LIBRI DI CINEMA – Le novità di Giugno
La regia di frontiera di John Carpenter, Vivement Truffaut!, Nanni Moretti - Lo smarrimento del presente, Ingmar Bergman, Francesca Comencini. La poesia del reale, Scrivere la commedia romantica, Psicoanalisi per il cinema, Quel che il cinema deve a Pirandello.

La regia di frontiera di John Carpenter
di Pier Luigi Manieri
Un’interessante monografia su John Carpenter, finalizzata ad esplorarne la dimensione di cineasta per comprendere se e in quale misura trovi collocazione definitiva tra quelle firme che per stile, ampiezza di respiro e influenza sul cinema successivo, hanno fatto la storia del cinema americano.
Nel volume Pier Luigi Manieri mette in discussione alcune "certezze" ormai acquisite circa l'autore di Halloween, ed allo stesso tempo ne ripercorre la carriera proponendo una chiave di lettura tanto inedita quanto affascinante e convincente. La regia di frontiera di John Carpenter, quasi attraverso una scomposizione delle pellicole carpenteriane, le esamina da molteplici angolazioni, nel tentativo di restituirci il punto di vista del regista sul cinema e sul suo cinema.
Carpenter è un autore “di confine”, un fenomeno forse unico nel panorama cinematografico internazionale. Un cineasta apparentemente sospeso tra mestiere e autorialità, legato indissolubilmente al fantastico e all’horror, che gioca da sempre con i generi fino a nascondere, tra le "pieghe" del suo cinema, la sua vera essenza, che molto ha a che fare con la frontiera, appunto.
[Elara Edizioni – pp. 256 € 14,50]
Vivement Truffaut! Cinema, libri, donne, amici, bambini
di Lorenzo Pellizzari (a cura di)

Il volume riunisce le schede di Ugo Casiraghi su François Truffaut e i suoi film, che hanno accompagnato, negli anni ’90, le videocassette dell'opera omnia del regista, distribuite settimanalmente insieme al quotidiano "l'Unità", allora diretto da Walter Veltroni. L’iniziativa, inedita in Italia, ebbe un successo straordinario, grazie anche alla ricchezza dei testi curati da Casiraghi, piccoli saggi critici - ma scritti con uno stile giornalistico - dedicati a tutte le opere di Truffaut. Nel volume sono riunite anche le recensioni dei film di Truffaut scritte da Casiraghi nei suoi trent’anni di collaborazione con "l’Unità", che mostrano come sia mutata, nel tempo, la percezione soprattutto dell'insieme dell'opera del regista, all'indomani della sua morte. Non sono più o non soltanto i film a dettare l’impresa - non a caso "nel sottotitolo voluto dall’autore (“cinema, libri, donne, amici e bambini”) la componente filmica è volutamente solo una delle tante", nota il curatore -, bensì il percorso artistico e soprattutto umano del loro autore che la morte ha elevato a una dimensione superiore, lontana da ogni querelle. In questo che si configura come un vero e proprio libro base, rivolto a un pubblico non solo di cinefili, non solo di acculturati, non solo del suo giornale di riferimento, è indomita la voglia di raccontare e anche di raccontarsi, persino con una sorta di simpatica contraddizione: nel momento stesso in cui si offre finalmente al lettore la possibilità di vedere a proprio piacimento non si rinuncia alla necessità di descrivere più che puntualmente quel che vedrà o ha visto. E il segreto di questa felice intrapresa è forse racchiuso nel titolo: vivement, finalmente (come vorrebbe il titolo italiano del suo ultimo film) o, meglio, come vogliono i dizionari, fortemente, profondamente, vivacemente Truffaut!»
[Edizioni Lindau – pp. 288 € 24,00]
Nanni Moretti - Lo smarrimento del presentedi Roberto De Gaetano
Nanni Moretti è l’autore che più di ogni altri ha saputo leggere il presente, percepirne gli smarrimenti, rappresentarne le fratture.
Da Io sono un autarchico ad Habemus Papam, nel cinema di Moretti è in gioco una radicale crisi della presenza del soggetto al mondo, che assume e prende le forme della nevrosi e dello spaesamento, e che trova copertura nella costruzione di maschere comiche, esagerate, idiosincratiche, sempre comunque capaci di cogliere profonde verità. È in un intreccio di dramma e grottesco, di dolore gioia, che si condensano i caratteri di un cinema che ha saputo raccontare come nessun altro lo stato di crisi di un soggetto, di una nazione, di un’epoca.
Il saggio di Roberto De Gaetano entra nel corpo vivo del cinema di Moretti, misurandone tutta l’incandescenza nel suo rapporto con l’attualità italiana, e con un presente inquieto, irrisolto, molte
volte doloroso, spesso comico.
Da Io sono un autarchico ad Habemus Papam, nel cinema di Moretti è in gioco una radicale crisi della presenza del soggetto al mondo, che assume e prende le forme della nevrosi e dello spaesamento, e che trova copertura nella costruzione di maschere comiche, esagerate, idiosincratiche, sempre comunque capaci di cogliere profonde verità. È in un intreccio di dramma e grottesco, di dolore gioia, che si condensano i caratteri di un cinema che ha saputo raccontare come nessun altro lo stato di crisi di un soggetto, di una nazione, di un’epoca.
Il saggio di Roberto De Gaetano entra nel corpo vivo del cinema di Moretti, misurandone tutta l’incandescenza nel suo rapporto con l’attualità italiana, e con un presente inquieto, irrisolto, molte
volte doloroso, spesso comico.
[Pellegrini Editore – pp. 248 € 18,00]
Ingmar Bergman

di Sergio Trasatti
Nuova edizione con fotogrammi per il maestro del cinema svedese.
Tra i massimi autori del cinema mondiale, dedito a una continua interrogazione sulla condizione umana, regista-filosofo ma anche grande narratore e poeta per immagini, è stato il punto di riferimento per generazioni di spettatori e cineasti.
Tra i suoi film: Il settimo sigillo (1956), Il posto delle fragole (1957), Il silenzio (1962), Persona (1965), Sussurri e grida (1970), Scene da un matrimonio (1972), Fanny e Alexander (1982).
Con 167 fotogrammi b/n.
Tra i massimi autori del cinema mondiale, dedito a una continua interrogazione sulla condizione umana, regista-filosofo ma anche grande narratore e poeta per immagini, è stato il punto di riferimento per generazioni di spettatori e cineasti.
Tra i suoi film: Il settimo sigillo (1956), Il posto delle fragole (1957), Il silenzio (1962), Persona (1965), Sussurri e grida (1970), Scene da un matrimonio (1972), Fanny e Alexander (1982).
Con 167 fotogrammi b/n.
[Il Castoro Editore – pp. 192 € 16,00]
Francesca Comencini. La poesia del realedi Ilaria Gatti
l cinema di Francesca Comencini risente di una doppia formazione: la prima ha le sue origini nel neorealismo italiano, dal quale ha tratto uno spiccato senso etico nelle scelte dei temi, nel modo di girare e nell’interesse per la realtà documentaria; la seconda deriva dalla cultura francese. La sua decisione di trasferirsi a vent’ anni in Francia ha contribuito infatti ad un allargamento dei suoi orizzonti e delle sue esperienze professionali che si estendono alla letteratura e al teatro.
Caratteristica peculiare del cinema della Comencini, ampiamente analizzata nel testo, è la capacità di immergersi nella realtà, di trasfigurarla, di coglierne la verità e la poesia. Il libro analizza i suoi film evidenziandone la rilevanza politica e documentaria (Carlo Giuliani, ragazzo; Mi piace lavorare. Mobbing; Dopo la guerra; A casa nostra; In fabbrica; Le donne di San Gregorio); l’ispirazione letteraria o culturale (Elsa Morante; Shakespeare a Palermo; Le parole di mio padre) e la forte tensione interiore (Pianoforte; La Lumière du lac; Annabelle partagée; Lo spazio bianco).
Caratteristica peculiare del cinema della Comencini, ampiamente analizzata nel testo, è la capacità di immergersi nella realtà, di trasfigurarla, di coglierne la verità e la poesia. Il libro analizza i suoi film evidenziandone la rilevanza politica e documentaria (Carlo Giuliani, ragazzo; Mi piace lavorare. Mobbing; Dopo la guerra; A casa nostra; In fabbrica; Le donne di San Gregorio); l’ispirazione letteraria o culturale (Elsa Morante; Shakespeare a Palermo; Le parole di mio padre) e la forte tensione interiore (Pianoforte; La Lumière du lac; Annabelle partagée; Lo spazio bianco).
[Le Mani Editore – pp. 224 € 15,00]
Scrivere la commedia romantica

di Billy Mernit
La commedia romantica è sicuramente il genere cinematografico più amato dalle spettatrici, anche se, proprio per questo, raramente ottiene successi planetari pari a quelli dei blockbuster, capaci di coinvolgere ogni tipo di pubblico. Ma film come Harry ti presento Sally, Pretty Woman o Quattro matrimoni e un funerale, così come a suo tempo Susanna! o Sabrina, restano tra i titoli più memorabili della storia del cinema. Oggi poi, in Italia, è proprio a questo genere che si deve la ripresa del mercato. Dunque, che siate sceneggiatori alle prime armi o vi siate persi nella fase di riscrittura, questa illuminante guida ai principi di base per costruire una sceneggiatura comedy di successo vi accompagnerà passo dopo passo alla scoperta dei segreti che si nascondono dietro alcune delle scene più divertenti mai scritte. Imparerete a creare personaggi e dialoghi brillanti, capirete come mai alcune scene d’amore sono elettrizzanti e altre dei clamorosi fiaschi e molto altro ancora.
Scrivere la commedia romantica offre un’ampia casistica di esempi tratti dalle commedie più amate, come Harry ti presento Sally, Io & Annie e Tootsie, oltre a esercizi di provata efficacia per evitare gli errori più comuni e trovare l’ispirazione.
Scrivere la commedia romantica offre un’ampia casistica di esempi tratti dalle commedie più amate, come Harry ti presento Sally, Io & Annie e Tootsie, oltre a esercizi di provata efficacia per evitare gli errori più comuni e trovare l’ispirazione.
[Dino Audino Editore – pp. 144 € 16,00]
Psicoanalisi per il cinemadi William Indick
La forza di un grande film, come di una buona serie televisiva, non è quasi mai negli effetti speciali, nel ritmo serrato dell’azione, negli scenari. Questi sono elementi in più, optional che possono potenziare il racconto. Ciò che rende un film memorabile è lo spessore umano dei personaggi e della vicenda in cui sono coinvolti. Questo significa che una storia può essere ambientata dovunque nel mondo e interpretata da attori di ogni razza, se a rendere comprensibile la loro vicenda sono sentimenti universali e archetipi più o meno conflittuali che affondano in ogni cultura. Questo libro indaga su come, da Freud a Jung, da Campbell a Erikson, le teorie psicologiche e psicoanalitiche siano state usate nel Cinema e come possano servire a costruire storie che facciano sentire il pubblico “raccontato” nel profondo. Non un saggio, ma un testo pratico corredato da esercizi utili a maneggiare quelle teorie nella scrittura di tipologie umane drammaturgicamente efficaci.
[Dino Audino Editore – pp. 166 € 19,00]
Quel che il cinema deve a Pirandello

Enzo Lauretta (a cura di)
Pirandello è sempre stato molto attento alle novità tecnico-espressive che interessavano il teatro, e così pure si è rivolto con interesse ad una nuova arte nascente, il cinema, di cui ha sicuramente intuito le potenzialità. Egli ne ha parlato anche nel famoso saggio "Se il film parlante abolirà il teatro" e in seguito ha voluto sperimentare l'attività cinematografica partecipando attivamente ad alcune riduzioni di sue opere per il grande schermo. Se vi sono, dunque, dei debiti del cinema verso Pirandello, il convegno del quale in questo volume sono riportati gli atti, li esamina con un ampio spettro di relazioni che spaziano a tutto tondo nel cinema contemporaneo a Pirandello e in quello che, dopo di lui, ha subito in qualche modo l'influenza della sua poetica. Saggi di: Stefano Milioto, Pier Marco De Santi, Giuliana Sanguinetti Katz, Maria Rosaria Vitti Alexander, Dominique Budor, Laura Sangalli, Leonardo Quaresima, Lone Klem, Egle Palazzolo, Marialaura Simeone, Anna Lesnevskaja, Bart Van den Bossche, Cezary Bronowski, Domenica Elisa Cicala, Fausto De Michele, Silvia Vinci.
[Metauro Edizioni – pp. 246 € 20,00]
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