"Il ritorno della scatenata dozzina", di Adam Shankman

Rispetto al primo film, in questo secondo capitolo la regia passa di mano, viene affidata a Adam Shankman (Missione Tata, I passi dell'amore) e ne guadagna in leggerezza e profondità. Nonostante le apparenze, infatti, questo sequel è tutto fuorché un film grezzo e scontato.

Ci siamo. La famiglia Baker è tornata. Pochi anni dopo il primo episodio (La scatenata dozzina, 2003), eccoci di nuovo a dover fare i conti con i coniugi Kate e Tom e i loro 12 figli terribili. C'è da preoccuparsi e da allacciare le cinture perché stavolta i 'rivali' vicini di casa sono una famiglia altrettanto numerosa, i Murtaugh, ma completamente agli antipodi rispetto ai nostri: tanto sono impulsivi, scalmanati e modesti i Baker, quanto aristocratici, ricchi e apparentemente perfetti i Murtaugh. La battaglia è aperta e lo scontro senza esclusione di colpi tra sgarbi e insulti di ogni genere, anche se alla lunga gli unici personaggi veramente competitivi si riveleranno essere i due capifamiglia maschi: Tom e Jimmy, amici-nemici dall'infanzia, adulti capricciosi ed eternamente bambini.

Rispetto al primo film, in questo secondo capitolo la regia passa di mano, viene affidata a Adam Shankman (Missione Tata, I passi dell'amore) e ne guadagna in leggerezza e profondità. Nonostante le apparenze, infatti, questo sequel è tutto fuorché un film grezzo e scontato. Certo dispiace vedere Steve Martin abbandonarsi sempre più al ruolo 'controllato' della macchietta paterna in commedie per famiglie a scapito della geniale irriverenza comica d'un tempo, ma bisogna farsene una ragione: la sua carriera ormai ha intrapreso una strada (inversamente proporzionale al suo talento) e a noi non resta altro che apprezzarne il mestiere anche in confezioni di medio livello. Anche perché i gioielli nascosti sono sempre dietro l'angolo e Il ritorno della scatenata dozzina è uno di questi. Decisamente migliore del primo episodio, il film di Shankman mantiene la premesse standard strappando qualche sorriso in alcune gag di comicità fracassona che non sempre brillano per originalità, ma si rivela decisamente sorprendente proprio laddove non ce lo si aspetterebbe, cioè in certe sfumature sentimentali e introspettive che liberano la pellicola dalla sua consueta natura di film per bambini, assumendo contorni sottilmente malinconici di cinema 'adulto'. In tal senso in fase di sceneggiatura il lavoro sui personaggi è stato approfondito e intelligente con alcuni segmenti narrativi ben riusciti. L'infatuazione tra il figlio Murtaugh e la piccola Sarah Baker, trasformata in questo nuovo episodio da birba indiavolata a fragile ragazzina alle prese col 'primo amore', sa assumere i toni della tenerezza pura. E nell'evoluzione di ogni singolo componente delle due famiglie protagoniste c'è sia un'apertura verso la maturazione del singolo che l'ineluttabile consapevolezza del tempo che passa. La scelta stessa, inconsueta per una commedia, di girare il film in 16:9 dà ampio risalto ai paesaggi del Wisconsin, contribuendo a un romanticismo di fondo che lega i personaggi all'ambiente circostante e che ribadisce una passionalità per niente banale. E' questo un cinema che sa ancora nascondere, dentro i meccanismi del prodotto di consumo, gradevoli emozioni di vita.

 

Titolo originale: Cheaper By the Dozen 2

Regia: Adam Shankman

Interpreti: Steve Martin, Eugene Levy, Bonnie Hunt, Hilary Duff, Tom Welling, Piper Perabo

Distribuzione: Twentieth Century Fox

Durata: 94'

Origine: Usa, 2005

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