SOUNDTRACKS - Marvin Hamlisch, "The Informant!"
Soderbergh come al solito ri-mastica il (suo) cinema, quasi intuendo che la neutralità formale del suo sussurrato sperimentalismo non possa fare a meno di dare ampio margine di esibizionismo alla partitura di Hamlisch. E quest’ultimo raccoglie il dono soderberghiano divertendosi a elaborare di grado in grado tutte le scale cromatiche e acustiche del suo repertorio
L’idea di contattare il grande Marvin Hamlish per la colonna sonora di The Informant! è venuta in mente a Steven Soderbergh e al produttore Gregory Jacobs mentre stavano rivedendo Il dittatore dello stato libero di Bananas. E’ stato infatti proprio collaborando nei primi film di Woody Allen (Prendi i soldi e scappa e, appunto, Bananas) che il musicista newyorkese ha iniziato una grande carriera come compositore di musica per film a Hollywood, culminante con gli Oscar per Come eravamo di Sidney Pollack e La stangata di George Roy Hill. Compositore poliedrico e in grado di spaziare con disinvoltura e grandissima abilità artistica in vari contesti musicali – non a caso è stato vincitore a oggi di tutti e quattro i riconoscimenti maggiori in ambito musicale (Grammy, Tony Award, Emmy e, ovviamente, Academy Award) – era da alcuni anni che Hamlish mancava nei credits delle più importanti produzioni hollywoodiane. Serviva, quindi, un cineasta raffinato e manifestatamente cool come Soderbergh per riproporre a pubblico e cinefili il sound di Hamlisch che, a sua volta, dimostra qui di trovarsi particolarmente a suo agio con la formula-Soderbergh, in particolare quella “commerciale” alla Ocean’s eleven.
Quattordici tracce che rinvigoriscono la leggenda Hamlisch, lavorando su una filologia anni sessanta e settanta dal fascino anacronistico innegabile e capace di fondere assieme atmosfere nostalgico-crepuscolari a impennate sarcastiche, rimasticando con una maestria tutta personale Bacharach, Lalo Schifrin e Frank Sinatra. Memorabile il brano d’apertura ‘The Informant’, perfettamente in grado – sin dai titoli di testa – di condensare le atmosfere spionistiche della storia e la vena carica di stanca tristezza che accompagna la vicenda grottesca e patologica del protagonista. Un pezzo il cui romanticismo vecchio stampo viene gradualmente smorzato dalla baldanzosa 'Meet Mark', un po’ burlesca e adatta (come altri brani successivi) nel rispecchiare l'altra anima del film, ovvero lo sguardo consapevolmente grottesco con cui viene raccontata la "storia americana" fatta di inganni, bugie, verità involontarie e idealistiche in The Informant!. La traccia jazz 'Trust me' è l’unica canzone del film. Cantata da Steve Tyrell chiude la pellicola accompagnando le didascalie che raccontano le vicissitudini dei personaggi e i titoli di coda.
Nel complesso l'operazione funziona quasi perfettamente. Soderbergh come al solito ri-mastica il (suo) cinema, quasi intuendo che la neutralità formale del suo sussurrato sperimentalismo non possa fare a meno di dare ampio margine di esibizionismo alla partitura di Hamlisch. E quest’ultimo raccoglie il dono soderberghiano divertendosi a elaborare di grado in grado tutte le scale cromatiche e acustiche del suo repertorio, forse rinunciando (consapevolmente?) all’utopia cinemusicale del perfetto connubio ascolto-visione, ma rinvigorendo a suo modo la tradizione del recupero filologico sempre molto in voga in certo cinema americano contemporaneo e soprattutto rilanciando vertiginosamente la supremazia di un'autorialità musicale su quella filmica.
Marvin Hamlisch - "Cause I believe in Loving" Titoli di coda BANANAS
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