CANNES 62 - "Giro film per il mondo intero". Incontro con Quentin Tarantino
Il regista torna in concorso con Inglorious Basterds, due anni dopo Death Proof. Un film che è un dichiarato omaggio a Enzo G. Castellari e che, pur non tradendo le ossessioni del regista americano, sembra segnare nuovi percorsi nel suo cinema
E’ la giornata, attesissima dal pubblico, di Inglorious Basterds, film che segna il ritorno in concorso di Quentin Tarantino, due anni dopo Death Proof. Un film che è un dichiarato omaggio a Enzo G. Castellari e che, pur non tradendo le ossessioni del regista americano, sembra segnare nuovi percorsi nel suo cinema. Tarantino si è presentato in conferenza stampa, accompagnato dai protagonisti: Brad Pitt, Diane Kruger, Christoph Waltz, Mélanie Laurent, Mike Myers, Eli Roth, Michael Fassbender e Daniel Brühl. Dopo Kill Bill, una nuova storia raccontata in capitoli? Come mai questa scelta?
Ogni capitolo del film ha il proprio look e mira a restituire un’impressione particolare. Ogni volta il tono è differente. L’inizio, ad esempio, ha l’aria di uno spaghetti western, seppure immerso in una scenografia e iconografia da Seconda Guerra Mondiale.
Nel film ci sono diversi personaggi memorabili. Ma probabilmente quello che colpisce di più è Hans Lada, interpretato da Christoph Waltz. E’ il personaggio che appare il centro di tutta la vicenda. Anche il più divertente, se vogliamo.
Mi sono reso conto ben presto, scrivendo la sceneggiatura, di aver delineato un personaggio estremamente interessante: Hans Landa. Una delle sue caratteristiche principali è quella di essere un genio delle lingue. E perciò avevo bisogno di un attore che fosse in questo senso geniale tanto quanto il personaggio. Senza quest’attitudine, il Landa della sceneggiatura non avrebbe mai potuto prender corpo. La maggior parte degli attori che ho visto in Germania non hanno dimostrato di possedere completamente questa qualità. Potevano essere poetici nella propria lingua, ma non in italiano e in francese …A un certo punto ho creduto che fosse impossibile trovare l’attore ideale. Ho chiamato, allora, il produttore per dirgli che nel caso in cui non avessimo trovato l’attore giusto per Landa, non se ne sarebbe fatto più nulla del film. Il produttore, Lawrence Bender, mi ha consigliato di prendermi una settimana per risolvere il problema. Poi, finalmente è apparso Christoph Waltz e il film è stato salvato.
Lei ormai è di casa a Cannes. Cosa le piace di questo festival?
Non esiste un posto sulla faccia della terra come Cannes per il regista. La cosa magnifica qui è che, durante il festival, per dieci giorni, il cinema conta realmente, è la cosa più importante. Il pubblico mostra una passione incredibile e la stampa da ogni parte del mondo si riunisce e si confronta sui film. E’ questa la cosa che mi piace maggiormente. Io non sono un regista americano. Faccio film per l’intero pianeta. E il festival di Cannes incarna quest’idea.
Mr. Pitt, ci può raccontare come è nata la sua collaborazione con Tarantino?
Quentin è venuto a trovarmi con la sceneggiatura alla fine dell’estate. Ne abbiamo discusso, abbiamo parlato di altre cose, di film fino a tarda notte. Quando mi sono svegliato il giorno dopo, ho trovato cinque bottiglie di vino vuote, lasciate sul pavimento. E, a quanto pare, quella notte devo aver accettato di girare il film, perché sei settimane più tardi mi sono ritrovato sul set, nei panni di Aldo Raine. Quentin ha lavorato a questa sceneggiatura otto anni. E quella notte, mi ha assicurato che saremmo venuti a Cannes. Era il mese di agosto. E’ stata una cosa ridicola e intensa al tempo stesso. Una storia come queste e un film come Inglorious Basterds non capitano tutti i giorni. Mi sento un privilegiato per aver partecipato a quest’avventura.
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