"Decoys", di Matthew Hastings

Dice più cose di quante vorrebbe, questo brutto horror adolescenziale. Un viaggio allucinato nell'immaginario del giovane maschio americano e nella sua ossessione sessuofoba.

Ghiaccio e ormoni: l'amore è più freddo della morte nell'università canadese di Saint John's, tempio d'iniziazione sessuale per i due teenager Luke e Roger (Corey Sevier ed Elias Toufexis). Il problema sorge quando le varie reginette del ghiaccio, dalla cima dei loro tacchi, ti si offrono con sospetta generosità; scoprirai allora, anche a costo della vita, che la donna è un alieno assetato di sangue e che ti congelerà il cuore. Il film di Matthew Hastings, autore della sceneggiatura insieme al produttore Tom Berry, è un viaggio allucinato nell'immaginario del giovane maschio americano e nella sua ossessione sessuofoba. Il puritanesimo tipico dell'horror adolescenziale (sotto quest'aspetto, al di là dell'ambientazione, The faculty è un film assolutamente adulto) supera qui di gran lunga la classica dicotomia tra santa e puttana, ed esplode in un delirante caleidoscopio di maschere esemplificato nella scena della sfilata. Al di là della risibile premessa (aliene femmine alla caccia di gene maschile per salvare il loro pianeta), il rapporto sessuale tanto cercato e temuto dai nostri eroi diventa l'esito di una deliberata volontà di congelamento, di pietrificazione, di reificazione. Ormai ridotto allo stato semivegetale, affetto da un rachitismo psicologico che lo ha reso mostruoso come una mosca crononberghiana, l'eroe dell'horror adolescenziale pare non poter più nascondere le proprie pulsioni suicide, ci chiede di puntargli il fucile in testa e farla finita; il finale, che nega l'happy end con una sgradevolezza che trascende la necessità di aprire la strada al sequel, è indicativo in tal senso. Crudelmente, peraltro, Hastings e Berry hanno deciso di prolungare l'agonia girandolo, quel sequel. Dice più cose di quante vorrebbe, il brutto Decoys: brutto nella sua confezione sottodilettantesca, nella recitazione pestilenziale, nell'insulsa fotografia di Daniel Villeneuve, nelle incoerenze di una storia stupida e rosicchiata da sottotrame senza senso (il rapporto soltanto accennato tra Luke e una poliziotta) e nelle mille altre beceraggini che lasciamo all'immaginazione del lettore. Purtroppo la revisione del genere, che si vorrebbe ironica, riesce ad essere soltanto leggera. Curioso: la sensazione da cui non riusciamo a liberarci, usciti dal cinema è quella di aver visto un film assolutamente realista.

Titolo Originale: Piegès

Regia: Matthew Hastings

Interpreti: Corey Sevier, Stephanie von Pfetten, Kim Poirier, Elias Toufexis

Distribuzione: Moviemax

Durata: 95'

Origine: Canada, 2004

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