LIBRI DI CINEMA – “Cinema & Generi 2011”

Una bella intervista al maestro John Woo, dodici saggi e le cronache dalla passata stagione cinematografica compongono l’imprescindibile ricognizione annuale delle strade calpestate dal cinema e dai suoi protagonisti, raccolta nell’edizione 2011 del volume curato da Renato Venturelli. Edita Le Mani

 

 

cinema & generi 2011Cinema & Generi 2011
Autori vari (a cura di Renato Venturelli)
Edizioni Le Mani
Finito di stampare nel mese di febbraio 2011
Pag. 141 –  13,00 euro

 

 











Imprescindibile ricognizione annuale delle strade calpestate dal cinema e dai suoi protagonisti, l’edizione 2011 di Cinema & Generi a cura di Renato Venturelli inizia la sua affascinante esplorazione dell’appena trascorsa stagione cinematografica con una splendida intervista, realizzata da Roberto Pisoni, al maestro John Woo; con La battaglia dei tre regni, John Woo ha john woofirmato il suo “trionfale ritorno in Cina”, e “ci ha restituito” anche “il marchio inconfondibile di un autore integro e sereno”. Un’ampia ed esaustiva analisi della “pornocrazia” imperante nello scenario italiano è invece il tema della riflessione firmata da Anton Giulio Mancino, che rintraccia le coordinate storiche del fenomeno fino ad approdare all’immaginario odierno. Sempre più “oggetti” che rinnovano e precorrono i tempi del cinema, le serie TV sono ormai diventate un momento di riflessione e re-visione fondamentale nel panorama cinematografico. In una folgorante analisi sulla creazione di Shaw Ryan, è Giona A. Nazzaro a confrontarsi con la materia televisiva: “The Shield rappresenta non solo l’unica alternativa credibile all’esaurirsi del cinema poliziesco, ma soprattutto è la riformulazione di un genere che sul grande schermo è giunto al capolinea”. Un genere che, invece, gode di grande salute è il cinema di animazione statunitense, dove troneggia incontrastato il genio della Pixar. Roberto Lasagna ripercorre la storia dell’ormai gigante capitanato da John Lasseter, fermandosi ad analizzare l’estetica e le tematiche dei capolavori targati Pixar, fino al magnifico Toy Story 3 e al suo sguardo puntato verso il futuro dell’animazione. Oltre all’attenzione prestata al “cartoon”, il cinema a stelle e strisce della passata stagione ha più volte attraversato il melodramma. Dopo averne rintracciato la “derivazione letteraria” ed eletto Nicholas Sparks ad autore prediletto del “nuovo melò”, Simone Emiliani segue le coordinate del genere attraverso la saga Twilight e il cinema di Garry Marshall e di Clint Eastwood. Figura imprescindibile della trascorsa stagione, con la sceneggiatura di tre film che hanno segnato il 2010, Green Zone, Aiuto Vampiro e Robin Hood, Brian Helgeland è il protagonista dell’appassionato saggio di Sergio Sozzo, che attraversa la storia di un autore che va “continuamente ribaltando la metafora della ‘casa della letteratura cara a Henry robin hoodJames: le finestre ‘apribili dalla necessità della visione’ non servono a vedere fuori, quanto a far scavalcare all’interno dell’edificio letterario lo spirito del Cinema che (...) svuota le mura di quella casa (...), lasciando in piedi al suo passaggio unicamente la struttura di ‘un milione di finestre’ oramai significante in sé, come facciata di palazzo segnato dalle rughe della Storia”. Ad aprire le porte dell’estremo oriente ci pensano i due preziosi interventi di Stefano Locati. I nuovi territori esplorati, a colpi di erotici eccessi gore, dall’horror giapponese, genere in cerca di un rinnovamento dopo aver esaurito le risorse di un cinema “popolato da fantasmi”, e l’ondata di thriller che sta tingendo di nero le sale coreane, mettendo a nudo l’instabilità della società contemporanea, costituiscono la mappa da seguire per perlustrare nelle nuove tendenze del cinema orientale. Tornando in Europa, Roberto Lasagna riflette sul successo di Stieg Larsson e sulla trasposizione cinematografica della trilogia Millennium; mentre Andrea Fontana disegna il ritratto del danese Nicolas Winding Refn, “l’icona di un cinema tutto postmoderno (…) che vede nella realtà la noia e nel cinema la sua personale distruzione del mondo”. La scomparsa di Piero de Bernardi, Furio Scarpelli, Suso Cecchi D’Amico e Mario Monicelli è il punto di partenza scelto da Aldo Viganò per tornare agli anni della commedia italiana e per riflettere sull’importanza della scrittura. La sezione “Stora” ospita inoltre un ricordo del grande Bruno Cremer e l’intervento di Oreste De Fornari su Il generale Della Rovere. Infine, prima delle “cronache” conclusive, che riassumono gli eventi cinematografici del 2010, completano il volume i resoconti dei due maggiori festival europei: la 67° kermesse veneziana secondo Aldo Spiniello e Cannes 2010, raccontata dal curatore Renato Venturelli.

 

 

INDICE

interviste
Il cinema non sta mai fermo. Intervista a John Woo, a cura di Roberto Pisoni

generi
“Queste persone non sono reali. Sono morte”. Nuovi principi di pornocrazia, Anton Giulio Mancino
The Shield: gli altri ragazzi del coro, Giona A. Nazzaro
The Pixar Show, Roberto Lasagna
Il (neo)melodramma statunitense, Simone Emiliani
Brian Helgeland. Il non risveglio, Sergio Sozzo
Studentesse, katana e zombie, Stefano Locati
Corea sempre più in nero, Stefano Locati
Lisabeth, Jocker e gli altri, Roberto Lasagna
Nicolas Winding Refn e l’estetica della violenza, Andrea Fontana

storia
Morte dello sceneggiatore, Aldo Viganò
Cremer, un’antica fedeltà, Claudio G. Fava
Rossellini e l’anticommedia all’italiana, Oreste De Fornari

cronache
Venezia, le nuove strade del genere, Aldo Spiniello
Cannes 2010: il festival dei generi
, Renato Venturelli

 

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