LIBRI DI CINEMA - "Le maschere della storia. Il cinema di Paolo Benvenuti"
Paolo Benvenuti, nato e cresciuto a Pisa, è sempre stato come quegli eremiti medioevali che si isolavano dal mondo civilizzato e corrotto per seguire la propria, poco ortodossa, ricerca spirituale. Emarginato dall'industria cinematografica mainstream, il regista toscano ha continuato a seguire la sua poetica fatta di ricerca della rassomiglianza, di gusto per l'inquadratura e di pedagogia. Ben venga dunque la pubblicazione di questo piccolo, interessante volume, edito da Il castoro, nato grazie al lavoro appassionato ed accurato fatto dagli autori Alberto Morsiani e Serena Augusto.
La maschera della storia. Il cinema di Paolo Benvenuti.
A cura di Alberto Morsiani e Serena Augusto.
Il castoro
2010
pp.110 – 16 euro
Paolo Benvenuti, nato e cresciuto a Pisa, con un passato diviso tra la pittura e la militanza marxista, è una figura delle più estreme nel panorama cinematografico italiano. Come quegli eremiti medioevali che si isolavano dal mondo civilizzato e corrotto per seguire la propria, poco ortodossa, ricerca spirituale, il cineasta toscano pur di seguire le proprie idee poetiche non è mai sceso a compromessi finendo quasi subito ai margini dell'industria. Esiliato (o esiliatosi?) dalle case di produzione più importanti (anche da quelle più indipendenti e mentalmente aperte) ha deciso di continuare per la propria strada fatta di disinteresse completo verso i riscontri commerciali, di volti e attori quasi sempre presi dalla strada o dai teatri popolari (i professionisti "veri" che sono stati scelti da lui si potrebbero contano sulle dita di una mano) e di attenzione verso gli aspetti pedagogici del suo lavoro trasformando, da buon allievo di Rossellini, i suoi set in una classe scolastica dove insegnare ai suoi collaboratori più giovani. E’ quindi una piacevole sorpresa scoprire che tra le tante monografie di grandi maestri, l’editore Il castoro abbia deciso di realizzare anche questo piccolo ed onesto volume, ricco di saggi e documenti esclusivi e nato grazie ad un lavoro d'approfondimento appassionato ed accurato fatto da Alberto Morsiani e Serena Augusto.
“Le maschere della storia” quindi non è una semplice raccolta dove vengono elencati solo dati ed aneddoti per ricordare una carriera, ma, grazie ad interventi mirati sulle svolte più importanti dell'opera di Benvenuti, scende a fondo regalando un excursus analitico capace di rendere palese la sua poetica. Il volume si apre subito dando la parola al regista che con un’irriverente intervista ( in cui traspare tutta la sua vena polemica puramente toscana) ripercorre la sua carriera, racconta gli ostacoli che spesso ha incontrato (le querele per Puccini e la fanciulla, le forti critiche per Segreti di Stato) e non si nasconde nè quando c’è da colpire duro dei mostri sacri del nostro cinema (da Ermanno Olmi e il suo Mestiere delle armi “girato alla moviola” a Francesco Rosi e la sua versione di partito di Salvatore Giuliano) nè quando si devono profereri attestati d’amore verso chi stima (il dimenticato Valerio Zurlini ed i “contemporanei” Frammartino e Diritti). Dopo aver dato la parola, troppo brevemente, anche a Paola Baroni, moglie e sua collaboratrice principale, il libro comincia il suo lavoro di analisi. Si comincia quindi dai suoi esordi nel documentario quando, tra un lavoro commissionato dagli enti locali di sinistra e le collaborazioni con Dario Fo, cercava di tenere vive quelle tradizioni contadine che il boom economico stava velocemente cannibalizzando. Il volume poi continua seguendo le sue opere principali come Il bacio di Giuda, Confortorio, Tribulzi e Gostanza da Libbiano ed esaltaldo, attraverso lo studio di ogni pellicola, tutto l’amore che il cineasta mette nella ricerca della rassomiglianza estrema e nel suo gusto ossessivo per l’inquadratura (e qui viene entra in gioco il suo passato da pittore). Tutti questi documenti sono preziosi per capire l'opera di Benvenuti ma il saggio (e non ce ne vogliano gli altri) che veramente si può considerare come il documento definitivo sul regista è quello scritto dal cattolico Virgilio Fantuzzi. Stimando Benvenuti (che ricambia il sentimento) il critico riguarda in maniera appassionata e sincera la sua carriera e riesce nella non facile operazione di condurre il lettore tra i temi e i messaggi di questo autore, facendogli un servizio incomensurabile. Le maschere della storia a questo punto, dopo una vasta raccolta fotografica dai set, si conclude con una seconda sezione ( chiamata Strumenti) dove, per soddisfare gli interessi dei più curiosi, vengono elencati tutti i lavori del pisano, con brevi trame, brani tratti dalle analisi delle riviste specialistiche (e, con molta onestà, non sempre critiche positive) e gli elenchi dei collaboratori tecnici ed artistici.
Indice:
Conversazione con Paolo Benveuti
A cura di Serena Agusto
Paolo Benvenuti rivendica l’identità negata
Virgilio Fantuzzi
Cominciando dall’elegia.
Paolo Benvenuti prima del lungometraggio
Tullio Masoni
Due uomini contro: Confortorio
Pierpaolo Loffreda
Tiburzi: le tracce di un mondo perduto
Rinaldo Censi
Il teatro della donna che si finse strega
Gostanza da Libbiano
Roberto Chiesi
Ombre ammonitrici. Strategie visive e sonore in
Puccini e la fanciulla
Alberto Morsiani
STRUMENTI
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