LIBRI DI CINEMA – “Alle origini di Gomorra – Salvatore Piscicelli tra Nuovocinema e Neotelevisione”
Francesco Crispino, docente di cinema, critico e documentarista, realizza un volume interessante e prezioso per come riflette sulla poetica di un'autore estremamente sottovalutato e sulla concezione stessa del dispositivo cine-televisivo. L'opera di Piscicelli è infatti vista come case study di un'alleanza produttiva e creativa tra cinema e televisione assai feconda negli anni settanta e mai più replicata. Liguori Editore
Alle origini di Gomorra. Salvatore Piscicelli tra Nuovocinema e Neotelevisione
di Francesco Crispino
Liguori Editore
pp. 176 – 19,90 euro
Recuperare uno sguardo critico e storico sull’opera di Salvatore Piscicelli è operazione coraggiosa e allo stesso tempo decisamente meritoria, soprattutto perchè applicata a un regista liminale e spesso dimenticato, come ad oggi rischia di essere considerato l'autore de Il corpo dell'anima. Originario di Pomigliano d'Arco, Piscicelli esordisce sul grande schermo nel 1979 con Immacolata e Concetta l'altra gelosia, opera a basso budget che ottiene successo di critica e il Pardo d'argento al Festival di Locarno, lasciando intravedere una poetica molto personale, scandita da un continuo passaggio tra l'influenza neorealista e quella brechtiano-pasoliniana. Il rapporto con il paesaggio, la violenza contenutistica ed espressiva, il ruolo prioritario ricoperto dalla rappresentazione di un'erotismo spesso esplicito, diventano gli stilemi di una produzione che il volume scritto da Francesco Crispino affronta dettagliatamente con lunghe analisi su tutta la filmografia del regista partenopeo. Interessantissimo in tal senso è il lavoro compiuto su una delle opere più moderne e “invisibili” di Piscicelli, quel Bestiario metropolitano girato nel 1981 per la terza rete Rai, diviso in 6 episodi da 30’ e capace di raccontare una eterogenea umanità partenopea in continua metamorfosi, come scrive lo stesso Crispino “un’indagine sulle origini e sulla trasformazione che sta subendo la cultura napoletana nel passaggio agli anni ottanta”, e ancora “non solo una delle punte più elevate della ricerca televisiva dell’epoca, ma anche come un tassello fondativo di quello che successivamente sarà il “nuovo” cinema napoletano”. Un ruolo assai ampio viene ricoperto anche dallo studio non soltanto tecnico-linguistico delle opere piscicelliane (numero di inquadrature, stacchi di montaggio, soluzioni espressive e drammaturgiche), ma anche più ampiamente antropologico e culturale: il legame con la classe contadina e operaia della provincia napoletana, la fascinazione per le credenze popolari, il melodramma e la mitologia, il racconto del passaggio da uno stato rurale a un mondo industriale e moderno.
Francesco Crispino, docente di cinema, critico e documentarista, autore di saggi su Pasolini, Kubrick, Visconti e Dario Argento, realizza un volume molto interessante per come riflette sulla poetica dell'autore e sulla concezione stessa del dispositivo cine-televisivo. L'opera di Piscicelli è infatti vista come case study di una complessa "sperimentazione intermediale", un'alleanza produttiva e creativa tra cinema e televisione che negli anni Ottanta sarebbe poi andata perdendosi sensibilmente. Come scrive Enzo Monteleone nella prefazione, il libro di Crispino nel prendere in esame i contenuti e il linguaggio delle opere di PIscicelli "ci avverte infatti che il tentativo intrapreso da alcuni autori nel percorrere una strada diversa da quella che sarà poi effettivamente battuta nell'incontro tra cinema e televisione, in realtà non è riuscito. Non per colpa degli autori, ovviamente, ma a causa della macchina produttiva dei grandi networks (...)". Oltre che per la sua accuratezza monografica, Alle origini di Gomorra si propone allora anche come riflessione di una linea poetica, industriale e conseguentemente "politica" di un artigianato audiovisivo capace di porsi, come indica il sottotitolo del volume, tra Nuovocinema e Neotelevisione.
Prefazione di Franco Monteleone
Capitolo I. Tra cinema e televisione
Capitolo II. La televisione come materiale nel cinema di Salvatore Piscicelli
Capitolo III. Perchè la televisione italiana ha smesso di produrre talenti.
Appendice.
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