raccomandiamo!!!

VENEZIA 62 - "Sympathy for Lady Vengeance", di Park Chan-wook (Concorso) (di Massimo Causo, del 04/09/2005)

Dopo "Sympathy fon Mr. Vengeance" e "Old Boy", ecco "Sympathy for Lady Vengeance", l'atteso capitolo finale della "trilogia della vendetta", ordita con sanguinaria ironia da Park Chan-wook

VENEZIA 62 - "Brick", di Rian Johnson (Settimana della critica) (di Tonino De Pace, del 03/09/2005)

L'intento è quello di costruire una nuova iconografia del genere noir che avrebbe potuto costituire un grosso rischio facendo scivolare il film tra le pieghe del discutibile ibrido, ma Johnson lavora e il suo hard - boiled giovanile rifiuta qualsiasi clichè giovanilista.

VENEZIA 62 - "Workingman's Death" di Michael Glawogger (Orizzonti) (di Aldo Spiniello, del 03/09/2005)

Opera di estrema eleganza e suggestione, il film documentario di Glawogger descrive la fatica, le paure, il dolore di migliaia di umili lavoratori, ma ne esalta anche la dignità e l'eroismo

VENEZIA 62 - "Bubble" di Steven Soderbergh (Fuori concorso) (di Guglielmo Siniscalchi, del 03/09/2005)

Un insolito triangolo sentimentale in una provincia yankee povera e proletaria finisce in tragedia: Soderbergh torna ai toni minimalisti degli esordi ma la sua operazione ha il sapore dell'ennesima esercizio di stile di un regista volubile e camaleontico...

VENEZIA 62 - "Casanova", di Lasse Hallström (Fuori Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 03/09/2005)

Stereotipo cristallizzato, l'uomo e l'ombra discendono mestamente tra i richiami dello spirito settecentesco e delle passioni consumate senza ritegno. il regista svedese di "Chocolat", si perde nella commedia romantica, e nel divertimento puro mortificato dall'assenza di drammatizzazione letteraria e visiva.

VENEZIA 62 - "Good Night, and Good Luck.", di George Clooney (Concorso) (di Federico Chiacchiari, del 03/09/2005)

Clooney realizza un film secco e asciutto, gelido, controllato e meticoloso, che ci restituisce l'immagine di quest'uomo perennemente con la sigaretta in mano che dagli schermi tv della golden age americana invitava i suoi connazionali a riflettere e a pensare con la propria testa. Ma ci mancano le storie private di questi magnifici personaggi...

VENEZIA 62 - "Four Brothers", di John Singleton (Fuori concorso) (di Simone Emiliani, del 03/09/2005)

Quello di Singleton è un film pieno di rabbia, esplosivo e al tempo stesso di entrare nel "privato" dei protagonisti, dove le geometrie sono totalmente impazzite, con una colonna sonora trascinante e che si trasforma, nella potenza con cui filma la rabbia e la velocità, in una specie di western metropolitano.

VENEZIA 62 - "Pavee Lackeen" di Perry Ogden (Settimana della critica) (di Aldo Spiniello, del 03/09/2005)

Il regista inglese Perry Ogden gira un film che sembra un documentario, un ritratto fedele di vite ai margini. Punta però più sull'aspetto sociale, si limita alla semplice quotidianità, indugia su scene apparentemente banali e, con sguardo discreto e severo, congela qualsiasi emozione

VENEZIA 62 - "Allegro" di Christoffer Boe (Giornate degli Autori) (di Francesco Maggi, del 03/09/2005)

Il film è il racconto di un tragitto metafisico nei labirinti di una città animata dai propri ricordi. Un pianista alle prese con le schegge di un passato dimenticato e rinchiuso in una città ai confini della realtà.

VENEZIA 62 - "Il 14 novembre parto per Hollywood dove girerò il mio primo film occidentale, nel cast tra gli altri ci sarà anche Richard Gere". Incontro con Andrew Lau e Jay Chou, co-regista e attore di "Inizial D" (di Andrea Ravagli, del 02/09/2005)

Andrew Lau e Alan Mak, due delle maggiori promesse del cinema di Hong-Kong, ci conducono in questo mondo dove corse automobilistiche e primi amori s'intrecciano sulle pendici del monte Akina

VENEZIA 62 - "Inizial D", di Andrew Lau e Alan Mak (di Andrea Ravagli, del 02/09/2005)

Lo scintillante cinema di Hong Kong al suo meglio. Tra "Fast and furious" e "Il tempo delle mele", ed oltre. Molto oltre. Lau e Mak sono un formidabile duo registico che sa dipingere curve, soffermarsi su amorose dita che s'intrecciano in mezzo a preziosi mattoncini di tofu e ad una colonna sonora d'alta caratura degna dei Farrelly

Venezia 62 - "Fragile" di Jaume Balagueró (Fuori Concorso) (di Guglielmo Siniscalchi, del 02/09/2005)

"Fragile" è un horror attraversato da attese impalpabili, un labirinto di stanze e segreti che affonda nella memoria per riemergere nell'inquietante presenza di una infermiera fuggita dalle tenebre dell'al di là che finisce per imboccare false piste ed improbabili derive autoriali...

Venezia 62 - "Non c'è differenza di fronte ad un sentimento tanto forte ed importante come l'amore, un sentimento universale e per questo capace di penetrare in ogni parte della società". Incontro con Ang Lee (di Michele Moccia, del 02/09/2005)

Il pluripremiato regista taiwanese, residente negli USA dal 1978, è sbarcato al Lido con "Brokeback Mountain", la storia d'amore tra due giovani cowboy, interpretati da Jake Gyllenhaal e Heath Ledger, nell'America degli '60.

VENEZIA 62 - "Attente", di Rashid Masharawi (Giornate degli autori) (di Carlo Altinier, del 02/09/2005)

Nel film di Masharawi una serie di gag spesso riuscite e un piglio aggressivo che ricerca l'empatia dello spettatore, ottenendola senza sforzo, riescono a mantenere l'equilibrio tra leggerezza e urgenza di parlare al presente

VENEZIA 62 - Immagini rubate... (7/12) (del 02/09/2005)

un nuovo spazio per fotografie rubate dal Lido di Venezia. Invitiamo i lettori presenti alla Mostra del Cinema mandarci le proprie immagini, dai cellulari o macchinette digitali. Formato jpg e bassa risoluzione web, ci raccomandiamo!!!

VENEZIA 62 - George Clooney, McCarthy, la televisione e la politica (di Umberto Martino, del 01/09/2005)

Nella conferenza stampa, l'istrione che non riesce ad entrare alle feste rimane in equilibrio, nonostante nel suo film si parli di anticomunismo, di maccartismo e del potere della cattiva maestra per eccellenza

Venezia 62 - "Espelho magico" di Manoel De Oliveira (Concorso) (di Michele Moccia, del 01/09/2005)

Le immagini del nuovo film di Manoel De Oliveira accarezzano la pelle, scivolando nell'intimità del cuore, dei ricordi, dei segni, dei gesti, degli attimi trascorsi, passati, riflessi come in uno specchio.

VENEZIA 62 - "Drawing Restraint 9", di Matthew Barney (Orizzonti) (di Leonardo Lardieri, del 01/09/2005)

Un mondo che si spinge all'esplorazione dei limiti fisici, cercando di superarli attraverso un'arte multimediale che condensa cinema, videoinstallazione, scultura, fotografia, disegno. Il concetto di creatività interagisce tra i labirinti dello specialismo e dell'estremismo espressivo contemporaneo.

VENEZIA 62 - "A casa mia Ed Murrow è sempre stato considerato un eroe, un esempio da seguire per chiunque volesse intraprendere la carriera di giornalista". Incontro con George Clooney. (di Leonardo Lardieri, del 01/09/2005)

Al suo secondo lungometraggio come regista-attore (dopo "Confessioni di una mente pericolosa"), George Clooney apre il Concorso raccontando una delle più importanti sollevazioni politiche della storia americana.
 

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