LIBRI DI CINEMA – Le novità di Marzo
Cinema & generi 2011, Il documentario - Scrivere, realizzare e vendere cinema della realtà nell'era dell'artificio, Grattacieli e Superuomini - L’immagine della metropoli tra cinema e fumetto, Danny Boyle. Brucia ragazzo brucia, Nero Avati – Visioni dal set, I turchi in Friuli di Pier Paolo Pasolini, La scena tecnologica - Dal video in scena al teatro interattivo, I grandi perversi
Cinema & generi 2011Renato Venturelli (a cura di)
Le grandi innovazioni della Pixar e del 3D, il nuovo fenomeno del thriller scandinavo, i generi nelle serie tv, l’horror giapponese, il neo-melodramma americano da Clint Eastwood a Nicolas Sparks.
Sono alcuni degli argomenti trattati in questo settimo volume di «Cinema & Generi», appuntamento annuale con le nuove tendenze del cinema di genere di tutto il mondo. Tra gli altri temi affrontati: una riflessione sulla pornocrazia nel cinema e nel sistema culturale
non solo italiano, il noir coreano, autori come il danese Nicolas W.Refn o lo sceneggiatore e regista Brian Helgeland, cui si devono tra gli altri i copioni di Green Zone e del Robin Hood di Scott. In più, cronache, festival, interventi sulla commedia italiana e un’icona del noir francese come Bruno Cremer: e con una lunga intervista a John Woo, nell’anno della sua consacrazione veneziana.
Sono alcuni degli argomenti trattati in questo settimo volume di «Cinema & Generi», appuntamento annuale con le nuove tendenze del cinema di genere di tutto il mondo. Tra gli altri temi affrontati: una riflessione sulla pornocrazia nel cinema e nel sistema culturale
non solo italiano, il noir coreano, autori come il danese Nicolas W.Refn o lo sceneggiatore e regista Brian Helgeland, cui si devono tra gli altri i copioni di Green Zone e del Robin Hood di Scott. In più, cronache, festival, interventi sulla commedia italiana e un’icona del noir francese come Bruno Cremer: e con una lunga intervista a John Woo, nell’anno della sua consacrazione veneziana.
[Le Mani – pp. 144 € 13,00]
Il documentario - Scrivere, realizzare e vendere cinema della realtà nell'era
dell'artificio
dell'artificioAlessandro Bignami
«Dopo un percorso durato molti mesi, spesse volte anni, il vostro documentario è lì, davanti a voi. È stato pensato, scritto, realizzato e montato. In una parola, finito. E adesso?»
Adesso si tratta di farlo vedere in giro ed è la sfida più difficile.
Adesso si tratta di farlo vedere in giro ed è la sfida più difficile.
Questa è una guida operativa, dettagliata, completa su come fare cinema documentarista nel nostro paese. Alessandro Bignami conduce per mano il lettore dai primi passi, segue le tracce di chi ancora oggi in Italia mette insieme narrazione e immagine, spiega gli scogli che bisogna affrontare, descrive il panorama nazionale che ha visto negli ultimi anni riemergere un genere e rifiorire opere interessanti nonostante la mancanza di fondi e la difficoltà nella produzione e nella diffusione.
[Laterza – pp. 172 € 12,00]
Grattacieli e Superuomini - L’immagine della metropoli tra cinema e fumettoFederico Pagello
Metropolis e Gotham City, la New York di Spider-Man e la Megacity di Matrix: le fantasmagorie urbane che affollano le pagine dei comic book americani fin dagli anni Trenta continuano ad ossessionare l’immaginario collettivo grazie ai blockbuster diretti da registi come Tim Burton, Sam Raimi, Christopher Nolan, i fratelli Wachowski e Bryan Singer. Basate essenzialmente sul mito di New York, la “capitale del XX secolo”, queste immagini visionarie della città (post) moderna permettono di scoprire, al di là degli effetti speciali, le contraddizioni sociali, culturali e politiche di un’America in profonda crisi.
Questo libro è il primo tentativo di fare un bilancio di trent’anni di supereroi di celluloide, sullo sfondo della storia del fumetto e del cinema statunitensi. L’analisi della rappresentazione della metropoli nei film dedicati a Superman, Batman, i Fantastici Quattro, gli X-Men o Daredevil diviene così il punto di partenza per un’esplorazione delle utopie e delle ideologie al centro della cultura pop di ieri e di oggi. Dal New Deal alla guerra fredda, dalla contestazione degli anni Sessanta alla urban crisis dei Settanta, dall’America di Reagan a quella di Obama: i supereroi e le loro città fantastiche non hanno mai smesso di dare forma ai sogni e agli incubi di un’intera nazione.
[Le Mani – pp. 248 € 16,00]
Questo libro è il primo tentativo di fare un bilancio di trent’anni di supereroi di celluloide, sullo sfondo della storia del fumetto e del cinema statunitensi. L’analisi della rappresentazione della metropoli nei film dedicati a Superman, Batman, i Fantastici Quattro, gli X-Men o Daredevil diviene così il punto di partenza per un’esplorazione delle utopie e delle ideologie al centro della cultura pop di ieri e di oggi. Dal New Deal alla guerra fredda, dalla contestazione degli anni Sessanta alla urban crisis dei Settanta, dall’America di Reagan a quella di Obama: i supereroi e le loro città fantastiche non hanno mai smesso di dare forma ai sogni e agli incubi di un’intera nazione.
[Le Mani – pp. 248 € 16,00]
Danny Boyle. Brucia ragazzo brucia

Luca Lombardini
Eclettico, anarchico, inclassificabile. Non basterebbe un dizionario dei sinonimi e dei contrari per inquadrare il cinema di Danny Boyle, sfacciato cineasta britannico capace di palesare l'innegabile talento di sobillatore dei generi cinematografici. Dalla black comedy all'horror e alla fantascienza passando per il cult generazionale "Trainspotting", fino alle otto statuette conquistate dal fenomeno "The Millionaire". Questo saggio ne ripercorre la carriera, analizzando i vari aspetti di una crescita autoriale votata alla politicizzazione delle immagini e sostenuta da un'amara ironia, oltre che da un affascinante quanto epilettico gusto per la messa in scena.
[Sovera Editore – pp. 160 € 14,00]
[Sovera Editore – pp. 160 € 14,00]
Nero Avati – Visioni dal setLuca Malavasi (a cura di)
Il fantastico, l’eccezionale, il diverso, il deforme, tutto ciò che comunque ha una contiguità con il reale, ma non è necessariamente reale, va a comporre un mondo che tuttora mi interessa e mi incuriosisce. (Pupi Avati)
Pupi Avati è nero, ma nessuno sembra ricordarlo. Inizia così la sua carriera e così prosegue nel corso dei decenni in un personalissimo percorso cinematografico, scandito da opere lontane anni luce (o forse no) da quelle storie nostalgiche e agrodolci che tutti noi amiamo ricordare e riguardare così spesso. C’è qualcuno, nei misteriosi territori della Bassa, che ricorda ogni cosa. Ogni inquadratura. Ogni luce, ma soprattutto, ogni ombra. Cesare Bastelli, Lino Capolicchio, Steno Tonelli, Giulio Pizzirani e Gianni Minervini conoscono queste paure da molto vicino, e le raccontano passo dopo passo come se le stessero vivendo. Di nuovo. Perché i set dell’Avati gotico padano, quando li hai vissuti o anche soltanto visti su uno schermo, ti entrano sotto la pelle. E non ti abbandonano. Mai più.
[Le Mani Editore – pp. 128 € 14,00]
[Le Mani Editore – pp. 128 € 14,00]
I turchi in Friuli di Pier Paolo Pasolini

Isadora Cordazzo
Analitico resoconto descrittivo del testo teatrale di Pier Paolo Pasolini I Turcs tal Friùl (I Turchi in Friuli) e delle sue più celebri trasposizioni sceniche.
Il dramma composto dall’autore ventiduenne nel 1944, pubblicato postumo nel 1976 e redatto in dialetto friulano come segno della rivendicazione dell’autonomia di quel dialetto come lingua, si configura attraverso l’approfondita analisi dell’autrice come uno straordinario laboratorio linguistico e mezzo di esplorazione di quell’universo friulano che tanto ha affascinato Pasolini nel corso della sua vita artistica.
Isadora Cordazzo accosta con particolare attenzione il testo pasoliniano alle rispettive realizzazioni sceniche, quella di Castiglione del 1976 (subito dopo il terremoto) con le musiche di Luigi Nono, e quella di De Capitani del 1995 con le musiche di Giovanna Marini. La ricostruzione della partitura del ‘76 è riprodotta all’interno del volume.
Forte la pregnanza autobiografica che investe il testo teatrale: Pasolini, infatti, lontano dal rendere I Turcs un’opera esclusivamente circostanziata al documentato episodio dell’invasione
turca del Friuli avvenuta nel 1499, la associa strettamente al contesto della Seconda Guerra Mondiale, sul piano macrostorico, e al vissuto familiare e personale, a livello microstorico e biografico: il fil rouge è costituito dal rapporto contrastato tra i due fratelli Pauli e Meni, le figure principali attorno a cui ruota il dramma, che rispecchia, nell’universo reale, il rapporto intercorso tra lo stesso Pier Paolo Pasolini e suo fratello minore Guido.
Il dramma composto dall’autore ventiduenne nel 1944, pubblicato postumo nel 1976 e redatto in dialetto friulano come segno della rivendicazione dell’autonomia di quel dialetto come lingua, si configura attraverso l’approfondita analisi dell’autrice come uno straordinario laboratorio linguistico e mezzo di esplorazione di quell’universo friulano che tanto ha affascinato Pasolini nel corso della sua vita artistica.
Isadora Cordazzo accosta con particolare attenzione il testo pasoliniano alle rispettive realizzazioni sceniche, quella di Castiglione del 1976 (subito dopo il terremoto) con le musiche di Luigi Nono, e quella di De Capitani del 1995 con le musiche di Giovanna Marini. La ricostruzione della partitura del ‘76 è riprodotta all’interno del volume.
Forte la pregnanza autobiografica che investe il testo teatrale: Pasolini, infatti, lontano dal rendere I Turcs un’opera esclusivamente circostanziata al documentato episodio dell’invasione
turca del Friuli avvenuta nel 1499, la associa strettamente al contesto della Seconda Guerra Mondiale, sul piano macrostorico, e al vissuto familiare e personale, a livello microstorico e biografico: il fil rouge è costituito dal rapporto contrastato tra i due fratelli Pauli e Meni, le figure principali attorno a cui ruota il dramma, che rispecchia, nell’universo reale, il rapporto intercorso tra lo stesso Pier Paolo Pasolini e suo fratello minore Guido.
[Le Mani Editore – pp. 152 € 15,00]
La scena tecnologica - Dal video in scena al teatro interattivoAndrea Balzola
Dalla fine degli anni ’70 il teatro subisce una profonda trasformazione, una vera e propria mutazione genetica prodotta dall’innesto sulla scena delle tecnologie e dei media elettronici: prima il video e poi, dagli anni ’90, il computer. La rivoluzione che la nascita delle arti elettroniche aveva portato nelle arti visive e nella musica si estende al mondo performativo del teatro e della danza e l’Italia si trova subito all’avanguardia di questa sperimentazione, con diverse, successive e fertilissime ondate generazionali: dal teatro della Nuova Spettacolarità degli anni ’80 (Magazzini, Falso Movimento, Gaia Scienza, Studio Azzurro, Krypton, Giardini Pensili, Raffaello Sanzio, Tam Teatro, Eshetu, Verde…) ai gruppi del Teatro ’90 (Motus, Fanny & Alexander, Teatrino Clandestino…) e della nuova danza (Castello-Aldes, Vidach-Aiep…) fino a più recenti esperienze (Fortebraccio Teatro, Xlabfactory, Cosentino). Così come le nuove tecnologie modificano radicalmente i comportamenti collettivi, il lavoro, le abitudini, il rapporto con lo spazio e con il tempo, la digitalizzazione di tutti gli apparati tecnici (light design, sound design, graphic e visual design, attrezzistica e macchineria) e la creazione di una doppia scena reale e virtuale cambiano il modo di concepire e di fare teatro, in ogni suo ambito. Andrea Balzola, nella sua tripla veste di studioso, teorico delle arti multimediali e di drammaturgo ha invitato i più significativi protagonisti di questa trasformazione del linguaggio teatrale a raccontare la propria esperienza e alcuni dei principali osservatori critici a riflettere su questo fenomeno innovativo.
[Audino Editore – pp. 240 € 25,00]
I grandi perversi

Michel Marie
Voyeur ed esibizionisti, sadici e masochisti, feticisti, erotomani, serial killer, donne manipolatrici e false ingenue, perfidi narcisisti e altre cattivissime compagnie: il cinema ha popolato il suo mondo di perversi, facendone spesso protagonisti di film celebri e celebrati, monumenti visivi alla ambiguità e alla perfidia. Dalla relazione vittima-aguzzino che lega tra loro i personaggi di Salò e de Il portiere di notte, alle pulsioni feticiste che percorrono film come L’occhio che uccide o La gatta giapponese, dalle mostruose efferatezze di cui sono capaci i serial killer (Seven, M – Il mostro di Düsseldorf) al sempiterno feticcio della donna spietata e cinica (Manon, Le relazioni pericolose), l’autore ripercorre i capisaldi di questo inquietante cinema: dei moltissimi film citati rintraccia – in un percorso autoriale che volutamente seleziona via via il proprio oggetto, tralasciando titoli e registi ritenuti poco significativi – ascendenze e parentele, luoghi e figure ricorrenti, contaminazioni e a differenze, otre a offrire una selezione delle più belle immagini di scena opportunamente commentate.
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