LIBRI DI CINEMA - "Storia del cinema Horror in cento film"

Partendo dal presupposto che sia estremamente riduttivo riassumere l’identità globale di un genere cinematografico in cento film, Venturelli offre attraverso questo volume una pratica ed efficace panoramica storico-critica dell’horror, dagli albori ai giorni nostri. Ed. Le Mani
 

Storia del cinema Horror in cento film – nuova edizione aggiornata

Storia del cinema Horror in cento film – nuova edizione aggiornata
Renato Venturelli
Edizioni Le Mani
p. 238 – Euro 18

 

Renato Venturelli mostra sin dalle prime pagine che l’analisi di un genere – e forse di questo in particolar modo -  non può essere scissa dalla storia del genere stesso. E’ proprio per questo motivo che pone un’abbondante introduzione storica a monte dell’analisi dei cento film che per lui meglio riassumono il concetto di orrore, con l’intento di trovare delle risposte plausibili alla miriade di domande che gravitano attorno ad esso.

 

“Che cosa intendiamo per film horror? Quali sono i titoli che includiamo nel genere e quali quelli che escludiamo? Come spiegare l’esistenza di titoli e filoni profondamente diversi tra loro all’interno di un unico genere? E poi: come funziona l’horror? Come si colloca in rapporto con la società? Quali sono le sue connessioni con l’inconscio e la psicoanalisi?”

 

Pagina dopo pagina risponde in modo puntuale ad ognuna di queste domande, presentando la conoscenza del cinema dell’orrore non come semplice visione di un film, ma come analisi profonda delle tematiche che lo caratterizzano e dell’impatto di esse sul pubblico in continua relazione al contesto storico e sociale, il tutto in nome della “mutevolezza” di tutti i fattori presi in causa.

 

Esaurita la parte introduttiva si arriva a quella più puramente “enciclopedica” che prende in analisi i film più rappresentativi a partire dalle prime pellicole dell’espressionismo tedesco (Il gabinetto del dottor Caligari, Il Golem) e gotiche (Dracula di Tod Browning), passando per quelle che hanno permesso la creazione del genere attraverso la reiterazione di alcuni elementi composti da una serie di caratteristiche profonde, tendenzialmente immutabili (come i mostri “classici” della Universal), per continuare con film che hanno apportato grandi innovazioni – sia tecniche che narrative – fino ad arrivare ai filoni che attualmente sono più apprezzati e che costituiscono la speranza per la prosecuzione di un genere che sembrava essere morto appena un decennio fa.

 

Da apprezzare la particolare attenzione riservata all’orrore made in Italy: Mario Bava, Dario Argento e Lucio Fulci non mancano all’appello, ognuno con i propri capolavori a ricordo di un periodo fiorente tanto per il genere quanto per l’industria cinematografica italiana.

 

Pienamente godibile la visione delle foto di scena più belle e delle locandine grazie alla stampa su carta fotografica a colori.

 

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