"Walk The Line-Quando l'amore brucia l'anima" di James Mangold
"Walk the Line" imbastisce una valzer stregato di note con un unico, straordinario sottofondo: quello dell'amore. Ma non quello semplice, quello facile. Amore per un fratello sul letto di morte, amore per una famiglia spezzata, amore per una donna e per i figli mai protetti abbastanza.
"Tu sei un uomo buono"- dice June Carter a Johnny Cash. Cosa dire di più ad un uomo? Nulla, davvero. In due parole si consuma una doppia dichiarazione. D'amore, certo, ma anche di intenti. Tu sei un uomo buono, mi posso fidare di te, ti ammiro per quello che sei. Nonostante tutto. Quindi nonostante gli sbagli, le marce indietro, le frasi incompiute, gli appuntamenti mancati. Mi fido di te, perché, in fondo, sei buono. Certo, non è semplice, fissare gli occhi di un uomo e leggervi il mondo dentro. Perché spesso è un mondo sbagliato, anzi, un mondo in rovina. Eppure, in una sequenza di Walk the Line, il prodigio si consuma. Phoenix/Cash si avvicina alla donna che sente di amare, sta per baciarla, poi si tira indietro. "Scusa non volevo", le dice. Lei non lo bacia, ma gli dichiara amore eterno. Non a parole, quelle appartengono a chi crede di avere le idee chiare e di controllare tutto ciò che gli gira intorno. Uno sguardo a volte parla di più. Già, ma chi guardare? La moglie e le figlie che reclamano un padre con cui giocare e un marito con il quale "costruire", oppure quella ossessionante hit parade da scalare il prima possibile? Mangold non sceglie, Cash neppure. Ed entrambi trovano il coraggio di precipitare. A capofitto, senza freni, senza paracadute. E' l'inferno, ma senza fiamme visibili. Tutto sembra rimanere uguale a prima. Le macchine, la piscina in casa, un tenore di vita sempre più alto. Eppure si sta scendendo, sempre più in basso. Poi, toccato il fondo, si risale. In fondo sei un uomo buono. Solo chi ha vegliato su di te in squallide stanze d'albergo e dietro le quinte un attimo prima della tua esibizione, sa cosa significhi davvero. L'amore non brucia solo l'anima, ma il corpo, le viscere, stordendo il passato e stravolgendo il presente. C'è chi per Walk the Line si è rifugiato nella definizione di biopic. Facile, molto, molto facile. Il biopic in realtà, se c'è, dura pochissimo. Un giro di do e uno di re forse, ma è già troppo. Non c'è palco, non c'è esibizione, né trucco. Phoenix/Cash armano la chitarra a pallettoni e la puntano contro il pubblico, ovvero contro di noi. Artiglieria pesante, garantito al cento per cento. Bisogna solo stare al gioco e capire la finezza. Il resto è storia.
Di cosa? Ma di una chitarra che si trasforma in macchina da presa al calor bianco, pronta a sparare a ripetizione: prima una storia come tante altre incorniciata dall'apparizione spettrale di Elvis e di Jerry Lee Lewis, poi quella di un mèlo virale che entra in circolo lentamente, per contaminare in seguito ogni epidermide del racconto. Mangold ci fa credere di assistere alla storia della vita di Johnny Cash, quando in realtà ci racconta la nostra vita, quella di tutti i giorni. Il dolore del passato (il ricordo del fratello maggiore di Cash morto da piccolo), la difficoltà a convivere col presente, le responsabilità da prendersi, quotidianamente. La musica è un palliativo che corrobora i muscoli e distende i nervi, il resto si gioca nel corpo a corpo con i fantasmi di una vita sbagliata, sì, ma tremendamente viva. Lo si avverte dal sudore che riga il volto sconvolto di Phoenix (capace di un'interpretazione per la quale un Oscar non basta), da quel pezzo di stoffa rossa appartenente al vestito di June Carter (Reese Whiterspoon) che gli rimane in mano, dalla corsa disperata con cui cerca di fermare la moglie che si sta portando via i bambini. Errori su errori, certo, ma con la consapevolezza che non ci sarà mai posto per nessun tipo di rimpianto. Walk the Line imbastisce una valzer stregato di note con un unico, straordinario sottofondo: quello dell'amore. Ma non quello semplice, quello facile. Amore per un fratello sul letto di morte, amore per una famiglia spezzata, amore per una donna e per i figli mai protetti abbastanza. E poi amore per June Carter, quella donna che ha oltrepassato la barriera dell'apparenza, per farsi fantasma di infinite promesse di pace e serenità. E' uno strano luogo dell'anima questo Walk The Line, una faccenda del tutto intima che, al di là della bravura ormai assodata di Mangold (davvero uno degli ultimi classici in circolazione), sa coinvolgere i sensi e colpire lo stomaco. Come quello sguardo finale che Phoenix invia alla sua donna, come pegno d'amore finalmente coronato. Uno sguardo tenero e furtivo, come un bacio rubato. Quello di un uomo buono, dopotutto.
Titolo Originale: Walk The Line
Regia: James Mangold
Interpreti: Joacquin Phoenix, Reese Whiterspoon, Ginnifer Goodwin, Robert Patrick, Shelby Lynne, Dan Beene
Distribuzione: 20Th Century Fox Italia
Durata: 135'
Origine: USA, 2005
Cerca nel sito

Articoli correlati
RAGAZZE INTERROTTE (Girl,interrupted), di James Mangold
"Quella scena di Quarto potere faceva davvero schifo", intervista a James Mangold.
“Kate & Leopold” di James Mangold
18/2/2002 - James Mangold e i misteri di Agatha Christie
26/1/2006 - Joaquin Phoenix e Robert Duvall padroni della notte
- cinema francese
- nanni moretti
- Kate Winslet
- venezia 67
- Festival di Roma
- serie tv
- cinema spagnolo
- Sean Penn
- cinema italiano
- cinema giapponese
- trailer
- michael fassbender
- cinema americano
- cinema indipendente
- Jafar Panahi
- cannes 64
- Cannes 65
- david fincher
- torino film festival 28
- cinema UK
- marion cotillard
- Corso Salani
- cannes 2011
- Isabelle Huppert
- george clooney
- clint eastwood
- brad pitt
- animazione
- venezia 68
- film tratti da libri
- 3D
- Johnny Depp
- matt damon
- DVD
- oscar
- ben affleck
- james franco
- horror
- steven spielberg
- woody allen
- jessica chastain
- david cronenberg
- Martin Scorsese
- cinema orientale
- torino 29
- documentario
- robert de niro
- hbo
- joaquin phoenix
- leonardo di caprio
News
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa
- CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
- Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
- CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
- il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
- CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
- Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf
- "Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
- Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
- "Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
- venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
- Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
- Diretta da David Gordon Green
- Duncan Jones racconta la vita di Ian Fleming
- Un biopic sul creatore di James Bond
- CANNES 65 - Rupert Everett presidente del Queer Palm?
- Possibile successione l'anno prossimo in giuria
- Nuovo thriller per Atom Egoyan
- Colin Firth e R. Witherspoon nel cast
- "La bellezza" di Sorrentino
- Annunciato il nuovo film, Servillo protagonista
- La Sacher su Twitter
- Aperto un canale su progetti e notizie
- Le vie del cinema da Cannes a Roma
- Dall'8 al 14 giugno nei cinema Eden, Adriano e Giulio Cesare
- Addio a Robin Gibb
- Se ne va un altro pezzo dei Bee Gees
- Concorso Uno spot per Sentieri Selvaggi
- per tutti gli ex allievi della scuola di cinema
- L'appello di Friuli Film Commission
- "Lo scopo, malcelato, è quello di non finanziare il film di Marco Bellocchio"





