DVD - "I 3 aquilotti" di Mario Mattoli

Amicizia, aerei da guerra e un amore contrastato fanno di I 3 aquilotti un piccolo classico popolare. Equilibrato nel non cercare mai il consenso facile, e nello scartare continuamente tra commedia di costume e drammaticità generalista, è un bell’esempio di cinema, che nonostante il peso delle ideologie imposte è in grado di trasmettere un ritratto d’epoca vivace. In dvd per Ripley’s Home Video.

I 3 aquilottiTitolo originale: id.
Anno: 1942
Durata: 80’
Distribuzione: Ripley's Home Video
Genere: Commedia
Cast: Alberto Sordi, Leonardo Cortese, Mario Liberati, Riccardo Fellini, Leo Cattozzo
Regia: Mario Mattoli
Formato DVD/video: 1.33:1
Audio: Italiano Dolby Digital 1.0
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Extra: Brochure originale; Scene censurate


IL FILM

Con I 3 aquilotti il veterano della commedia Mario Mattoli mette in scena un dramma bellico solido e consapevole. Si potrebbe scherzosamente definire come il Top Gun dell’Italietta dei balilla, una versione all’amatriciana delle stesse avventure aeree. Soggetto scritto da Tito Silvio Mursino, anagramma di Vittorio Mussolini. Sceneggiato dal regista e da Alessandro De Stefano, con la partecipazione non accreditata di Roberto Rossellini – da cui le tante analogie con il suo Un pilota ritorna – venne presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. É la storia di tre amici, Mario, Marco e Filippo, militari all’Accademia di Caserta, in procinto di terminare il corso da piloti. Una giovane donna, sorella di uno e amata da un altro, rompe il cameratismo del terzetto che si ricompone, quando scoppia la guerra, grazie all’eroismo di Mario che salva Marco, precipitato in territorio nemico e gravemente ferito. Aldilà della retorica politica facilmente intuibile – corretta però dalla seconda edizione della pellicola, uscita di nuovo nelle sale nel 1957 privata dei riferimenti alla Gioventù Littoria – la tragedia popolare regge grazie all’alchimia dei tre protagonisti, tra i quali spicca, per laI 3 aquilotti prima volta in avanscoperta, il volto brillante del giovane Alberto Sordi, per la quarta volta nella sua carriera sul set.

Tanti dialoghi, non particolarmente teatrali, garantiscono ampio respiro alla spettacolo, che solo raramente si affida, come potrebbe, alle sequenze in cielo, che fungono piuttosto da raccordo emotivo. Nel delineare lo spirito del gruppo l’occhio della regia indaga curioso tra abitudini, vezzi e tradizioni di un’epoca dove libertà e rigore convivono fianco a fianco: mano a mano che lo sguardo si definisce spariscono i comprimari e l’oggetto d’esame diventa sempre più specifico: dal corpo militare ad un ristretto gruppo di ragazzi, e così di seguito, a stringere gradualmente sulle tre figure centrali. Con una tattica ben velata Mattoli evita la caricatura di costume, sempre rischiosa, e lascia che siano gli attori a dettare i tempi, e a padroneggiare, in qualche circostanza improvvisando, la gradevole alternanza di leggerezza e impegno. Il finale un po’ prevedibile, ma non privo di un coté sentimentale, chiude il cerchio con coerenza, tornando a elogiare, con il supporto degli inni popolari cantati a pieni polmoni, quella collettività sì imperfetta ma soprattutto amabile di cui è permeata l’opera.

  

 

IL DVD

Il lavoro di digitalizzazione operato da Ripley’s Home Video è eccellente. Salta subito all’occhio la cura della trasposizione video, praticamente priva di difetti o artefatti. Vista l’età anagrafica della pellicola pare davvero un gran miracolo tecnologico. Il quadro fullscreen brilla di luce propria, regalando alla luminosa fotografia di Anchise Brizzi nuova vita. Il bitrate medio, inferiore ai 3.5 Mb/s, è sufficiente a garantire una qualità costante. I 3 aquilottiUgualmente smagliante la sezione audio, con la traccia in italiano presentata in Dolby Digital monografico ma ben ripulita da ogni smagliatura del tempo. Nel disco sono presenti anche i sottotitoli in lingua italiana per i non udenti. I menu animati portano alla sezione extra, che dimostra un impegno superiore alla media dell’editore nel voler proporre, per un titolo secondario, un surplus che possa soddisfare tutti i palati, non necessariamente solo quelli cinefili. La riproposizione fotografica della brochure originale, un vero e proprio booklet, dettagliato nei testi e illustrato a dovere, è sinonimo di rigore filologico, con un’opera cinematografica scandagliata come se fosse un reperto nella bacheca di un museo. Stesso intento rivela, in maniera ancora più approfondita, l’esame delle scene censurate nella seconda versione del film, uscita nel 1957 ed epurata da saluti romani, scritte pro-Fascismo e atteggiamenti ormai considerati diseducativi. Lo split screen è interessante per notare come i tagli di montaggio siano quasi invisibili, in ciò esemplari nel trasformare un pamphlet dal sottofondo di regime in puro e semplice melodramma di guerra. Lode a Ripley’s che ha portato alla riscoperta di un titolo poco conosciuto proponendolo in un’edizione decisamente superiore alle più rosee aspettative.

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