FILM in TV - "Un turco napoletano", di Mario Mattoli

Frizzante e inventivo, l’irrefrenabile Totò attraversa con la sua solita eleganza il set di Un turco napoletano di Mario Mattoli. È il geniale meccanismo della commedia, filtrata da una messa in scena rutilante, che realizza questo cinema con la sincera voglia di divertire, e lanciare scandalosi messaggi per un pubblico che lentamente si stava trasformando. Sabato 17 maggio ore 14,00 La7. VIDEO

Un turco napoletano

Un turco napoletano è una pochade nata dalla penna di Eduardo Scarpetta trasformata in un godibilissimo film nel 1953 da Mario Mattoli, mai sufficientemente apprezzato per le sue spiccate caratteristiche nobilmente “artigiane”.

Scambiato per un eunuco, Totò (Felice Sciosciammocca) si introduce, sostituendosi ad un eunuco turco, in casa di un ricco commerciante che gli chiede, sicuro dei fatti suoi, di badare alla moglie e alla figlia di cui è gelosissimo. Tra doppi sensi e l’attenzione delle belle donne di cui si circonda, Totò diventa il loro confidente, ma aiuterà alla fine anche il suo “padrone”.

Frizzante e inventivo, l’irrefrenabile Totò attraversa con la sua solita eleganza il set, mangiando letteralmente la scena agli altri comprimari, di non trascurabile entità, anzi, alcuni di prima grandezza: Carlo Campanini. Isa Barzizza, una esordiente Valeria Moriconi, Aldo Giuffrè e il solito Mario Castellani immancabile spalla dell’attore napoletano.

Film modernissimo quanto ardito nel suo assunto. Nel 1953 non era certo semplice o facile fare spettacolo, popolare e adatto a tutte le età, su un aspetto che riguardava la sessualità talmente marcato e privo di mascheramenti come accade con questo film. Solo il geniale meccanismo della commedia, filtrata da una messa in scena rutilante, senza tempi morti o concessione ad alcuna pretesa autoriale, poteva realizzare questo cinema che ha la sincera voglia di divertire, lanciando però precisi scandalosi messaggi ad un pubblico che lentamente stava mutando gusti anche grazie al lavoro subliminale degli autori più avvertiti. Non si vuole qui assimilare questo film alla commedia di costume, più pensosa e scopertamente a tema sull’argomento (La voglia matta), ma, guarda caso dello stesso anno è Amore in città film collettivo (Risi, Lizzani, Maselli, Antonioni Fellini, Lattuada) che della mutazione, lenta e progressiva, del costume costituisce una sorta di compendio necessario per intendere il clima di quegli anni sul tema. Eppure, a ben guardare i due film, nonostante una certa sfrontatezza di alcuni episodi (Lattuada), Un turco napoletano sembra addirittura avanti, forse perché non ha la necessità di razionalizzare la questione, ma la popolarizza attraverso l’irriverente causticità di Totò.

Girato nei colori accesi propri di quegli anni, Un turco napoletano appartiene a quei film che si rivedono sempre con piacere, non solo per l’arte di Totò, ma per la freschezza e la purezza che conservano. Forse l’arte è tutta qui, nella autentica attualità dell’opera a cui per questa ragione si dà l’appellativo della classicità.

 

 

Titolo originale: Un turco napoletano

Regia: Mario Mattoli

Interpreti: Totò, Carlo Campanili, Isa Barzizza, Aldo Giuffrè, Mario Castellani, Valeria Moriconi

Durata: 86’

Origine: Italia, 1953

Sabato 17 maggio ore 14,00 La7

 

 

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