"Basta un niente" di Ivan Polidoro

Il problema di Ivan Polidoro, regista del film, è che non riesce quasi mai a oltrepassare la soglia di casa e penetrare nell'intimità domestica dei corpi.

Una sola sequenza di Basta un niente e i riflettori si accendono su ricordi incrociati e memorie fallaci, ma pur sempre "possibili". Un'inquadratura semplice e stranamente ossessiva che riprende da fuori l'appartamento in cui vive il protagonista (Gianni Ferreri), filmato frontalmente dalla stessa posizione della m.d.p nelle stanze in cui la casa si divide. Ferreri litiga con la moglie, fa la paternale alla figlia, riprende a discutere con la consorte. Viene in mente (e non potrebbe essere altrimenti) il Moretti di Bianca che nel lontano 1984 escogitò la stessa tensione scopica nello spiare i due dirimpettai (lui era un giovanissimo Salemme). L'intenzione è, verosimilmente, la stessa. Vale a dire, scontrarsi con la vita vissuta, osservarne i flussi, arrestandone attimi e momenti, come in una cattura fotografica. Il problema di Ivan Polidoro, regista del film, è che non riesce quasi mai a oltrepassare la soglia di casa e penetrare nell'intimità domestica dei corpi. Da un lato si respira chiaramente la volontà di costruire una sorta di giallo rosa dominato dalla circolarità (il film si snoda attraverso un lungo flashback che riporta infine all'incipit del racconto), dall'altro si avverte l'esigenza di appoggiarsi sugli interpreti, seguendoli da vicino, camminando con loro. Il cinema è una cosa, il cabaret un'altra, il teatro pure. Ecco, in Basta un niente vi è un vero e proprio concorso di generi e sedi dello spettacolo, ma un concorso poco riuscito, penalizzato da uno sguardo che non si decide mai e che ondeggia a mezz'aria, tra gli scorci comunque interessanti dell'hinterland napoletano e gli interni neutri delle abitazioni private. Il budget, bassissimo come facilmente intuibile, ha senza dubbio condizionato il lavoro del regista sui set e sulla movimentazione spaziale dei piani narrativi, ma è un dato di fatto che nell'opera l'occhio non respira mai e viene condannato a fermarsi di volta in volta sugli stessi set (il piccolo deposito di antiquariato, la gioielleria dove avverrà il furto, il bar dove la moglie di Ferreri corteggia il professore di matematica), spia di una stanchezza diffusa che addormenta presto lo sguardo.

Regia: Ivan Polidoro

Interpreti: Gianni Ferreri, Gianfelice Imparato, Mimmo Esposito, Gigio Morra

Distribuzione: Movie Factory

Durata: 84'

Origine: Italia, 2006

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