CANNES 59 - "Il raccolto dei 3000 anni" di Haile Gerima (Cannes Classics)
Sono passati trent'anni da quando Gerima realizzò quel capolavoro assoluto (e per una volta questa definizione anche troppo ab-usata è del tutto pertinente) e il Festival di Cannes ha reso onore al film e al regista con una serata speciale, nel corso della quale è stata presentata la versione restaurata dalla Cineteca di Bologna
Cannes Classics è una bellissima sezione del Festival di Cannes che propone, spesso in copie restaurate, capolavori della storia del cinema. Film ovunque riconosciuti come tali e noti in tutto il mondo (fra i titoli presentati: Ottobre di Sergei M. Eisenstein, Sentieri selvaggi di John Ford, Roma città aperta di Roberto Rossellini, Cabiria di Giovanni Pastrone nella copia recentemente restaurata dal Museo Nazionale del Cinema di Torino) e opere altrettanto imprescindibili ma, per la loro provenienza, ancora troppo invisibili a quel vasto pubblico cui avrebbero diritto di per la loro straordinaria modernità. Tra queste, Il raccolto dei 3000 anni (Mirt sost shi amit/Harvest 3000 years) di Haile Gerima, il maggiore regista etiope, nonché esponente di punta del cinema della diaspora african-american a partire dagli anni Settanta.
Sono passati trent'anni da quando Gerima realizzò quel capolavoro assoluto (e per una volta questa definizione anche troppo ab-usata è del tutto pertinente) e il Festival di Cannes ha reso onore al film e al regista con una serata speciale, nel corso della quale è stata presentata la versione restaurata dalla Cineteca di Bologna, che prosegue così la lodevole operazione di preservare titoli, ridando loro vita, che hanno fatto la storia della settima arte. Il raccolto dei 3000 anni è uno di questi (come fu, nel 2004, Come back, Africa di Lionel Rogosin) e festeggia dunque nel migliore dei modi il suo trentesimo compleanno.
Fu girato in 16mm da Gerima nel 1974, in due settimane e con attori non professionisti, ma occorse oltre un anno per terminare, negli Stati Uniti, il montaggio. Quindi, fu gonfiato in 35mm per la distribuzione nelle sale etiopi. Nel 1976, il film venne presentato a Cannes nella sezione Semaine de la critique. Ritratto epico e durissimo della vita contadina nell'Etiopia rurale, Il raccolto dei 3000 anni è un film militante, vero e proprio esempio di terzo cinema, e descrive la resistenza di un popolo contro i soprusi dei latifondisti.
"Nel 1974, quando girai, l'Etiopia era all'inizio di una sommossa politica che avrebbe sradicato il vecchio sistema per sempre e di cui oggi risuona ancora l'eco - spiega Haile Gerima - Considerando le condizioni in cui dovevo girare, Harvest si può considerare un miracolo. Non so come ci siamo riusciti, specialmente sul piano produttivo. Ma sento da sempre la necessità di esprimere una lotta di classe estetica".
Del film, Martin Scorsese, che ha concesso la donazione di copia dei propri archivi alla Cineteca di Bologna, scrive che "possiede un senso di urgenza che pochi film hanno. È la storia di un intero popolo e del suo desiderio collettivo di giustizia e speranza. Un film epico, non nella realizzazione, ma per la sua portata emotiva e politica".
Il restauro è stato fatto partendo dal controtipo negativo 16mm, messo a disposizione dal regista, derivante dall'originale pellicola invertibile 16mm oggi perduta e mantiene le imperfezioni tecniche dell'originale, visto che il film fu girato con pochissimi mezzi. Non disponendo dell'originale invertibile 16mm i responsabili del restauro, Cineteca di Bologna-Laboratorio L'Immagine Ritrovata, hanno posto "la massima attenzione alla qualità fotografica dell'immagine nel rispetto delle scelte artistiche-estetiche del regista".
Il raccolto dei 3000 anni potrà dunque circolare di nuovo, in una copia mai vista. Nei cinema e, si spera, anche su altri supporti, per una divulgazione la più ampia possibile di quest'opera così preziosa.
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