"L'Italia oggi sembra una riunione condominiale". Incontro con Carlo Verdone


All’anteprima stampa dell’ultimo film di Carlo Verdone erano presenti l’attore e regista romano con il fedele sceneggiatore Pasquale Plastino e gli attori Laura Chiatti, Anna Bonaiuto, Marco Giallini, Sergio Fiorentini e Angela Finocchiaro. Io loro e Lara uscirà nelle sale italiane il 5 gennaio in 650 copie. Per Verdone è stata l’occasione per parlare del suo cinema, le sue ambizioni future, ma anche per “scherzare” sulla sfida ravvicinata con Avatar di James Cameron

carlo verdone e laura chiatti“Se fosse uscito – come inizialmente avevano detto – a Natale saremmo stati tutti più tranquilli. Cercherò di tenere testa a Cameron. Con Muccino, invece, c’è un patto di non belligeranza che impone una distanza di almeno due settimane.”
 
Ancora una volta interpreta un prete.
 
"Sì è vero. Ma questa volta il mio prete non è paragonabile a quelli che ho interpretato in Un sacco bello, Acqua e sapone e Viaggi di nozze. Lì erano volutamente macchiettistici, erano personaggi melliflui, mentre il mio Carlo voleva essere maggiormente intenso e stratificato".
 
Questo film sembra essere soprattutto una riflessione sull’Italia e sul problema degli immigrati. Era nelle sue intenzioni?
 
"È uno dei temi del film. Senza dubbio. L’Italia è un paese diffidente, una diffidenza talmente cruda che può facilmente sfociare nel razzismo. A mio parere qui da noi – a differenza che in Germania e Inghilterra, dove comunque non mancano i problemi – mancano le strutture di accoglienza. Il nostro soprattutto in questi tempi è un paese molto diviso. Anche per questo volevo chiudere il film con una immagine di concordia".
 
C’è un po’ di malinconia in questo film?
 
"C’è sempre stata malinconia nel mio cinema. Dai tempi di Un sacco bello. Fa parte del mio carattere e del mio modo di fare cinema".
 
Che rapporto ha avuto con Laura Chiatti? Come mai ha deciso di cambiarle il look?
 
"Con Laura ci incontrammo due anni fa a Sorrento. Le dissi che mi sarebbe piaciuto lavorare con lei e mi rispose immediatamente di sì. Io l’ho voluta castana anziché bionda perché mi interessava avesse un aspetto bello ma meno statuario. Mi serviva una bellezza più semplice, volevo sentirla più vicina al mio personaggio e a questa storia umile. Volevo un po’ la ragazza della porta accanto. In generale, però, devo dire che l’intero cast era speciale. Ho lavorato con attori bravissimi. Giallini è stata una rivelazione e Anna è una delle attrici teatrali migliori che abbiamo".
 
Il tuo è un personaggio molto morale.
 

"Sì. Lo considero un grande complimento. Per me oggi la parola “etica” ha un valore di grande avanguardia. Un po’ dappertutto stiamo perdendo il senso della civiltà. L’Italia di oggi sembra una grande riunione condominiale, dove tutti fanno chiasso e hanno voglia di apparire. Volevo raccontare una persona perbene, non il solito cialtrone borghese. Il sacerdote non come predicatore, ma come persona normale e semplice. E comunque chi mi vorrà da oggi in poi dovrà sapere che farò sempre i film a modo mio, dopo trent’anni voglio dedicarmi a fare film corali e personali. Credo di potermelo permettere".

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