"Le tre sepolture", di Tommy Lee Jones

"Le tre sepolture" è un film in cui Tommy Lee Jones getta terra addosso ai corpi, perché siano le "pietre angolari" del loro essere al mondo e non si sottraggano nella loro ricerca a interrogare l'esistenza e ad aprirsi l'accesso ai cancelli del cielo.

Il lungo viaggio di ritorno. Ogni vita è affascinata da tutto ciò che si impiglia nella trama dell'esistenza intessuta nel tempo; una trama ritessuta da uno sguardo intimo, che è memoria del mondo visto e visitato nella sua incomprensibile illimitatezza. Attimi vissuti che bruciano gli occhi con cui percepiamo il mondo, cercando di catturarne l'essenza, il pieno e il vuoto, la presenza e l'assenza. E' grazie a questo sguardo interiore ed emotivo che riusciamo a conservare ciò che di continuo viene perso di vista e di continuo viene ritrovato nella nostra febbrile ricerca della vita attraverso l'inquieto sfarfallio dei nostri occhi. Le tre sepolture, opera prima dell'attore americano Tommy Lee Jones, presentata in Concorso al 58° Festival di Cannes, è un viaggio nella fragilità di uno sguardo che affiora e poi dirada nella vastità di un paesaggio illimitato e, pertanto, difficile da contenere. Ma anche il farsi di una visibilità che ci offre la possibilità di spingerci oltre ed essere, al contempo, dentro e fuori il quadro grazie alla sua de-situante orizzontalità. Tommy Lee Jones filma lo sforzo di evadere dagli spazi chiusi, dalle ipocrisie, dal disamore, dalla solitudine, dalla sepoltura nella propria friabile percettività, inseguendo e ricostruendo le tracce, gli indizi e gli annunci di ciò che della vita continuamente si manifesta. Si tratta di filmare la realtà del limite e l'illimitatezza del desiderio come vasi comunicanti di un esporsi all'inesauribile movimento delle emozioni e al loro trasparire senza fine. Quell'ansia di vivere che colpisce il cuore di chi ha sostituito all'idea dell'amore come tranquillo possesso, l'idea dell'amore come desiderio. Ne Le tre sepolture, rivive un cinema che sta lì a testimoniare, ancora una volta, qualcosa che è sempre più difficile definire: il senso della propria vita, o della sua insensatezza, o del suo peso. Un cinema che cerca faticosamente di fare delle immagini la memoria di uno sguardo che vuole conservare la consapevolezza del mondo di cui è partecipe, e, ad un tempo, riconoscerne la complessità, smagliando continuamente il tessuto emotivo che ci espone alla vita.

La prima cosa che ci viene in mente dopo aver visto il film di Tommy Lee Jones, è la parte finale di Verso il sole, l'ultimo film di Michael Cimino, presentato proprio in concorso a Cannes nel 1996; l'indimenticabile sequenza in cui il corpo malato del giovane meticcio indiano, Brandon "Blue" Monroe, si dissolve nell'aria. Come accadeva in Verso il sole, dove Cimino negava ai corpi ogni assimilazione all'interno del piano dell'inquadratura, svelando un desiderio di riscatto attraverso un cinema capace di elaborare la proibizione di ogni dimora che non fosse il mondo della vita, anche nel suo film Tommy Lee Jones sembra voler dare forma a quel rapporto chiastico di protezione e frantumazione del tessuto immaginifico a contatto con la vita, riconoscendoli, a sua volta, compresenti. Ciò che qui sembra, ancora una volta, incarnarsi è il motivo dell'esilio (dal mondo, dalle immagini) come costrizione da subire per guarire, liberarsi e redimersi. Le tre sepolture è il racconto di un viaggio di sofferenza e di redenzione attraverso gli spazi aperti e selvaggi del deserto texano; un viaggio che permette a Mike Norton (Barry Pepper), assassino di Melquiades Estrada (Julio Cedillo), di liberarsi dai segni del peccato e della morte (il viaggio si concluderà in Messico dove lo stesso Mike dovrà seppellire il corpo di Melquiades). Qui, proprio come in Cimino, sono l'azzurro del cielo e l'ocra della terra ad esprimere l'umiltà dell'uomo in quanto humus (terra fertile e vita visitata dalla morte), e Il cinema a farsi il luogo narrazione in cui rappresentare il desiderio di ritornare ad abitare il mondo, di continuare ad avere un mondo (la casetta di pietre accanto alla quale viene sepolto Melquiades). Le tre sepolture è un film in cui Tommy Lee Jones getta terra addosso ai corpi, perché siano le pietre angolari del loro essere al mondo e non si sottraggano nella loro ricerca a interrogare l'esistenza e ad aprirsi l'accesso ai cancelli del cielo.

Titolo originale: The Three Burials of Melquiades Estrada
Regia: Tommy Lee Jones
Interpreti: Tommy Lee Jones, Mike Norton, Melissa Leo, Julio Cesar Cedillo, January Jones, Dwight Yoakam
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 120'
Origine: USA, 2005

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