"Padre Pio", di Orlando Corradi e Jong Chol Su
In "Padre Pio" i disegni invece di coagularsi e allontanarsi, per eccesso di precisione, in una sorta di fissità araldica, sfumano nella vivacità dei colori che accompagnano il trasparire stesso delle immagini, come nella delicata sovrimpressione di una creazione pittorica in continua trasformazione.

Come si esprimono le immagini e cosa dicono? Le immagini "parlano" dell'emozione dello sguardo; esse come deposito di corpi, di passioni, di sentimenti e di pensiero sono il movimento dell'occhio e dell'anima, aperti allo scivolare continuo del visibile, al suo improvviso apparire. L'immagine è un tessuto smagliato nel quale qualcosa di opaco si dà sempre e solo nella trasparenza. Per dirla altrimenti, il visibile non può essere dato per scontato: bisogna afferrarlo nel momento in cui fa la sua comparsa. Allora, quello delle immagini è un linguaggio di rivelazione in cui il visibile appare transitando in uno sguardo (il nostro sguardo di spettatori) che ne attesta l'esistenza. E' quanto esprimono, nella loro semplicità, le immagini del film di animazione di Orlando Corradi e Jong Chol Su sulla vita di Padre Pio, il Santo di San Giovanni Rotondo. Nel raccontare l'infanzia, la vocazione, la maturità, le stimmate, la vecchiaia e la morte del frate i due registi hanno cercato di imprimere ai loro disegni "animati" una consistenza concreta nella scivolosità stessa delle immagini. Nel film le figure, le cose e i paesaggi hanno una presenza di tangibilità; eppure il punto in cui la loro realtà essenziale si anima e vive è anche quello del suo frantumarsi e disfarsi nel moto molecolare del tutto. Così i disegni invece di coagularsi e allontanarsi, per eccesso di precisione, in una sorta di fissità araldica (i contorni delle figure sono messi in rilievo con tratti energici e decisi), sfumano nella vivacità dei colori che accompagnano il trasparire stesso delle immagini, come nella delicata sovrimpressione di una creazione pittorica in continua trasformazione. Il film esprime una giostra di colori (gli sprazzi di luce, il rosso dei tramonti, l'azzurro del cielo, il verde della pianura, i rosati polverosi di un paesaggio arcadico fuori da ogni nozione di tempo) e, insieme, di gesti e sguardi intensi nella caratterizzazione dei personaggi, tutta concentrata sugli aspetti essenziali, come i volti carichi di vitalità ed energia. Di qui le caratteristiche salienti di questo film godibile nella sua classica semplicità: la connessione del colore e della linea; la messa a fuoco netta e sobria della rappresentazione; e il realismo nutrito di improvvise accensioni affabulatorie. Così Padre Pio ha la piccola grazia di accostarsi all'incredibile vita di Francesco Giorgione (questo il vero nome del Santo da Pietrelcina) con un'arte "primitiva", forse, la sola che potesse narrare la profondità e l'intensità di un'esperienza destinata, da sempre, ad essere raccontata.
Regia: Orlando Corradi e Jong Chol SuDistribuzione: Moviemax
Durata: 85'
Origine: Italia, 2006
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