LIBRI DI CINEMA - "David Lynch"
È dedicato a David Lynch il primo numero della collana Moviement, ideata da Costanzo Antermite e Gemma Lanzo: dall’uso del digitale al ruolo della musica, dal rapporto con la pittura alle ossessioni costanti del grande autore americano, la selezione di saggi riesce a offrire, pur nella brevità del volume, alcune significative rivisitazioni critiche della sua opera. Da Gemma Lanzo Editore.

David Lynch
A cura di Costanzo Antermite e Gemma Lanzo
Gemma Lanzo Editore
Marzo 2009
pp. 80 – € 10
Costanzo Antermite e Gemma Lanzo, critici e studiosi di cinema, nel 2008 hanno dato vita a Moviement, una collana di cultura cinematografica che, come si legge nell’introduzione alla prima pubblicazione, intende occuparsi del cinema nella sua evoluzione storica come nella sua attuale configurazione mediologica prodotta dalla rivoluzione digitale, mediante un’analisi dello statuto estetico dell’immagine in tutte le sue componenti – fotografia, sceneggiatura, scenografia, musica – ma con un approccio accessibile anche ai non addetti ai lavori e una veste grafica chiara ed essenziale.
Il primo numero propone una monografia su David Lynch, con una selezione di saggi inediti e di altri precedentemente pubblicati in lingua inglese che riesce a offrire, pur nella brevità del volume, alcune significative rivisitazioni critiche della sua opera. Si va dall’uso del digitale in Inland Empire, strumento e approdo naturale – in virtù della sua intrinseca duttilità – di un progressivo lavoro sull’immagine che porta al quasi totale abbandono della linearità narrativa e della strutturazione cinematografica del racconto, all’analisi di due aspetti centrali nell’arte di Lynch, la musica e la pittura, dalla riflessione su quegli stati d’animo – l’angoscia, l’orrore, il perturbante – che costituiscono sottotracce emotive costanti nell’opera del grande autore americano, allo spazio dedicato all’analisi critica di un film (la scelta è caduta su Mulholland Drive), oltre a tre interviste con il sound designer Frank Behnke, la regista e produttrice Tina Rathborne e l’attrice Grace Zabriskie (in una sezione apposita, Conversazioni, che la collana ha inteso dedicare alle diverse professioni del cinema per fornire uno sguardo il più possibile ampio sulla costruzione filmica).
In particolare, il saggio sul ruolo della musica nella cinematografia di Lynch sa cogliere le diverse traiettorie che rendono sempre il suono e l’immagine dei suoi film due entità dialoganti: l’attività di Lynch come compositore (e specialmente la sua predilezione per i campionamenti), la collaborazione con Badalamenti, ma anche l’ampio uso di musica diegetica con cui il regista riesce a creare tutto un microcosmo di riferimenti ai personaggi, agli attori e a se stesso, e il significato che assume, in quest’ottica, la presenza nel cast di musicisti e rockstar (opera emblematica in questo senso è naturalmente Lost Highway). Altri due contributi, poi, sembrano completarsi a vicenda: Dalla tela all’inquadratura, incursione nella categoria freudiana dell’unheimlich, il perturbante che nei film come nella pittura di Lynch si rende manifesto nelle situazioni di apparente familiarità, e Angoscia e nulla, in cui è la complementarietà di questi due elementi (in cui il secondo è presupposto e oggetto del primo) a essere vista come il fattore scatenante delle emotività estrema suscitata dal suo cinema. L’eterogeneità stilistica tra i vari testi, più che un difetto, sembra dettata dalla volontà di ampliare il più possibile il target di riferimento, accostando articoli di sicura accessibilità ad altri che offrono livelli di lettura differenti e possono stimolare una riflessione maggiore.
Indice
Il Cinema oltre il Cinema
Insight:
Domenico Zazzara
Il foro nella seta. David Lynch e il cinema digitale
Dario Martinelli
Il regista suonato. Note sul ruolo della musica nella cinematografia di David Lynch
Armando Ancora
Twin Peaks, la capitale dell’Impero (della mente)
Caterina Rossi
David Lynch: dalla tela all’inquadratura
Hans Heydebreck
The Air is on Fire. Nel salotto di David Lynch
Michael O’Pray
David Lynch, Angoscia e nulla
Film Analysis:
Robert Sinnerbrink
Idee Cinematiche: Mulholland Drive
Conversazioni:
Interviste a cura di Hans Heydebreck a Frank Behnke, Grace Zabriskie e Tina Ratborne
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