"One Last Dance", di Lisa Niemi
A furia di ballare si finisce per sorvolare il cinema, filmando con nuda evidenza semi-documentaristica le linee e i volumi disegnati dai danzatori. Per chi si aspettava un sequel sulla falsariga di "Dirty D"ancing un'amara sorpresa, per chi ama la danza e per una volta vuole infilarsi semplicemente in sala e non a teatro un gradevole diversivo...

Sicuramente molti fans del capostipite non si sono accontentati della due brevi scene nelle quali appare Patrick Swayze nel sequel "ufficiale" e in salsa cubana di Dirty dancing e hanno riposto particolare speranza nel riavvicinamento totale dell'attore alla danza in questo One last dance. Ma la moglie dell'attore, eternato da Dirty dancing e Ghost, accanto a lui già nell'apocalittico Alba d'acciaio (modesto incrocio tra Il cavaliere della valle solitaria di George Stevens e The day after), regista, soggettista, sceneggiatrice e (come se non bastasse) co-protagonista Lisa Niemi delude tutta questa schiera d'irriducibili fans ed estimatori. Perché a furia di ballare si finisce per sorvolare il cinema, filmando con nuda evidenza semi-documentaristica le linee e i volumi disegnati dai danzatori e perpetrando un'amara quanto inutile ossessione per il decadimento fisico dei protagonisti (quei tremendi flashback ingrigiti nei quali l'età dei personaggi non arretra...) che non fa altro che stendere un'atmosfera plumbea, "da film-tv tedesco", così irrimediabilmente lontana dalla gioia per il danzare, duramente conquistata, di Dirty dancing o Saranno famosi. Per chi si aspettava un sequel sulla falsariga di Dirty dancing, insomma, un'amara sorpresa, per chi ama la danza e per una volta vuole infilarsi semplicemente in sala e non a teatro un diversivo, tutto sommato, gradevole considerata la qualità artistica di Swayze (figlio di una coreografa) & soci. Ciò che non ci cattura nella riflessione della Niemi è, quindi, che la vitalità sognante della danza legata inestricabilmente al sacrificio, così sublimemente messa in scena nell'immortale Scarpette rosse di Powell-Pressburger, lascia il posto ad una realtà del mestiere artistico tratteggiata con un'eccessiva durezza che supera l'eroismo (quell'eroismo capace di superare ogni ostacolo in nome dell'Arte) per incancrenire nello spietato egoismo di un coreografo che ammorba tutto il film e i personaggi che lo popolano compreso l'happy end forzato, una pecca che la Niemi ci(si) poteva risparmiare. In altre parole: i corpi non emanano magia. Forse per questo la pellicola giunge da noi senza fretta, vecchia di due anni (curiosamente è appena dell'anno scorso, invece, un action girato a Singapore da Max Makowski, autore dell'horror Taboo, con lo stesso titolo) e rimane difficile dimenticare che la Eagle ha fatto centro, invece, col piccolo ma stratificato e vivo Ti va di ballare? con Antonio Banderas. Non resta che concludere: "buona la prima".
Titolo originale: id.
Regia: Lisa Niemi
Interpreti: Patrick Swayze, Lisa Niemi, George De La Pena, Matthew Walzer, Stephan Wenta
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 101'
Origine: Canada, 2003
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