LIBRI DI CINEMA - "Francis Ford Coppola: Apocalypse Now"
Il libro di Paolo Jachia, per Bulzoni Editore, si presenta come un lavoro articolato e “teoricamente” ineccepibile, ma nello stesso tempo chiaro ed esaustivo. Un testo che soddisfa in pieno il lettore interessato ad una visione più consapevole dell’immortale capolavoro di Coppola che continua ad affascinare e stupire ogni tipologia di spettatore
Francis Ford Coppola: Apocalypse Now - Un'analisi semiotica
Paolo Jachia
Bulzoni Editore
Uscita: marzo 2010
pp. 226 - € 20
Apocalypse Now è senza alcun dubbio uno dei testi filmici più complessi e stratificati della storia del cinema. Partendo dalle sue ormai leggendarie vicissitudini produttive sino ad arrivare ai suoi innumerevoli riferimenti letterari, cinematografici, culturali, il film sprigiona una carica seduttiva e iconoclasta che continua ancora oggi a travolgere lo spettatore. Insomma i percorsi che uno studioso di cinema si trova a poter intraprendere sono veramente infiniti e tutti potenzialmente latori di una straordinaria ricchezza analitica.
Paolo Jachia propone in questo libro «un’analisi semiotica e storico-letteraria» del film di Coppola, costruendo il suo saggio come una vera e propria indagine scrupolosa su ogni fonte (conscia o inconscia) che ha ispirato e guidato il cineasta italoamericano nella costruzione della fittissima rete simbolica del suo film. Il testo Apocalypse Now visto quindi come una miniera di latenze sulle quali è possibile far luce solo svelandone gli stretti rapporti che intesse con la miriade di fonti preesistenti: Conrad e Cuore di Tenebra in primis, ma anche Dante e T.S. Eliot; le ricerche antropologiche di James Frazer sui miti antichi e della sua allieva Jessie L. Wenston sul mito del Graal; Michael Herr e il suo Dispacci; Freud e il sottotesto edipico; la filosofia di Nietzsche e il debito con Dostoevskij e Goethe, sino ad arrivare ai testi biblici.
L’intertestualità e la connessione dei tantissimi riferimenti culturali che strutturano il film lo rendono ambiguo da un lato e illuminate dall’altro. E il lavoro di Jachia è veramente mirabile nel costruire un percorso di analisi così complesso, ma nello stesso tempo riuscendo nell’impresa di veicolare tutto ciò con un linguaggio accessibile e chiarissimo nella sua chirurgica esposizione.
Altro filone di analisi importante intrapreso da Jachia è quello della radice prettamente «carnevalesca» del testo coppoliano. Rifacendosi al grande filosofo e critico letterario Michail Bachtin, l’autore traccia una mappa di riferimenti carnevaleschi che rafforzano ancora di più la natura duale, oscillante tra luce ed ombra, di Cuore di Tenebra prima e Apocalypse Now poi: «se il cuore è un simbolo positivo, la tenebra è invece negativo […] la compenetrazione dei contrari è la logica profonda del Carnevale». Specularmente al film di Coppola il testo di Jachia procede quindi per tappe, strutturando un percorso di precise domande (e a volte azzardando delle affascinanti risposte) che catturano l’attenzione del lettore ben oltre il mero
interesse strettamente cinematografico per cui, all’inizio, ci si può avvicinare ad un saggio del genere. A riprova di ciò è opportuno segnalare una interessantissima dissertazione sulle figure femminili del film (non a caso il libro è dedicato anche «alle donne di Apocalypse Now») nella quale paragonando la versione cinematografica del 1979 con la Redux del 2001 (dove si reinserisce l’importantissimo segmento della piantagione francese e della “vedova dell’eroe”), Jachia mette in fertile confronto il sottotesto edipico del «freudiano Conrad» con quello del «post-freudiano Coppola» e rintracciando simbolicamente la matrice di tutte le figure femminili che popolano i due testi nella donna misteriosa del “padre” Kurz.
Insomma il libro di Jachia si presenta certamente come un lavoro articolato e “teoricamente” ineccepibile, ma nello stesso tempo chiaro ed esaustivo. Un testo che soddisfa in pieno il lettore interessato ad una visione più consapevole dell’immortale capolavoro di Coppola che continua, a più di trent’anni dalla sua mitica premiere al festival di Cannes del 1979, ad affascinare e stupire ogni tipologia di spettatore.
INDICE
INTRODUZIONE
1) APOCALYPSE NOW: IL CARNEVALE TRAGICO DI FRANCIS FORD COPPOLA
- Apocalypse Now: prime linee di poetica
- Da Conrad a Coppola: una prima ricostruzione intertestuale
- Con Michail Bachtin: dal Carnevale all’Apocalisse
- Da Il ramo d’oro di James Frazer e dall’Indagine sul Santo Graal di Jessie L. Wenston: mito e romanzo
- Da Johann Wolfgang Goethe e da Friedrich Nietzsche, tra mito e realtà
- Apocalypse Now: una lettura freudiana e postfreudiana
- Un altro filo rosso: la Bibbia I Vangeli e l’Apocalisse
2) ALTRE TRACCE PER APOCALYPSE NOW: CITAZIONI E RIFERIMENTI CULTURALI
- Thomas S. Eliot e la citazione critica come tecnica compositiva e formale
- Gli uomini vuoti di Eliot e «Cristo la tigre»
- Dante tra Inferno e Carnevale: «Io non Enea, non Paulo sono»
- I Dispacci di Michael Herr e la verità della guerra in Vietnam
- “The End” di Jim Morrison e dei Doors
- Richard Wagner: da “La cavalcata delle Valchirie” all’opera d’arte totale
- Le Upanishad, Il filo del rasoio di W. Somerset Maugham e If di Rudyard Kipling
- L’Albatros, Charles Baudelaire e Thomas S. Eliot, Fedor Dostoevskij e Hermann Hesse: una difficile poesia
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