"Una magica notte d'estate", di Angel De La Cruz e Manolo Gómez

Portare un'opera teatrale sullo schermo, pur transitando per la dicitura 'liberamente ispirato', non è mai una banalità. Se poi sulla nuova creazione si allunga l'ombra di Shakespeare, e il target primario sono i bambini, il rischio di passi falsi aumenta a dismisura.

Portare un'opera teatrale sullo schermo, pur transitando per la dicitura 'liberamente ispirato', non è mai una banalità. Se poi sulla nuova creazione si allunga l'ombra di un autore come Shakespeare, e il target primario sono i bambini, il rischio di passi falsi aumenta a dismisura. Probabilmente i piccoli spettatori non hanno ancora letto 'A midsummer night's dream'; ma anche volendo saltare a piè pari il giudizio degli adulti che li accompagnano, è difficile risalire alla ratio che ha mosso le scelte di De La Cruz e Gómez, già co-registi di La foresta magica.

La storia è quella di Elena, una bambina che vuole aiutare suo padre, il duca Teseo, a guarire dallo sconforto e dalla malattia che gli ha tolto la capacità di sognare. Elena non crede nelle favole, ma l'unica via sembra quella di approfittare della magica data del solstizio d'estate per entrare nel mondo dei folletti, dove ogni sogno può avverarsi: là Elena, accompagnata dai pretendenti Demetrio e Lisandro, si metterà in cerca di Titania, la regina delle fate.

Esistono delle genialate da piccolo schermo che hanno saputo raccontare - in maniera memorabile, adatta ai bambini e allo stesso tempo educativa - la mitolologia greca ('Pollon') o i classici della letteratura ('Don Chischotte'). La trasposizione o l'ispirazione non sono mai una riproduzione, ma quando la storia originale viene sottoposta a un processo di selezione, sintesi o stravolgimento le ragioni dovrebbero essere pacifiche e invisibili: qui invece pesano ad ogni passo, ad ogni scena, come se mancasse il senso della narrazione. Tutto o quasi è giustificato in nome dell'importanza dei sogni, e la sensazione che resta è quella di uno sbadato copia-incolla che ha badato solo alla superficie (i nomi dei personaggi e forse l'ambientazione) senza neanche tentare di far arrivare il senso (o almeno un senso) di quella che viene bandita come fonte di ispirazione della pellicola. Non c'è l'amore, non c'è la magia, non c'è il teatro; non ci sono le piccolezze degli adulti, che Shakespeare rende comiche affibbiandole a personaggi fantastici come Oberon e Titania; non c'è nessuno di quegli elementi che potevano fare di Una magica notte d'estate un film 'ficcante' oltre il budget ridotto, capace di fare la differenza nel panorama delle pellicole d'animazione. Il tentativo di portare la storia nella dimensione contemporanea, mostrando un mondo magico in cui folletti e fate sono afflitti da problemi attuali, appare come la via più facile e veloce. Esilarante e indimenticabile, il personaggio di Puck poteva essere una straordinaria occasione per conquistare il pubblico più giovane. Sprecata.

Titolo Originale: El sueño de una noche de San Juan

Regia: Angel De La Cruz, Manolo Gómez

Distribuzione: Medusa

Durata: 85'

Origine: Spagna/Portogallo, 2005

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