CANNES 59 - "Parla con tua madre...". Incontro con Pedro Almodovar

In Concorso Pedro Almodovar con "Volver" (Ritornare), storia di tre generazioni di donne, intimista ai limiti del fantastico, nella quale il regista catalano lascia sfogare liberamente la sua passione per il mondo femminile. E' gia' un successo in Spagna, che nella prima settimana ha incassato piu' di tre milioni di euro.

In Concorso Pedro Almodovar con Volver (Ritornare), storia di tre generazioni di donne, intimista ai limiti del fantastico, nella quale il regista catalano lascia andare liberamente la sua passione per il mondo femminile. E' il ritorno di una madre che le figlie, la nipote e tutto il paese di origine credono morta e appare come fantasma ai suoi cari. Dopo il premio alla regia del 1999 con Tutto su mia madre, Almodovar ritorna a lavorare con le due attrici di Donne sull'orlo di una crisi di nervi: Penelope Cruz (la figlia), Carmen Maura (la madre. E' gia' un successo in Spagna, che nella prima settimana ha incassato piu' di tre milioni di euro. Grandi applausi alla fine della proiezione e per consacrare l'amore che la Francia nutre per questo autore, per tutto il mese di giugno la Cinémathèque Française dedichera' una retrospettiva completa sul cinema.

 

Dopo La Mala Educacion e' ritornato al mondo femminile...

I miei film credo siano difficili da raccontare e a riassumere velocemente. Anche questo ennesimo film sul mondo femminile non fa eccezione nonostante per me non sia stato un inferno come il film precedente. Questa volta non ho sofferto per niente a girare Volver: ho potuto lavorare forse in un campo a me piu' congeniale. Comunque La Mala Educacion  mi ha insegnato che non bisogna mai arrendersi e lottare per un progetto.

 

Cosa rappresenta il titolo del film?

Per me il titolo ingloba una pluralita' di ritorni. Sono tornato con questo film un po' piu' alla commedia, sono tornato all'universo femminile, alla regione de La Mancha, sono ritornato a lavorare con due attrici che amo tanto, sono ritornato alla maternita', come origine della vita e della fiction. Tutto naturalmente per mia madre: ritornare in questa regione e' sempre un ritorno al seno materno. Durante la scrittura e le riprese, mia madre e' stata spesso "presente". Io non so se questo film e' bello, ma sono sicuro che sia riuscito a farmi bene. Ho l'impressione che non sara' una sensazione passeggera.

Cos'e' la morte?

Nel film provo a parlare della disperazione ineluttabile di tutto cio' che e' vivente. Io non riesco ad accettarla e a comprenderla. Il principale ritorno del film e' quello della madre/fantasma che appare alle proprie figlie. Non so cosa sia la morte, ma posso dire che per fare un film come questo e per fare il cinema in generale ci vuole piu' pazienza che talento. Bisogna saper aspettare anche la morte. Negli ultimi tempi sono stato preso da una terribile anzieta' che non mi ha lasciato lavorare tranquillamente. Grazie a questo film, ripeto, sono riuscito a ritrovare un grande tranquillita' che mi ha permesso di rivivere. Ho ritrovato anche la pazienza... Mia madre non mi e' apparsa, ma l'ho sentita sicuramente piu' vicina la sua presenza. Il film, se vogliamo, e' anche un omaggio ai riti sociali praticati dalla gente del mio villaggio. I morti non muoiono mai. Ho sempre ammirato ed invidiato la naturalezza con la quale la gente parla di propri morti, coltivando la loro memoria e tenendo pulita regolarmente la loro tomba. Io non ho mai accettato la morte, non voglio comprenderla, pero' oggi posso guardarla senza disperarmi. Comincio a credere che essa esista.

Fin dove vuole arrivare Volver?  

Direi che il film e' una commedia drammatica. Ha sia delle scene divertenti che drammatiche. Il tono vorrebbe essere quello di un'imitazione della vita vera. E' piuttosto agitato da un naturalismo surreale. Io ho sempre mischiato i generi e continuero' a farlo. Il fatto che vi sia un fantasma nella storia, diventa un elemento assolutamente comico se viene trattato realisticamente. Quando si tende a passare da un registro all'altro senza soluzione di continuita', e' sempre meglio adottare un'interpretazione naturalista che renda verosimile la situazione. Il film, poi, e' sulla famiglia, e' fatto in famiglia. E' una famiglia di solo femmine.

 

Nel film sembrano espliciti alcuni rimandi al cinema italiano...

E' vero. Io adoro il cinema italiano. Adoro Visconti soprattutto. Anche il personaggio di Penelope vuole ricordare grandi attrici come la Cardinale, Sofia Loren e Anna Magnani. Basta guardare il suo look ed anche l'abbinamento dei colori o la capigliatura. Questo dimostra la grande universalita' di quelle donne, apparentemente limitate nei propri confini nazionali. Spero dimostri anche che non era mia intenzione parlare di mia madre, ma di tutte le donne che ho conosciuto nella mia giovinezza. 

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