SOUNDTRACKS - Thomas Newman, "Revolutionary Road"
Utilizzando tutti gli elementi musicali che compongono il suo bagaglio compositivo (archi, tastiere, suoni elettronici), la partitura musicale di Newman affronta la deriva esistenzialistica del film di Mendes ripudiando il citazionismo cinquantesco, in favore di una trasparenza diegetica mai invasiva, che alterna impennate fluidamente liberatorie a parentesi angosciose
Autore tra i più prolifici e innovativi del panorama cine-musicale hollywoodiano, grande esponente dell'orchestrazione elettronica, Thomas Newman (figlio del celebre compositore Alfred Newman) da circa dieci anni porta avanti con Sam Mendes una collaborazione prolifica e costante (American Beauty, Era mio padre, Jarhead e, appunto, Revolutionary Road). In una stagione particolarmente ispirata - dello stesso Newman è infatti la magnifica partitura musicale per Wall-E - Revolutionary Road segna forse il risultato più intenso raggiunto dall'accoppiata Mendes-Newman, fino a rappresentare in modo quasi esemplare la maturità di percorso raggiunta dai due autori.
Il cinema di Sam Mendes è sempre stato uno degli esempi più espliciti di perfetto equilibrio artigianale tra musica, scrittura e apparato visivo. E' proprio da questa perfetta formula realizzativa che nasce probabilmente quella assenza di sguardo che i detrattori del cineasta inglese continuano a giudicare con perplessità. E in effetti il suo cinema, denso di un formalismo abbagliante e allo stesso tempo minuziosamente costruito, sembra essere, sin da American Beauty , territorio di connessione, non esente da freddezza, tra la concettualità razionale e ipnotica di atmosfere che, semplicisticamente, potremmo definire neominimaliste, e la pastosità (il)luminista del quadro (le immagini fotografiche di Conrad Hall prima e Roger Deakins oggi). In realtà con l'ultimo Revolutionary Road il meccanismo mendesiano oltre a raggiungere il livello cinematograficamente più alto, arriva anche formalmente a condensare una propria trasparenza sinestetica. E qui entra in ballo la magnifica partitura di Newman, mai invasiva e anzi perfettamente adiacente alla diegesi. Una colonna sonora che ripudiando espressamente il citazionismo cinquantesco, ribadisce la notevole distanza, riscontrabile anche nella verginità fotografica perseguita da Roger Deakins, dal recupero filologico compiuto qualche anno fa da Todd Haynes ed Elmer Bernistein in Lontano dal paradiso.
Due sono le linee tematiche perseguite dal compositore americano nelle tracce musicali: il canone matematico e ossessivo della prigione sociale (la Famiglia, i tradimenti di Frank) e la stravaganza onirica (depressione di April/crisi matrimoniale). Utilizzando tutti gli elementi musicali che compongono il suo bagaglio compositivo (archi, tastiere, suoni elettronici), la colonna sonora affronta la deriva esistenzialistica del film di Mendes alternando la fluidità orecchiabile del tema per archi (Route12, Revolutionary Road End Title), che nel film ha il suo corrispettivo espressivo nelle carrellate liberatorie del personaggio interpretato da Di Caprio, a improvvise derive angoscianti non prive di sonorità cupe e ancestrali - si veda il brano Night Woods, presente nella sequenza della fuga nei boschi, quella probabilmente più estrema e abissale dell'intero film, ma anche la breve e stravagante A Bit Whimsical, con cui viene a compiersi forse l'unico momento emotivamente liberatorio della April di Kate Winslet, quello dello swing tra lei e il vicino di casa, che la musica di Newman trasforma in proiezione mentale della donna.
TRACK LIST:
1. Route 12
2. Picture Window
3. Bright Young Man
4. Hopeless Emptiness
5. Unrealistic
6. Count Every Star
7. Simple Clean Lines
8. Speaking of Production Control
9. Golden People
10. Night Woods
11. Crying in the Chappel
12. April
13. A bit whimsical
14. Revolutionary Road (End Title)
15. The Gypsy
The Shawshank Redemption (Le ali della libertà), 1994
Little Women (Piccole donne), 1994
People vs. Larry Flint (Larry Flint), 1996
American Beauty, 1999
The Green Mile (Il miglio verde), 1999
Erin Brockovich, 2000
Six Feet Under, 2001
Finding Nemo (Alla ricerca di Nemo), 2003
Angels in America, 2003
Lemony Snicket's a series of unfortunate events (Lemony Snicket), 2004
The Good German (Intrigo a Berlino), 2006
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