TORINO 23
TORINO 23 - Film come esperienza: "Sound Barrier" di Amir Naderi (di Daniele Dottorini, del 26/11/2005)
Nella cornice torinese, comunque ricca di stimoli e proposte, un film si distingue in particolare tra i tanti presentati: Sound Barrier di Amir Naderi. Un piccolo film, per produzione e per il numero di persone coinvolte, ma una straordinaria esperienza di cinema.
TORINO 23 - Retrospettiva Claude Chabrol (di Tonino De Pace, del 21/11/2005)
Interessato al crimine, al delitto come tensione con lo scopo di dimostrare la fragilità umana, il cinema di Claude Chabrol, in questa prospettiva, fa del rifiuto dell'intreccio la ragione per costruire un variegato catalogo di profili e animi umani.
TORINO 23 - "Dov'è Auschwitz" di Mimmo Calopresti (Fuori concorso Doc 2005) (di Aldo Spiniello, del 20/11/2005)
Calopresti firma un documentario che nella rievocazione storica della tragedia, pur senza grande originalità, mantiene una sua asciutta incisività e che, d'altro canto, offre ulteriori spunti di riflessioni sulla valenza della storia
TORINO 23 - "Police beat", di Robinson Devor (Concorso) (di Andrea Ravagli, del 20/11/2005)
Se Nicholson se ne andava in giro per l'America col suo camper grande come la sua solitudine in "A proposito di Schmidt", Z è un poliziotto afro-americano che sul sellino della sua mountain bike esplora in HD Seattle ma anche l'isolamento e le insicurezze che cova dentro
TORINO 23 - "The Wayward Cloud" (Il Gusto dell'Anguria), di Tsai Ming-Liang (Fuori Concorso) (di Alessio Gradogna, del 19/11/2005)
Il nuovo Tsai Ming-Liang, metodico e rigoroso nelle opere precedenti, sembra qui dare libero sfogo a tutte le sue pulsioni represse, si tuffa nel magma strutturale più completo, diviene sensuale storia d'amore ebbra di intenso erotismo, commedia cosparsa di azzeccato umorismo, grottesca ilarità porno-metacinematografica, e altro ancora.
TORINO 23 - "Dominion: Prequel to the Exorcist", di Paul Schrader (Americana) (di Andrea Ravagli, del 19/11/2005)
Schrader senza Schrader. Il film maledetto del regista e sceneggiatore statunitense è sicuramente più vedibile di Harlin ma sembra l'opera di un altro regista: composto senza essere classico, raffinato senza essere mai veramente elegante, di un algidità senz'anima come quella del suo Lucifero in posa buddhista
TORINO 23 -"Loft" di Kiyoshi Kurosawa (Fuori Concorso) (di Alessio Gradogna, del 19/11/2005)
Kurosawa torna all'horror puro, e all'ossessione per i fantasmi aggiunge questa volta un mostro classico come la mummia, per un'opera bulimica, sfocata, parzialmente deludente, che però non rinnega lo straordinario talento tecnico e visivo del regista giapponese.
TORINO 23 - "Il canto dei nuovi emigranti" di Felice D'Agostino e Arturo Lavorato, "Due contro una" di Elisabetta Sgarbi (Concorso Documentari) (di Tonino De Pace, del 18/11/2005)
Nel documentario Il canto dei nuovi emigranti Felice D'Agostino e Arturo Lavorato raccontano la vita del poeta Franco Costabile riuscendo a recuperare una memoria della storia recente della Calabria. In Due contro una Elisabetta Sgarbi gira un piccolo saggio delle espressioni gestuali e della comunicazione, ma il lavoro appare come fuori posto.
TORINO 23 - Tra dolenze e indolenze: il cinema "indipendente" e furente di Lodge Kerrigan (Americana - Omaggio) (di Andrea Ravagli, del 18/11/2005)
Dal cinema della perdita di Kerrigan abbiamo solo da guadagnarci. "Clean, Shaven" è la meravigliosa e terribile risposta degli anni 90 al miliare e mirabile "Henry pioggia di sangue" e "Claire Dolan" quella trattenuta e ricca di ammirevoli sfumature scolpite sul corpo maddalenico e madonnico di Katrin Cartlidge a "Whore" e "American gigolo"
TORINO 23 - Concorso Spazio Italia: Concentramenti di fuori campi, Luci di abissi (di Tonino De Pace, del 18/11/2005)
Temi e storie che si addensano all'interno di Spazio Italia vetrina di giovani autori, ne emerge un cinema in movimento capace a volte di cogliere nell'essenzialità del formato anche le peculiarità di una storia o di una illuminazione
TORINO 23 - "17-Sai no fukei - Cycling Chronicles" di Wakamatsu Koji (Fuori concorso) (di Aldo Spiniello, del 18/11/2005)
L'ultimo film del sessantanovenne Wakamatsu è un'opera romantica, un quadro rabbioso di cime tempestose e uomini in rivolta contro la realtà di un'epoca allo sbando. Ma è anche un percorso di redenzione sofferto e sincero
TORINO 23 - "Be with me", di Eric Khoo (Concorso) (di Stefano Perosino, del 18/11/2005)
L'opera del regista gravita intorno a personaggi accomunati da un unico grande desiderio: stare vicino alla persona amata. Un desiderio all'apparenza semplice ma che con il procedere della narrazione si rivela impossibile da realizzare fino a portare all'estreme conseguenze il mancato contatto affettivo fisico e spirituale.
TORINO 23 - "Non mi considero un autore indipendente ma solo un cineasta". Incontro con il regista Lodge Kerrigan (di Andrea Ravagli, del 17/11/2005)
La trilogia (mancata quadrilogia...) di questo importante esponente del cinema (nonostante tutto) indipendente americano presentata qui a Torino, racchiude tutto la sua attuale filmografia, densa di mancanze e presenze forti ma anche di lancinanti gracilità
TORINO 23 - "A halál kilovagolt Perzsiából" (Death rode out of Persia), di Horváth Putyi (Concorso) (di Tonino De Pace, del 17/11/2005)
"A halál kilovagolt Perzsiából" è un film che corre sul filo della memoria e del rimpianto, l'ambiguità narrativa che lo caratterizza e la capacità di raccontare il passato trasformandolo in struggente malinconia sempre sul filo della memoria ne fanno un'opera sincera arricchita da alcune intuizioni visive.
TORINO 23 - "Les saignantes", di Jean-Pierre Bedolo (Concorso) (di Stefano Perosino, del 17/11/2005)
La notte è la vera protagonista del film, dove con il buio e le sue variazioni cromatiche (splendidamente fotografate da Robert Humphreys) emerge una realtà caotica dai contorni anarcoidi, dove si susseguono un nugolo di personaggi dal fascino misterico
TORINO 23 - "Il cinema come apparenza". Incontro con Claude Chabrol (di Tonino De Pace, del 17/11/2005)
Una carriera ancora in corso quella di Claude Chabrol, protagonista di questa giornata del festival di Torino che in due edizioni presenterà la sua filmografia. Un cineasta che nulla concede all'improvvisazione e per il quale il cinema è l'unica arte in grado di mostrare la differenza tra realtà e apparenza.
TORINO 23 - "Utsukushiki tennen - Nuages d'hier" di Tsubokawa Takushi (Concorso) (di Aldo Spiniello, del 17/11/2005)
Il film di Tsubokawa è un'affascinante magia, un sogno leggero, che scopre l'incanto dietro l'opacità del presente e la nostalgia del passato
TORINO 23 - "Ah sou", di Wong Ching-Po (Concorso) (di Aldo Spiniello, del 17/11/2005)
La pellicola in concorso di Wong Ching-Po è una sorta di melodramma-action movie, un ibrido sospeso tra adolescenza e maturità, in cui alla forma scintillante non corrisponde sempre la profondità dello sguardo
TORINO 23: "Per me il movimento e il suono sono fondamentali, questo è il cinema, movimento e suono, e silenzio". Incontro con Amir Naderi. (di Leonardo Lardieri, del 17/11/2005)
"Fuori Concorso", l'ultimo film del regista iraniano ormai trapiantato a New York. "Sound Barrier" è il primo di una trilogia dedicata al suono, l'ossessione creativa dell'autore. In conferenza, confessa che per 4 anni ha vissuto isolato dal mondo, senza televisione e giornali che potessero distrarlo dal suo lavoro.
TORINO 23 - Masters of Horror: "Una serie pensata per i registi e per la loro libertà creativa". Incontro con Dante, Landis, Argento, Coscarelli e Garris. (di Davide Di Giorgio, del 17/11/2005)
I creatori della serie televisiva dedicata al genere della paura hanno spiegato le motivazioni alla base del progetto e il loro rapporto con Hollywood. Un confronto con il pubblico del Festival, che si è rivelato più un'informale chiacchierata fra amici che una riflessione sul loro mito
TORINO 23 - Preliminari per l'anima... (di Leonardo Lardieri, del 16/11/2005)
Come nel capolavoro di Naderi, Brocka è consapevole che il movimento continuo ci salverà: la cultura popolare filippina, di cui parla, non è mai utilizzata con il pretesto che è la sola comprensibile, ma la fa "muovere" tra il desiderio e la paura del suo popolo nel contenuto della memoria, come l'immagine ricordata di un presente assente.
TORINO 2005: "El Barillete", di Alessandro Angelini (Concorso) (di Stefano Perosino, del 16/11/2005)
Il film di Angelini è nettamente distinto in due parti: la prima girata in un paesaggio dove la natura regna incontrastata: le piantagioni di caffé, la minacciosa e oscura miniera dove Enrique estrae lforo, la seconda girata interamente in una metropoli, Managua, altrettanto pericolosa, dove il caos urbano sembra avere il sopravvento
TORINO 23 - "Il sole", di Aleksandr Sokurov (Fuori Concorso) (di Tonino De Pace, del 16/11/2005)
Sokurov spinge il dramma tra le sottili pieghe di un'ironia contenuta quando coglie nella quotidianità i segni della rinuncia di Hirohito alla sua natura divina, racchiudendo, nel senso estremo di questi gesti, l'umanità e la grandezza del personaggio
TORINO 23 - "L'avion", di Cédric Kahn (Fuori Concorso) (di Andrea Ravagli, del 16/11/2005)
Dalla bici all'aereoplano... Mezzi diversi che sorvolano sempre "boschi di libertà". Kahn si avventura in un pericolosissimo dramma fantastico sempre borderline sul precipizio del patetismo nel quale, miracolosamente, riesce a non precipitare mai trovando nuove vie per continuare la sua personale poetica del dolore in questo "E.T. alla francese"
TORINO 23 - "A Werewolf In Amazonia", di Ivan Cardoso (Fuori Concorso) (di Alessio Gradogna, del 16/11/2005)
Il maestro del cinema del terrir, che unisce l'horror con la comicità pura, torna a Torino con un film che ne rappresenta appieno lo spirito artigiano: tra sangue versato e seni al vento, dialoghi surreali e grotteschi inserti musicali, si ride e si applaude, per un cinema sincero e genuino che oggi non esiste quasi più.
TORINO 23 - "Voici Venu Le Temps" di Alain Guiraudie (Concorso) (di Alessio Gradogna, del 16/11/2005)
Uno dei registi più inclassificabili dell'ultima generazione francese propone un film sulla solitudine, ambientato in uno strano mondo in cui trovano spazio guerrieri e banditi. Ma crea un oggetto-cinema smarrito e confuso, senza logica e senza sentimento.
TORINO 23 - "Diàrios da Bòsnia", di Joaquim Sapinho (concorso) (di Aldo Spiniello, del 15/11/2005)
Diario di viaggio nella Bosnia disastrata nella guerra, il film di Sapinho procede per piccoli particolari, annotazioni, impressioni, che a volte hanno la capacità di emozionare e toccare, ma che non sempre sanno coinvolgere lo spettatore nella visione.
TORINO 2005: Odgrobadogroba, di Jan Cvitkovic (Concorso) (di Stefano Perosino, del 15/11/2005)
La cinematografia slovena arriva per la prima volta alla manifestazione torinese con un film lontano dalla scuola balcanica tradizionale.
TORINO 23 - "One Night" di Niki Karimi (Concorso) (di Tonino De Pace, del 15/11/2005)
In "One night" di Niki Karimi nulla sembra potere andare al di là dei binari di una narrazione conforme all'idea che l'ha fatta nascere. Un cinema di regole e rispettoso dei tempi, ma in cui la messa in scena appare solo di maniera
TORINO 23 - "Io non faccio film sui dittatori, ma faccio film su coloro che hanno mostrato una personalità eccezionale rispetto a tutti gli altri.". Incontro con il regista Alexsandr Sokurov. (di Leonardo Lardieri, del 15/11/2005)
L'ultimo film del regista siberiano, "Il Sole", rappresenta il terzo capitolo di una trilogia sulle grandi figure del novecento iniziata con "Moloch", su Hitler e "Taurus" su Lenin. Coprodotto dall'Italia, con lo zampino di Marco Muller, il film mantiene appieno le caratteristiche dei precedenti, unificandone la visione e lo stile.
TORINO 23 - L'universo immaginifico dei "Masters of Horror" (di Davide Di Giorgio, del 15/11/2005)
Grande successo per la presentazione dei primi episodi di una serie tv già di culto: un insieme che nell'eterogeneità di stili trova la sua ragione d'essere e rivela come l'autorialità sia la miglior carta per dare forza al genere
TORINO 23 - "Walk the line" di James Mangold (Americana) (di Simona Giordano, del 15/11/2005)
La vita di John Cash, dal 1944 fino alla fine degli anni sessanta. La musica come regola di vita, l´amicizia e l´amore per June Carter come ´ossessione ritmica´. Un omaggio al cantante country portato avanti soprattutto grazie all´interpretazione appassionata di Joaquin Phoenix e Reese Witherspoon.
TORINO 23 - "Bab´Aziz - Il principe che contemplava la sua anima" di Nacer Khemir (Fuori Concorso) (di Simona Giordano, del 15/11/2005)
Parabola fiabesca e racconto di viaggio, il film di Nacer Khemir, autore anche della sceneggiatura, cui ha collaborato Tonino Guerra, si distingue per rigore e passione ma anche per l'intento di testimoniare, se pur nei toni onirici della leggenda, la cultura di un popolo e di un territorio.
TORINO 23 - "C'è un posto in Italia" di Corso Salani (Concorso documentari) (di Tonino De Pace, del 14/11/2005)
"C'è un posto in Italia" assomiglia ad un reality in cui Salani riesce a mettere a nudo Vendola che con la sua efficace complicità e la sua capacità di raccontarsi rende un servizio agli altri, ma anche al film.
TORINO 23 - "Un vero personaggio non deve morire mai". Incontro con Walter Hill (di Aldo Spiniello, del 14/11/2005)
Il regista americano, in occasione della retrospettiva a lui dedicata, ha incontrato il pubblico. Una discussione, sobria ma interessante, su personaggi, storie, generi
TORINO 23 - Paranoia e rivoluzione... (di Leonardo Lardieri, del 14/11/2005)
Borderline della visione, al limite della contesa esistenziale, tra le nevrosi che scivolano nelle psicosi dei senza volto, come i rivoluzionari e i paranoici postmoderni. Due istanze che accostate non farebbero piacere né a quelli che si armano di ideali e proiettili, né a chi è sull'orlo di un'uscita irreversibile dalla realtà...
TORINO 23 - "Grizzly Man", di Werner Herzog (Americana) (di Stefano Perosino, del 13/11/2005)
Un documentario di straordinario impatto emozionale dove lo splendido e suggestivo paesaggio dell'Alaska fa da cornice ad un uomo che ha dedicato gran parte della sua esistenza a proteggere e salvaguardare l'esistenza dei grizzly.
TORINO 23 - "Alex" di José Alcala (Concorso) (di Tonino De Pace, del 13/11/2005)
Alex rappresenta un cinema capace di rigenerarsi e Alcala costruisce un film di sentimenti ruvidi e smagliati essenzialmente attraverso le immagini in cui si sentono gli echi dei fratelli Dardenne o di certe passioni di Dumont.
TORINO 23 - "Sieben Himmel" di Michael Busch (concorso) (di Aldo Spiniello, del 13/11/2005)
Come superare lo scollamento tra desideri e realtà? Sembra parlarci di questo il suggestivo film di Busch, un film amniotico, che sceglie la strada dell'opacità visiva per rappresentare l'invisibilità/invivibilità del presente
TORINO 23 - "Le Domaine Perdu", di Raoul Ruiz (Fuori Concorso) (di Alessio Gradogna, del 13/11/2005)
Il sempre prolifico Raoul Ruiz presenta a Torino un film di denuncia che ripercorre la rovina di un paese dilaniato, ma che si pone anche come racconto di un'amicizia che travalica le frontiere del tempo, alla ricerca dell'innocenza perduta negli occhi di un bimbo e nel volo di un aeroplano.
TORINO 23 - "My Dad is 100 Years Old", di Guy Madden (Detours) (di Leonardo Lardieri, del 12/11/2005)
Nella sezione più giovane del Festival di Torino, le strade del cinema s'incrociano e si perdono in un frastuono di sperimentalismi e di sguardi estremi, tra mitiche favole postmoderne. È proprio in queste favole che vive e vegeta il cinema di Guy Maddin, regista canadese, collezionista dello strambo, dell'eccentrico, dell'improbabile.
TORINO 23 - "House Of Bugs", di Kiyoshi Kurosawa (Fuori Concorso) (di Alessio Gradogna, del 12/11/2005)
Presente a quest'edizione del festival con due nuovi film, il maestro del cinema giapponese Kiyoshi Kurosawa è qui alle prese con una metamorfosi di kafkiana (e pirandelliana) memoria, in cui si esplica un lancinante canto di disperazione per un amore violento e infelice, ma necessario.
XXIII Torino Film Festival (di Leonardo Lardieri, del 08/11/2005)
Dall'11 al 19 novembre, pronti a farsi travolgere dal principale appuntamento cinefilo italiano. Per il TFF l'idea è che esista un "solo" cinema: indipendente, sporco, sovversivo, irriverente, classico, autoriale, radicale... Concorsi, omaggi, due magnifiche retrospettive su Claude Chabrol e Walter Hill e poi... la Scuola di Sentieri Selvaggi.
TORINO 23 - Tutte le informazione per vivere al meglio il Festival (del 08/11/2005)
Dalle sale di proiezione agli uffici del Festival, dai biglietti agli abbonamenti, dai Cataloghi alle Sezioni, tutto quello che c'è da sapere sul Torino Film Festival di quest'anno.
WALTER HILL (del 08/11/2005)
Si Rivedranno tutti i suoi film, di un autore che, nonostante il grande successo dei suoi primi film, è comunque uno dei pochi segreti rimasti del cinema americano.
CLAUDE CHABROL (del 08/11/2005)
La retrospettiva (oltre settanta titoli, comprendendo anche i film per la televisione) verrà presentata al Torino Film Festival in due tempi, nelle edizioni del 2005 e 2006.
FUORI CONCORSO - DETOURS (del 08/11/2005)
Giunta al terzo anno, la sezione Detours, la più trasversale e variegata del Festival, propone percorsi eccentrici nella nuova geografia mondiale del cinema, sempre più "apolide" e sopranazionale, sempre più segnata da contaminazioni e deviazioni estetiche.
FUORI CONCORSO - AMERICANA (del 08/11/2005)
Nata per esplorare i luoghi meno battuti del cinema americano e per mettere a confronto autori, formati, sensibilità e tensioni opposte tra loro, Americana si trova a proporre per questo suo nono festival una selezione fatta anche di grandi nomi del cinema USA.
CONCORSO DOC 2005 (del 08/11/2005)
Le 12 opere in concorso si differenziano tra di loro non solo per le tematiche trattate, ma soprattutto per diversità di stile e narrazione: non solo lavori di approfondimento e indagine della realtà attraverso la tecnica dell'intervista, ma anche cinema che è osservazione pura e, all'estremo opposto, messa in scena del reale.
FUORI CONCORSO - SPAZIO ITALIA (del 08/11/2005)
Sentieri selvaggi, quotidiano on-line di cinema con più di 100.000 utenti unici, service editoriale e Scuola di cinema partecipa all'appuntamento torinese per la terza stagione consecutiva portando con sé i risultati tangibili dell'ultimo anno accademico della Scuola di Cinema.
CONCORSO SPAZIO TORINO (del 08/11/2005)
Noir politici, film di animazione, riflessioni esistenziali e problemi adolescenziali, documentari che scovano personaggi e memorie dimenticate: una grande varietà di temi, generi e formati che testimoniano la vitalità e l'interesse dei 14 film del Concorso Spazio Torino.
FUORI CONCORSO - DOC 2005 (del 08/11/2005)
I 9 titoli che compongono questa sezione sono difficilmente assimilabili l'un l'altro, anche se sono tutti legati a percorsi tematici e personali che il festival segue da sempre.
CONCORSO SPAZIO ITALIA (del 08/11/2005)
Dall'animazione al 3D, tra digitale e 35mm, videocamere di sorveglianza (onnipresenti) e super 8: molteplici sono i formati in cui sono filmate le 20 opere del Concorso Spazio Italia 2005.
FUORI CONCORSO (del 08/11/2005)
Un cinema fatto di visioni personali, cinema d'autore e cinema di genere (in anteprima europea l'ultimo thriller-horror di Kurosawa Kiyoshi) caratterizzano il Fuori Concorso. Sezione flessibile, è quella in cui il Festival offre il 'proprio' punto di vista critico, portando a Torino i momenti più intensi e significativi della produzione dell'anno.
CONCORSO INTERNAZIONALE LUNGOMETRAGGI (del 08/11/2005)
Il Concorso Internazionale Lungometraggi di TFF 2005, è la sezione principale del Festival, dedicata alla ricerca e alla scoperta dei nuovi autori del cinema contemporaneo. Sono ammesse opere prime o seconde e solo eccezionalmente terze. 14 i titoli scelti, in buona parte provenienti da paesi europei.
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