La produzione di Pier Paolo Pasolini, letteraria e cinematografica, è stata oggetto di studio da parte di molti critici che non sempre hanno captato il reale significato (innovativo, premonitore) delle opere del poeta, romanziere e regista di Casarsa. E soprattutto non è stata compresa (o compresa male) la ragione del suo passaggio dalla forma-romanzo alla forma-cinema. Prova a spiegarla – in maniera piuttosto dettagliata e convincente – Giuseppe Panella, poeta e filosofo, docente presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Nel suo saggio, Panella, parte dalle origini, ossia dall’insuccesso del secondo romanzo – dopo Ragazzi di vita – di Pasolini, Una vita violenta, fallimento che lo porterà ad occuparsi di cinema. Almeno questo è ciò che pensava la maggior parte della critica. Ma Panella, prendendo tra le varie fonti, anche l’intervista rilasciata da Pasolini a Jon Halliday nel 1969, rivela come l'autore di Empirismo eretico abbia trovato nel cinema una forma espressiva capace di esprimere la realtà attraverso la realtà stessa e non utilizzando un linguaggio simbolico, ma un autonomo sistema di segni. Il saggista definisce il regista di Mamma Roma un “regista della realtà”, ma non lo associa al neorealismo (e di conseguenza a una certa ricerca formale sul piazzare la mdp davanti agli attori, ossia l'inquadratura, il movimento di macchina) definendolo piuttosto un “ri-produttore di cinema naturale così come lo è la vita”. Panella prosegue nel descrivere ed esplicare l’evoluzione di Pasolini regista, analizzando cronologicamente film come,Accattone, Teorema, Appunti per un' Orestiade africana e
Medea. Si passa dal cosiddetto “cinema di poesia” di Accattone – fondato “sull’esercizio di stile come ispirazione sinceramente poetica” secondo la definizione data da Pier Paolo stesso – ad un cinema che descrive le contraddizioni del ’68 – Teorema – “sull’impatto del sacro su una società ormai de-sacralizzata e de-mitizzata come quella che la borghesia prepara all’interno della cultura italiana di quegli anni” (Panella), per arrivare infine al dramma di un individuo (che rispecchia il dramma di un intero popolo) al momento del passaggio da una cultura tribale ad una moderna democrazia formale (Appunti per un Orestiade Africana) e ad una profonda riflessione riguardante il mito e la sua rappresentazione attraverso l’immagine (Medea). Panella dunque traccia una mappa, analizzando con sagacia e sensibilità le tappe fondamentali del percorso cinematografico di uno dei più grandi uomini di cultura del Novecento italiano (e non solo), contestando alcuni interventi critici (Asor Rosa, Adelio Ferrero) e mettendo in risalto la voglia e la necessità dell'artista di sperimentare nuovi linguaggi in grado di dar corpo alla sua idea di cinema, di letteratura e di poesia. Completano il lavoro, due brevi saggi dedicati alle teorie linguistiche di Pasolini e al tema del paesaggio (legato all'umana dimensione interiore) nella poesia italiana del Novecento, con interessanti e necessarie deviazioni su Petrarca e Leopardi.
INDICE
Premessa. Ritorno a Pasolini.
Dal romanzo al cinema (e ritorno)
La poesia, il corpo e la pratica del cinema
Teorema. Dalla logica della narrazione alla narrativa per immagini
Desolate colline d’Africa. Sacralità e sovversione del soggetto nell’Orestiade pasoliniana
Dal “cinema di poesia” al film sul mito
Appendice I. È mai esistita una letteratura “italiana”?
Pasolini e la lingua della Koinè
Appendice II. Natura e paesaggio nella poesia italiana del secondo Novecento. Letture da Pasolini a Zanzotto
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- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa
- CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
- Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
- CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
- il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
- CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
- Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf
- "Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
- Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
- "Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
- venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
- Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
- Diretta da David Gordon Green
- Duncan Jones racconta la vita di Ian Fleming
- Un biopic sul creatore di James Bond
- CANNES 65 - Rupert Everett presidente del Queer Palm?
- Possibile successione l'anno prossimo in giuria
- Nuovo thriller per Atom Egoyan
- Colin Firth e R. Witherspoon nel cast
- "La bellezza" di Sorrentino
- Annunciato il nuovo film, Servillo protagonista
- La Sacher su Twitter
- Aperto un canale su progetti e notizie
- Le vie del cinema da Cannes a Roma
- Dall'8 al 14 giugno nei cinema Eden, Adriano e Giulio Cesare
- Addio a Robin Gibb
- Se ne va un altro pezzo dei Bee Gees
- Concorso Uno spot per Sentieri Selvaggi
- per tutti gli ex allievi della scuola di cinema

