DVD - "Prénom Carmen", Jean-Luc Godard
"Arrangiatevi!", sussurra Godard allo spettatore, che dovrebbe chiudere gli occhi invece di aprirli. "Prenom cinema" che non trascina mai e già in partenza, prima di partire, ancor prima di pensare di partire, mette contro la ripresa e il montaggio, il dialogo e la storia. Leone d'Oro a Venezia, è distribuito da Medusa e prodotto da Raro Video.

Titolo originale: id.
Anno: 1983
Durata: 81'
Distribuzione: Medusa Home Entertainment
Genere: Drammatico
Cast: Maruschka Detmers, Jacques Bonaffé, Myriem Roussel, Christophe Odent, Jean-Luc Godard,
Regia: Jean-Luc Godard
Formato DVD/Video: Full Screen
Audio: Dolby Digital Stereo in francese e italiano
Sottotitoli: inglese, italiano
Extra: credits curatori del dvd; selezione scene; videointervento di Bernardo Bertolucci; videocosa di Enrico Ghezzi; Godard e il suo cinema visto da Labarthe
IL FILM
Aver catalogato un film di Godard, come drammatico, è già una forzatura, una meschinità, una terribile ossessione che combatte l'instabilità e ricompone drammaticamente la macchina cinema. Prenom Godard però viene sempre prima, poco prima, in anticipo, anche soltanto due ore prima di girare, per dettare le battute, riassestare la macchina scombinata del giorno prima. "Arrangiatevi!", sussurra allo spettatore, che dovrebbe chiudere gli occhi invece di aprirli, costretto a credere che se la merda fosse oro, i poveri nascerebbero senza culo. Prenom cinema che non trascina mai e già in partenza, prima di partire, ancor prima di pensare di partire, mette contro la ripresa e il montaggio, il dialogo e la storia. La linearità è una bestemmia, una volgare imperfezione, un temibile errore, la rinuncia a cercare per non trovare. Il cinema di Godard, non apre universi infiniti, al contrario, limita il mondo nei confini personali, perché è proprio del linguaggio (anche cinematografico) chiudere in un angolo la tecnica e la creatività. La libertà sta nell'uscire dal fare e non fare, dire e non dire, pensare e non pensare, agire e non agire; nell'uscire dal proibito e permesso, lecito e illecito, d'accordo e non d'accordo. Godard non obbliga a pensare al cinema a ogni istante del girato, lascia che lo sguardo "visiti" senza guida, la mostra delle atrocità sublimi, fissando il bello delle immagini, potendole toccare e sfigurare. Con questo film(?) vince il Leone d'Oro a Venezia, parlando di sogni e polizia: entrambi necessari, entrambi avversari. È difficili stabilire se Godard, sommi, sottragga, divida o moltiplichi: in mano ha una macchina, non una calcolatrice, nella testa ha la Storia e la politica, il montaggio di una catena e non la catena di montaggio. "Prenom Carmen" non è affatto una precedenza sequenziale determinante la causalità: è la trasgressione della direzionalità, l'essenza/assenza della causa, il "fuori sequenza", il poema della temporalità invertita, la fisica della contiguità ricomposta. Il caso è la necessità, la causa è il film che finisce. Ma la storia non finisce. Il seguito è come se l'avessimo visto prima, la fine della storia ha preceduto (ha superato, oltrepassato) la fine del film, mentre l'inizio del film ha preceduto (ha soltanto anticipato) quello della storia. Godard nel film vorrebbe vivere in ospedale in cura, per sempre, perché non trova un filo logico importante, che parli un po' di tutto e un po' di niente, vorrebbe essere "assorbito" dalla comunità, ma non è gravemente colpito, non ha perduto niente dei suoi gradi materiali di libertà, proprio come tutti i suoi personaggi, pieni di vita, proprio come quelle chiazze di colore vicine a corpi senza vita: non è sangue, è rosso...

IL DVD
Il DVD in questione ha certamente un valore importante, per svariati motivi. Innanzitutto è, dal punto di vista tecnico, un buon prodotto e poi, si tratta comunque di un grande autore e di un grande film. Poco da eccepire sul "Full Screen", ben confezionato ed anche sull'audio quasi impeccabile, sia nella versione originale in francese che in quella italiana. I sottotitoli non ci sono per il film ma solo per i contributi "extra", arricchiti dall'inglese e dall'italiano. Dieci sono le scene selezionabili e, in più, si possono trovare i credits delle case che hanno lavorato per la realizzazione del prodotto. A tal proposito, va sottolineato che il DVD è distribuito da Medusa, prodotto da Raro Video e curato da "Eccentriche Visioni", con la quale ha partecipato anche Enrico Ghezzi. Tra i contenuti speciali ci sono: il "videointervento" di Bernardo Bertolucci, la "videocosa" di Enrico Ghezzi e un intervento di Labarthe sul cinema di Godard. Il videointervento di Bertolucci (che dura circa 35 minuti ed è ripreso dalla videocamera non certamente professionale di Ghezzi) è soprattutto una rievocazione di incontri e di discorsi avvenuti negli ultimi anni tra il regista italiano e l'ispiratore della nouvelle vague. Enrico Ghezzi, invece, nel suo studio (o in uno dei suoi studi), si fa riprendere da un suo collaboratore (sempre con la stessa videocamera usata con Bertolucci) e parla dell' amore per Godard per quasi venti minuti. Infine, gli ultimi 15 minuti sono dedicati al grande documentarista, filosofo e critico francese, Andrè Labarthe, conosciuto soprattuto per aver realizzato la serie Cinéastes de notre temps e Cinéma de notre temps. Labarthe, con una chiarezza di linguaggio e una profondità di pensiero non comuni, riesce a farci amare ancora di più il cinema di Jean-Luc Godard, parlando non solo del regista, ma anche del critico e del teorico Godard.
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