"Whisky", di Juan Pablo Rebella e Pablo Stoll

Si rimane sospesi e incantati da questa storia sempre in bilico tra realismo e amara commedia esistenziale, ma profondamente appagati dalla costante sensibilità verso i personaggi descritti.

Whisky prende il titolo dalla parola che il fotografo fa pronunciare ai finti sposi per strappargli un sorriso da immortale per l'arrivo dell'ospite. Questo piccolo gioiello del cinema made in Uruguay, pluripremiato a livello internazionale, nasce da una bugia, sottile e amara, costruita senza neanche troppo impegno per inventarsi una vita lunga pochi giorni. Complici, nel progetto del matrimonio posticcio, sono due anime sole e malinconiche chiuse nella routine di un piccolo laboratorio di calzini. Marta (Mirella Pascual), stinta e precocemente invecchiata assistente di Jacob (Andrés Pazos), il proprietario di origine ebraica del malandato laboratorio. Il film del duo Juan Pablo Rebella e Pablo Stoll inizia proprio con l'apertura, in una fredda mattina d'inverno, della saracinesca della fabbrichetta. Il sipario alzato sulle anime disperate e abbandonate che cercano nella ritualità inconsistente dei piccoli gesti e della parole mozzate di continuare a sopravvivere. Tutto si svolge attraverso un minio di sussurri, che calzano precisi come i calzini, sulla maschera ineffabile del burbero Jacob. Solitario e freddo sessantenne che vive isolato  dopo aver accudito per anni la madre malata. In occasione dell' l'anniversario della morte è stata decisa una funzione a cui parteciperà il fratello, Herrmann (Jorge Bolani), agiato e soddisfatto produttore di calzini, colorati e alla moda, e da anni residente in Brasile. Per evitare brutte figure con il fratello, Jacob decide di mettere in scena la finzione di una vita coniugale con Marta. Il menage a tre che riempie la seconda parte del film è un eccellente ritratto di come la vita sognata possa trasformare le persone. La finta cognata di cui fa la conoscenza Herrmann è una donna rifiorita, trucco, gioielli, e un inaspettata vitalità. Tutto il contrario di Jacob, interpretata con un tono perfetto da Andrés Pazos, riluttante ad ogni forma di comunicazione con il fratello. Da questo meccanismo di acuto realismo si innalza  la particolarità della sceneggiatura di Whisky, dove è la continua e inesorabile ricerca di una fuga, che riesce a sorreggere un regia giustamente lenta e compassata, ma capace di regalare alcune scene di tragicomica e amara realtà. Così il weekend dei tre in una località balneare deserta per la stagione invernale è la tappa decisiva delle tre esistenze. Il film si ferma, o almeno non ci svela come si conclude la storia, non sappiamo cosa Marta ha scritto nel biglietto lasciato ad Hermann prima del suo rientro in Brasile. I due registi non ci svelano neanche il contenuto del pacchetto regalato da Jacob a Marta. Così lo spettatore rimane come sospeso e incantato da questa storia sempre in bilico tra realismo e amara commedia esistenziale, ma profondamente appagato dalla costante sensibilità verso i personaggi tratteggianti da un vissuto e da un'umanità assai rara sul grande schermo.

Titolo Originale: Id.

Regia: Juan Pablo Rebella e Pablo Stoll

Interpreti: Andrés Pazos, Mirella Pascual, Jorge Bolani, Ana Katz

Distribuzione: Kitchen Film

Durata: 95'

Origine:Urg, Arg, 2004

 

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