"Orgoglio e pregiudizio" di Joe Wright

Joe Wright dirige un film corale dove ogni personaggio si ritaglia una parte più o meno importante all'interno di una struttura recitativa di chiara (e forte) impronta teatrale. Il lavoro del regista inglese trae forza infatti dalle interpretazioni dei protagonisti che oltrepassano il confine della "recitazione invisibile".

Terza versione cinematografica, dopo quella diretta nel 1940 da Robert Z. Leonard e di Gurindher Chadha (Matrimoni e pregiudizi) datata 2004, di uno dei classici della lettura britannica del diciannovesimo secolo, opera della scrittrice  Jane Austen. Romanzo che è stato trasportato nel 1995, con grande successo di pubblico, anche sul piccolo schermo con la miniserie Pride & Prejudice, diretta da Simon Langton e prodotta dalla Bbc, con un Colin Firth in stato di grazia nel ruolo di Michael Darcy.

La vicenda, pressoché conosciuta da tutti, vede protagonista Lizzie Bennet, interpretata da una splendida Keira Knightley, secondogenita di cinque sorelle che vive un amore contrastato con Michael Darcy (Matthew Macfayden), nobiluomo all'apparenza arrogante e privo di sentimenti.

Joe Wright dirige un film corale, dove ogni personaggio si ritaglia una parte più o meno importante all'interno di una struttura recitativa di chiara (e forte) impronta teatrale. Il lavoro del regista inglese trae forza infatti dalle interpretazioni dei protagonisti che oltrepassano il confine della "recitazione invisibile" per approdare invece nei territori del "teatro filmato" dove ogni dialogo risulta "caricato" per esaltare e drammatizzare le doti istrioniche degli attori (Judy Dench su tutti). Wright però sa benissimo di non essere alle prese con uno spettacolo teatrale ma cinematografico, usa quindi i mezzi che la tecnica  gli consente, soprattutto quando filma sequenze che si svolgono in interni. Il gran ballo di società diviene allora un tripudio di piani sequenza e carrellate, dove scenografie e costumi rasentano la perfezione nel descrivere un'epoca dove la forma aveva il predominio assoluto su cose e persone.

La festa (da ballo) diviene l'occasione per poter fare nuovi incontri, stringere vantaggiose alleanze e salvaguardare interessi. Il (non) luogo dell'anima, privo di spazi dedicati a riflessioni profonde viene mostrato per quello che è: un involucro visivamente accattivante colmo di colori, persone, musica e gioielli, ma desolatamente vuoto al suo interno. E' negli spazi aperti invece che i sentimenti, autentici e sanguigni, trovano respiro e questa idea Wright ce la mostra chiaramente fin dalle prime sequenze quando segue con la mdp Lizzie intenta a leggere un libro, con aria sognate e serena, mentre passeggia all'aria aperta con i raggi del sole che le carezzano il volto o quando in preda al dolore, si affaccia su un dirupo e scruta l'orizzonte (ed un paesaggio mozzafiato) con sguardo pieno di malinconia e disperazione o quando, finalmente, abbraccia il suo amore in una distesa verde che pare infinita. Spazi aperti e chiusi dunque sono in totale antitesi quando si tratta di rapporti umani. Sincerità ed ipocrisia hanno luoghi ben delineati (ed efficacemente mostrati) dove poter risiedere.

Titolo originale: Pride & Prejudice

Regia: Joe Wright

Interpreti: Keira Knightley, Matthew Macfayden, Judy Dench, Donald Sutherland, Talulah Riley

Distribuzione: UIP

Durata: 127'

Origine: GB, 2005

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf  
"Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
"Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
Diretta da David Gordon Green
Duncan Jones racconta la vita di Ian Fleming
Un biopic sul creatore di James Bond
CANNES 65 - Rupert Everett presidente del Queer Palm?
Possibile successione l'anno prossimo in giuria
Nuovo thriller per Atom Egoyan
Colin Firth e R. Witherspoon nel cast
"La bellezza" di Sorrentino
Annunciato il nuovo film, Servillo protagonista
La Sacher su Twitter
Aperto un canale su progetti e notizie
Le vie del cinema da Cannes a Roma
Dall'8 al 14 giugno nei cinema Eden, Adriano e Giulio Cesare
Addio a Robin Gibb
Se ne va un altro pezzo dei Bee Gees
Concorso Uno spot per Sentieri Selvaggi
per tutti gli ex allievi della scuola di cinema
L'appello di Friuli Film Commission
"Lo scopo, malcelato, è quello di non finanziare il film di Marco Bellocchio"