"Syriana", di Stephen Gaghan

Un film interessante sugli interessi globali, magari si sarebbe preferito un film indignato e invece ci si ritrova un'opera piana, la cui trasversalità narrativa (marchio di fabbrica di Gaghan, Oscar per la sceneggiatura di "Traffic") non crea emozioni e prende le distanza dal cinema politico americano degli Anni Settanta

Ci sono due momenti, in Syriana, in cui vibra davvero qualcosa e sono due momenti in cui - in un film tutto giocato sulla diffusione orizzontale, piana, "globale" di azioni, eventi, interessi - stranamente entra in gioco una sorta di verticalità semantica che sembra quasi squarciare il testo, innescando un'emozione, procurando una sorta di lapsus fatale nell'ordine precostituito e tutt'altro che casuale dell'ordito: accade quando l'agente CIA Bob Barnes (Clooney), l'esperto di problemi energetici Bryan Woodman (Damon) e il Principe Nasir s'incontrano nell'ascensore dell'hotel e si guardano in faccia in un gioco di riflessi sulla porta, che la macchina a mano di Gaghan spia dalle spalle dei protagonisti. Barnes e Nasir si parlano ma non si guardano negli occhi, mentre l'ascensore sale verso l'alto in un moto ascendente che è l'esatto opposto del micidiale moto discendente che lo sguardo dall'alto del grande occhio meccanico del satellite imprimerà infine al colpo su cui si chiuderà la loro partita. Alto/basso, in una falsificazione della dimensione morale dell'esistere la cui onnipotenza trascende la volontà dell'individuo, in una traslitterazione laica dell'attesa che tradisce la fiducia nella possibilità di un mondo migliore, l'attimo di fiducia reciproca che balena negli sguardi reciproci di Barnes e Nasir, mentre dall'alto il grande occhio che sovrasta il mondo tradisce tutto e tutti... Il resto è piano, orizzontale, schiacciato sotto il peso di un agire oppresso/oppressivo, motivo sostanziale dell'atona funzionalità di questo film insensibile, antiemotivo, spiritualmente pallido, incapace persino di farti indignare: bel limite per un'opera che vuol essere "politica", inanità estetica e ideale di fronte alla quale si resta spiazzati.

Un film interessante sugli interessi globali... Magari si sarebbe preferito un film indignato e invece ci si ritrova un'opera piana, la cui trasversalità narrativa (marchio di fabbrica di Gaghan, che è pur sempre lo sceneggiatore premio Oscar di Traffic, film non meno impari e poco amabile di questo...) non crea una comunità d'emozioni. Un'opera in cui l'intreccio di eventi globalmente interconnessi ovviamente non è funzione di un tragico Destino, ma mera relazione di causa/effetto priva di una verticalità spirituale che ragioni in termini d'Umanità.

Forse è tutta colpa della nostra spinta ideale, che ci porterebbe a trascrivere la Storia nelle singole storie degli individui con l'inchiostro simpatico - benedetta invisibilità delle Idee! - di uno Spirito universale, laicizzabile a piacimento in ragione delle Ideologie... E invece no, Gaghan fa di Syriana un oggetto piano, un ordito in cui la trama è la globalizzazione dell'economia e la tessitura è fornita dagli interessi politici. Il fantasma del cinema politico americano degli anni '70, evocato dalle categorie della stampa, è utile solo ad essere esorcizzato nell'incapacità di Syriana di slabbrare moralmente le maglie di questo ordito: alla denuncia non segue la catarsi, che in quei film non è mai stata nello schianto dello sporco Sistema, ma nell'emozione lasciata allo spettatore. Gaghan a tutto questo non pensa, non ci arriva, dissocia il racconto (che enfatizza nella formula trasversale) dalla denuncia (che annichilisce nel silenzio che segue le due esplosioni finali).

Syriana si capisce, ma non si sente. E si resta perplessi, un po' spiazzati, miseri di ragioni, orfani di emozioni, sporchi di polvere e pronti a tornare a chiudersi a casa propria, come Bryan Woodman/Matt Damon... Mentre il giovane e disperato pakistano, arruolato dal terrorismo integralista in nome della fede, segue la linea dell'orizzonte con lo sguardo rivolto all'alto dei cieli e si va a schiantare contro il dio petrolio...

Titolo originale: Syriana
Regia: Stephen Gaghan
Sceneggiatura: Stephen Gaghan
Interpreti: George Clooney, Matt Damon, Chris Cooper, Jeffrey Wright, William Hurt, Christopher Plummer, Tim Blake Nelson, Alexander Siddig.
Distribuzione: Warner Bros.
Durata: 128'
Origine: Usa, 2005

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