LIBRI DI CINEMA – "Dispersi! Guida ai film che non vi fanno vedere"

Se fino a qualche anno fa (fino alla nascita del file sharing) lo spettatore italiano era impotente dinanzi all’immenso patrimonio cinematografico che i distributori nostrani gli negavano (non per ragioni censorie, sia ben chiaro), oggi le cose sono cambiate e grazie a gruppi di volenterosi è possibile recuperare molte di queste opere, a patto di informarsi. Dispersi!, edito da Falsopiano, è la prima guida per orientarsi in questo recupero.

Dispersi! Guida ai film che non vi fanno vedere
Alberto Brumana, Carlo Prevosti, Sara Sagrati, Marco Valsecchi (a cura di)
Ed. Falsopiano
pp.370 – 19,00 euro
 
In Italia vengono distribuiti (fra sala e home video) circa 500 film all’anno; tolti un centinaio di titoli nostrani (ma il fatto di essere prodotti nel nostro paese non assicura a tutti i film italiani la possibilità di essere distribuiti, come ben sanno i registi esordienti, ed infatti ad essi sono dedicati ben tre approfondimenti del volume) e rapportandoli ai 25.000 prodotti nel mondo, ci si rende subito conto che lo spettatore italiano si trova, rispetto al mare del cinema mondiale, nella stessa condizione del naufrago che vede la sua esile zattera in balia di correnti imponderabili che lo costringono al piccolo cabotaggio.
Se, fino a qualche anno fa, questo era una dato di fatto inappellabile, contro il quale (proprio come il naufrago) non si poteva fare altro che maledire il cielo (o raccomandarsi ad esso, è una questione di indole!), da qualche anno (da quando, cioè, ha cominciato a diffondersi su larga scala il file sharing – e fino a quando nessuno lo sa, visto che la guerra è più che mai aperta come vediamo in questi giorni con i maldestri tentativi di regolamentazione sommaria della rete) le cose stanno cambiando, ed è divenuto possibile, grazie a gruppi organizzati di appassionati, “riparare” in proprio ai “danni” causati da una così frammentaria distribuzione.
Bisognerebbe, forse, iniziare proprio dall’ultimo capitolo del libro per capire come il file sharing (quando segue determinate regole) sia un comportamento etico capace di aggregare persone e quindi creare “comunità”. Se, infatti, possiamo sfogliare un libro come questo, che ci guida nella ricerca in rete di film che i distributori italiani hanno considerato antieconomici (perché è bene chiarire subito, come fa Gianni Canova nella prefazione, che non c’è alcun intento “censorio” nella scelta di non distribuire questi, e tanti altri, film ma solo un calcolo economico, non sempre, come si legge nel libro, lungimirante) lo dobbiamo a due comunità di appassionati: prima di tutto a quelli della webzine Hideout che sul loro sito hanno portato avanti (e continuano a svolgere) il lavoro di ricerca che ha trovato una sistemazione nel libro che racchiude i 100 titoli più interessanti “snobbati” negli ultimi 10 anni. Il libro ha rappresentato, tuttavia, non un punto di arrivo, ma piuttosto una partenza, visto che le segnalazioni sul loro sito continuano senza sosta, così come le rassegne organizzate da loro … ma anche da noi di Sentieri Selvaggi.
Ma prim’ancora degli appassionati di cinema di Hideout c’erano già i traduttori di ITASA (Italian Subs Addicted) che sono nati portando in rete i sottotitoli delle puntate delle serie statunitensi (e poi intere serie) non ancora arrivate in Italia. Certo, rispetto alle serie, il lavoro sul cinema è più lungo è complesso (coinvolgendo team di una decina di persone) a causa della difficoltà di riuscire a rendere le sfumature di entrambe le lingue, ma il risultato spesso è migliore delle traduzioni affidate al doppiaggio.
I cento film sono organizzati in 10 capitoli (intervallati da altrettanti capitoli di approfondimento) composti ognuno da 10 film presentati in agili e “poco dottrinali” schede con informazioni importanti tipo le versioni in dvd estere e se i sottotitoli sono reperibili online. Fra le sezioni, ovviamente, un posto di riguardo lo occupano quella dedicata ai dispersi d’autore (che presentano opere di Egoyan, Soderbergh, Park Chan-Wook, Geenaway, Solodz, ma anche Godard) oppure quella dei dispersi europei (con De La Iglesia, Bela Tarr e Canet). Interessanti anche le sezioni dedicate all’animazione, ai film di genere, ai B-movies.
Unico appunto, in conclusione, la sensibile assenza di un indice (almeno alfabetico) delle opere e magari di ulteriori indici per registi ed interpreti per rendere al lettore più facile la ricerca fra le opere.
 
INDICE:
 
Prefazione (di Gianni Canova)
Introduzione
Il grande capo – I dispersi di registi celebri
Approfondimento: i dispersi sportivi
Una stella che non c’è – I dispersi con attori famosi
Approfondimento: il caso del cinema Mexico (di Antonio Sancassani)
Europa Europa – I dispersi del nostro continente
Approfondimento: i dispersi italiani
Un mondo a parte – I dispersi del resto del mondo
Approfondimento: la parola ai sottotitolatori di ItaSA
Il circo – I dispersi da festival
Approfondimento: i dispersi erotici
Amore a prima svista – I dispersi d’esordio
Approfondimento: l’Italia che disperse, l’esperienza di Mirko Locatelli
Vero come la finzione – I dispersi documentari
Approfondimento: i mockumentary
La città incantata – I dispersi di animazione
Approfondimento: la parola alla difesa: officine Ubu
Lo sbirro, il boss e la bionda – I dispersi di genere
Approfondimento: i B-Movie dispersi
Amore estremo – I dispersi sperimentali ed estremi
Approfondimento: dalla distribuzione al File Sharing
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