LIBRI DI CINEMA - "Hitchcock. Il laboratorio dei brividi"

In occasione del trentennale della scomparsa di Alfred  Hitchcock, Italo Moscati dedica un volume al grande maestro la cui lettura risulta piacevole, non solo grazie allo stile semplice e chiaro, ma perché trasforma la sua vita in un film biografico. Il testo potrebbe essere lo spunto per la sceneggiatura di un biopic dedicato al grande Alfred. Editano Rai e Ediesse.

Hitchcock. Il laboratorio dei brividi
Italo Moscati
Edizioni Rai - Ediesse
p. 237 – euro 14

 

 

 

Raccontare il cinema attraverso il romanzo della vita. Sembra questo l’obiettivo principale di Italo Moscati, grandissimo studioso appassionato in modo sensoriale, quasi magico, dell’arte cinematografica, attratto da tutta l’umanità che vi sgorga, respira dentro, per elevarsi a rappresentazione di un’immagine, o sequenza di un film. Dal diario intimo della esistenza all’ossessione visionaria che si trasforma in cifra stilistica di un autore, passando per vicende, situazioni, amori, odi, paure. In questo libro Moscati spia la vita di Alfred Hitchcock, ne segue il percorso artistico ricreando il clima della produzione hollywoodiana coeva, ricercando nei fatti la chiave di lettura di una formazione singolare, ostinata, votata alla produzione di film unici che hanno segnato la Storia del Cinema. Con tono confidenziale, discorsivo, informale: “Alfred Hitchcock non era una mammoletta. Mammoletta, ovvero persona timida e modesta, sfuggente, spaventato dall’amore e soprattutto dal sesso… ma, (…) se c’era da tener testa ai suoi amici sul piano delle impertinenze non esitava a prendere uova dal negozio dei genitori e a lanciarle contro le finestre dei suoi rigidi precettori gesuiti”. Rivelazioni che poi si traducono in visioni, in personaggi, ma anche modi di rappresentare per esempio la sessualità nei suoi film, mai esplicita e resa sempre attraverso varie simbologie, come un treno che entra nella galleria… Se c’è dunque nei film di Hitchcock tutto l’Hitchcock uomo, è vero che Moscati sottolinea più volte, sempre citando le parole del maestro, la necessità per lui imprescindibile di una relazione con il pubblico. Il film era pensato come strumento per creare una reazione nello spettatore e soprattutto donna, perché in fondo nella scelta dei film l’uomo c’entrava veramente poco (“Cara, che film vuoi andare a vedere stasera?”). Così Hitchcock “A Saint Moritz si sentiva ancora e sempre, un piccolo bottegaio che aveva scelto altro rispetto all’attività del padre, un’attività, quella del cinema, in cui si doveva essere bottegai almeno un poco. Mettere in vetrina la propria merce (i film), aspettare gli spettatori, fare i conti alla cassa, pensare a reinvestire per produrre altra merce aggiornata, capire i gusti del pubblico”. Nel capitolo 21 troviamo una bellissima definizione del cinema: “Il cinema ha sempre la febbre e Alfred Hitchcock lo sapeva bene: la febbre di farsi amare. Dal pubblico, dal maggior numero di spettatori. Per questa febbre che divora, il cinema ha inventato i virus dell’avventura (spade, pistole, missili) e della passione (romantica, disperata, musicale, totale)”. E da qui anche le “patologie” delle relazioni con le bionde virginali che erano l’ossessione di Hitchcock. “La febbre del cinema – adrenalina, passione, eros tra set e camerini – aveva colpito ancora una volta Hitchcock che ripetè con Tippi Hedren i rituali a cui aveva sottoposto le sue bionde virginali a volte riluttanti (fiori, vestiti, trucchi, cene, appuntamenti). Andò oltre, istallandosi nel camerino di Tippi al di là delle intenzioni di lavoro. Lo scrivono i biografi. Una storia patologica”. Infine, tra i vari stimoli, segnaliamo il finale de L’ombra del dubbio, nel quale, secondo Moscati abbiamo “una delle chiavi di lettura del cinema di Hitchcock. Una delle più profonde”.

1 Ciak, Pigmalione
2 Tenebre nella sala buia
3 Fred o Cocky, meglio Hitch
4 Puntare sul nero
5 Londra, Berlino, Londra
6 Jack lo Squartatore
7 Decadenza
8 Ecco l’uomo
9 Il logo
10 Rivali. Maschi
11 Fantasmi
12 Occhi di sesso
13 Strati profondi
14 Sacchi di juta
15 Il piacere del sadismo
16 Oltre il tramonto
17 Stand by
18 Un piatto servito freddo
19 La donna perfetta
20 Un regista che non chiude mai
21 La febbre
22 Filmografia
23 Bibliografia

 

 

 

 

 

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