"Breaking news", di Johnnie To e la teoria del visibile

Presentato fuori concorso al festival di Cannes del 2004, il nuovo film del regista di Hong Kong è una action comedy sulla visibilità dell'azione che implode nello sguardo e esplode nello spazio

Breaking news, di Johnnie ToTeorico, geometrico, essenziale: Breaking News, il nuovo film di Johnnie To, fuori concorso a Cannes 57, è una riflessione sulla visibilità dell'azione che implode nello sguardo e esplode nello spazio. Il set centrale è un caseggiato popolare, in cui prima si nasconde e poi si barrica una banda di trafficanti di droga, che finirà con l'interagire con un'altra gang in procinto di mettere a segno un colpo. La polizia, messa in scacco dai trafficanti davanti alle telecamere, assedia il palazzo e, per rifarsi un'immagine di fronte all'opinione pubblica, organizza una grande diretta tv, centralizzando le riprese e gestendo l'informazione in chiave "promozionale", ma subendo anche lo scacco dei fuggiaschi, che da parte loro, utilizzando internet e le webcam, innescano una sorta di controinformazione, mirata a fornire alle televisioni il loro punto di vista... Ne vien fuori una action-comedy dalle venature "politiche" (tutto sommato non sarebbe da escludere una riflessione in filigrana sul controllo dell'informazione nella Hong Kong cinese...), implosa nella teoria del visibile. Un film gestito da Johnnie To con alta sapienza teorica, dispiegata sul tema del punto di vista inteso come controllo dello spazio.

Gioco semplice di un film semplice, di certo non ai livelli del sublime P.T.U., ma rigidamente geometrico nella sua strutturazione concettuale. Basterebbe anche solo il fenomenale pianosequenza iniziale per tenere Breaking news tra le cose più belle di questo festival: non meno di cinque minuti giocati da Johnnie To sul contrappunto teorico alla sempre più insopportabile prassi parcellizzante dell'action cinema attuale, in cui l'azione fisica reale viene negata nella frammentazione dei gesti in inquadrature millimetriche, porzioni di gesti che negano se stessi e trovano la velocità solo e soltanto nella virtù del montaggio. Johnnie To, invece, concepisce in pianosequenza una grande sparatoria per strada, lasciando che i corpi agiscano nello spazio mentre la macchina da presa si muove lentamente e percettibilmente sul set, avanti e indietro, in alto e in basso, senza tregua ma senza fretta, intrecciando le traiettorie dei corpi e dei proiettili, lasciando alla visione integrale il compito di rendere l'azione e alle inversioni a vista della prospettiva l'ambizione di mostrare il ritmo dello sguardo. Del resto, Breaking News è un film che teorizza  proprio l'ambivalenza della prospettiva, ponendo sullo stesso livello i punti di vista opposti della polizia e delle gang, di chi assedia e di chi è assediato.

L'ossessione della polizia di offrire una copertura ad ampio raggio dell'azione viene infatti continuamente negata dalla mimesi dei fuggiaschi nello spazio dell'edificio, così come la presunzione di essere in possesso del controllo totale sulle immagini che mostrano l'operazione si ribalta nell'onnipresenza di obbiettivi e punti di vista messa in campo dagli assediati e praticata grazie alle tecnologie della comunicazione (webcam, telefoni cellulari...) che libera lo sguardo e lo rende onniscente e onnipotente. Lo spazio è sempre più per Johnnie To una prospettiva della comunicazione sensitiva, ingombro di segni e segnali, sguardi e verità, da percorrere con lo sguardo e con tutti i sensi.

 

Titolo originale: Dai si gen

Regia: Johnnie To

Interpreti: Richie Jun, Kelly Chen, Nick Cheung, Cheung Siu-fai, Lam Suet

Distribuzione: T:Me Code

Durata: 100'

Origine: Cina/Hong Kong, 2004

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