DVD - "Testa o croce", di Piero Pierotti
Sottoprodotto tra i meno noti del florido filone all'italiana, il western di Pierotti, in dvd ora con Medusa, si fa notare per la sua eccentricità e sgangheratezza, rivelando a tratti potenzialità da cult. Ma la grossolanità endemica, frutto della sua natura di prodotto di consumo immediato e brutale, è troppo flagrante per sottrarlo all'anonimato all'interno di un genere intasato. Da Medusa
Anno: 1969
Durata: 95'
Distribuzione: Medusa Home Entertainment
Genere: western
Cast: John Ericson, Sheyla Rosin, Daniela Surina, Franco Lantieri, Edwige Fenech, Ugo Pagliai, Isarco Ravaioli, Dada Gallotti, Loris Gizzi, Maria Teresa Piaggio
Regia: Piero Pierotti
Formato DVD/Video: 1.85 PAL
Audio: italiano mono dolby digital - 2.0, italiano dolby digital - 5.1
Sottotitoli: italiano per non udenti
Extra: trailer, cast artistico e cast tecnico
IL FILM
Le allegre e discinte ballerine del saloon di Plata City non sono ben viste dall'agguerrito comitato di quacchere locale, così quando il banchiere viene trovato morto nel letto di una di loro sembra tutto pronto per il linciaggio. Lo sceriffo decide di spedire la ragazza fuori città affidandola alla scorta dei suoi due vice, i quali però si approfittano di lei e l'abbandonano mezza morta nel deserto. La ritroverà un fuorilegge ritiratosi a vita privata, se ne innamorerà all'istante e si lancerà nella vendetta.
L'eroismo dell'ex-fuorilegge che si batte per vendicare l'offesa arrecata a una donna dai costumi "facili" non può non far venire in mente Gli spietati, ma con Testa o croce ci troviamo in territori affatto diversi, quelli di un sottoprodotto tra i più oscuri della fortunata stagione dello spaghetti western. Per l'esattezza, uno dei ventiquattro (ma la cifra è approssimata per difetto) esemplari censiti nell'annata 1969, tra le più prolifiche per il filone reso immortale da Sergio Leone. Non che Testa o croce, regia del mestierante pisano Piero Pierotti (L'arciere nero, La scimitarra del Saraceno, Zorro il ribelle), non presenti motivi di interesse, risiedenti soprattutto nella sua eccentricità e in fondo nella sua stessa ostentata, ingenua sgangheratezza.
A cominciare dal cast a dir poco eterogeneo, che vede nei due ruoli principali un volto noto della serie B degli anni '60-'70, John Ericson (al secolo Joseph Meibes, aus Düsseldorf), e la giovane slovena Spela Rozin (che diventa Sheyla Rosin nei credits); in seconda battuta Ugo Pagliai, in una delle sue prime apparizioni sul grande schermo, una Edwige Fenech appena ventenne e poi un piccolo stuolo di caratteristi del cinema sotterraneo di quegli anni. Il plot, scritto dallo stesso Pierotti, è piuttosto articolato e mantiene desta l'attenzione dello spettatore, in virtù di una struttura investigativa quasi da thriller, inusuale per il genere, che scioglie l'intreccio solo nel finale. In colonna sonora si fanno notare le digressioni rock sulla classica base western ad opera di Carlo Savina, veterano dello spaghetti (Johnny Oro, Anche nel West c'era una volta Dio) e non solo (Una vita difficile, Prova d'orchestra). Qua e là i presupposti per una possibile - più o meno volontaria - consacrazione cult: la Fenech che implora Ericson di lasciarle castrare un uomo con le sue mani; il cattivissimo Serpente/Lantieri che sgozza pecore e ne beve il sangue; la dark lady sadomaso Daniela Surina, assetata di violenza e di sesso; la passione che divampa tra Ericson e Rozin immersi in un fiumiciattolo paludoso dalle acque torbidissime, tendenti al marrone.
Per contro, il film sconta la ristrettezza di mezzi e di vedute di un'operazione produttiva assai spiccia. La grossolanità endemica della messa in scena, l'approssimazione nella cura dei dialoghi e nella direzione degli attori sono frutto della sua natura essenzialmente di prodotto di consumo immediato e brutale, destinato all'anonimato nell'affollato archivio del western all'italiana. È l'ultimo film prodotto dalla Tirrenia Film e girato negli storici studios vicino a Pisa, probabilmente in quattro e quattr'otto per non perdere il treno che da una Plata City qualsiasi in quegl'anni portava dritto al botteghino.
IL DVD
A più di quarant'anni dalla distribuzione in sala, Testa o croce arriva in home video grazie alla Medusa Home Entertainment, nella collana "I grandi western italiani". La resa video del dvd, nonostante qualche sgranatura, si può dire buona. I colori vividi della fotografia originaria di Fausto Zuccoli risaltano appieno dal disco (vedi le scene all'interno del saloon e in casa della Surina), certo anche in virtù di un ulteriore trattamento in fase di digitalizzazione. Due le tracce audio selezionabili, in 2.0 e 5.1, sempre in italiano, per una qualità complessivamente discreta, dalla quale emerge però impietoso un doppiaggio molto scarso, spesso a rischio ridicolo. Disponibili i sottotitoli per i non udenti. Tra gli extra troviamo il trailer (originale?) del film e le liste - incomplete - dei membri del cast e della crew.
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