Cannes 59 - "Volevo scrivere su Los Angeles qualcosa di molto simile ad una lettera di amore e di odio...". Incontro con Richard Kelly

Oggi e' stato presentato in concorso al Festival di Cannes il nuovo film del giovane regista americano Richard Kelly, classe 1975, gia' autore di "Donnie Darko", per il quale ha vinto nel 2001 il premio per la migliore opera prima agli Independent Spirit Awards.

Oggi e' stato presentato in concorso al Festival di Cannes il nuovo film del giovane regista americano Richard Kelly, classe 1975, gia' autore di Donnie Darko, per il quale ha vinto nel 2001 il premio per la migliore opera prima agli Independent Spirit Awards. Ambientato nella Los Angeles del 2008, in cui un attacco nucleare ha fatto piombare gli Stati Uniti in guerra. La nazione per sopperire alla mancanza di carburante ha costruito un generatore di energia che funziona grazie ai flussi dell'oceano, ma che altera la rotazione della terra.

 

 

Quando le e' venuta l'idea per questo film ?

 

Ho iniziato a scrivere Southland tales dopo la presentazione di Donnie Darko al Sandance Film Festival nel 2001, volevo scrivere su Los Angeles, una citta' che non riesco a smettere di amare, qualcosa di molto simile ad una lettere di amore e di odio. Nei mesi successivi ci sono stati l'11 settembre, il Patriot Act e la guerra in Iraq, ho, allora, aggiunto al testo alcuni aspetti politici, oltre ad arricchirlo grazie all'influenza di scrittori come Phillip K. Dick e Kurt Vonneghut.

 

C'e' un aspetto satirico che attraversa Southland tales, vorremmo ce ne parlasse?

 

Si, il film e' una commedia sulla fine del mondo, a Los Angeles ci sono molti fondamentalisti che pensano che sia vicina; inoltre sono stato sempre affascinato dall'Apocalisse di Giovanni, penso che sia impossibile decifrare il simbolismo nascosto che il libro contiene. Ma Southland tales racconta che la fine del mondo avverra' per mezzo di un'esplosione nucleare.

 

Quali sono stati i film che l'hanno maggiormente influenzata?

 

Non si puo' non pensare ad un film come Il grande Lobowski di Joel Coen, che resta un modello per quanto riguarda l'attenzione rivolta agli elementi piu' volgari della cultura di Los Angeles. E poi era un film caratterizzato da un diffuso senso di decadenza.

 

Nel film si vede una sequenza tratta da Un bacio e una pistola di Robert Aldrich; e' un regista da lei particolarmente amato?

 

E' stato un modo per omaggiare il cinema noir e Robert Aldrich in particolare, ma l'ho fatto anche perche' per me quel film contiene anche un'idea che ritorna spesso nei film ambientati a Los Angeles. L'idea di un percorso sinuoso attraverso i segreti che nasconde la citta', che termina sempre con una grande rivelazione o un grande climax.

 

In Southland tales ha dovuto ricreare uno scenario futuristico con un budget ridotto, a quale film a guardato in particolare?

 

Ho cercato di guardare a film come Blade Runner e Brazil, benche' Southland tales non sia futuristico quanto Blade Runner ne' elaborato quanto Brazil. Ma la mia intenzione era di rivolgere particolare attenzione ai dettagli, soprattutto a quelli della scenografia e della fotografia.

 

Quanto tempo sono durate le riprese del film?

 

Abbiamo realizzato Southland Tales in trenta giorni. Il piano di lavoro e' stato molto, molto serrato, ma ho potuto disporre di alcuni dei migliori tecnici del momento e anche molto contenti di prendere parte al progetto.

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