GERMANIA 2006 - La guerra De(i) Rossi
Il signor De Rossi sembra essere la variante minima dell'italiano "mediano", con la testa nel pallone, investito dall'orgia di chi pensa con i piedi, con il "nomen omen" marchiato sulla schiena. Per l'italiano mediano resta un mondiale macchiato e un dubbio che lo attanaglia: se la riflessione paralizza e l'azione renda spietati.

Il signor De Rossi sembra essere la variante minima dell'italiano "mediano", con la testa nel pallone, investito dall'orgia di chi pensa con i piedi, con il "nomen omen" marchiato sulla schiena. Contro gli USA si è fatto espellere per una gomitata rifilata ad un avversario, subito dopo che l'Italia aveva concesso il pareggio. Potremmo considerarlo un fallo di reazione o di vendetta con l'obiettivo di riequilibrare i danni subiti e di ripristinare l'onore offeso. Quel piccolo, giovane, bravo e promettente italiano mediano probabilmente ha vissuto il pareggio come uno smacco, una ferita insanabile, una mancanza di rispetto per il più forte, il migliore. Pensare troppo con i piedi può essere estremamente dannoso, specie quando si tratta di (s)calciare (o sparare) sotto pressione. Non avere piena consapevolezza dei gesti sul campo aiuta a sbarazzarsi prima e meglio della palla (o del fardello). Ma questa volta l'italiano mediano voleva sbarazzarsi dell'avversario ed è rimasto proprio solo, isolato da compagni e tifosi increduli e perbenisti. Eppure andando a scavare e scovare nel passato, l'Italia pare abbia rivissuto l'ennesimo déjà-vu. Nei mondiali del 1962, nella sfida contro il Cile, padrone di casa, la nazionale azzurra ha giocato la "battaglia di Santiago", una delle partite più violente mai disputate. La sfida era stata preceduta da dichiarazioni bellicose da entrambe le parti e le promesse furono mantenute. I giocatori se le diedero di santa ragione e l'arbitro chiuse un occhio per i cileni mentre agli italiani i falli di reazione costarono due cartellini rossi. Contro gli USA non è andata esattamente così, pur se restano vive alcune affinità incontrovertibili. Per l'italiano mediano resta un mondiale probabilmente rovinato e un dubbio che lo attanaglia: se la riflessione paralizza e l'azione renda spietati. Con le dovute precauzioni e gli scontati ridimensionamenti del caso, potremmo pensare al Presidente degli USA, Dennis Quaid, di American Dreamz, burattino senza fili. Lo stesso allenatore avversario, Arena, prima della partita, è stato costretto a ricodificare alcune dichiarazioni alquanto minacciose di alcuni suoi giocatori, pronti a dare battaglia e ad immolarsi.

Non è stata una guerra, probabilmente, come quella che si combatte sotto mentite spoglie, in divisa di un solo colore e senza arbitro. Ma forse neanche quella "democratica" di Bush lo è. Se c'è un vero amico dei terroristi e integralisti islamici, se c'è qualcuno che la pensa proprio come loro, questi è proprio l'uomo dal profondo sguardo perso del Texas. È un incubo, il ritorno dei fantasmi o dei morti viventi, da attribuire al DNA e a quella ancestrale propensione all'autolesionismo? Ma c'è qualcosa che non quadra: l'italiano mediano ha agito forse proprio come Ronaldinho. Se gli vai a chiedere il perché della gomitata o di quella finta ubriacante, le spiegazioni che ricevi saranno vaghe: hanno semplicemente agito, è accaduto. Allora se il confine è qualcosa che delimita l'esistenza di due territori e se abbiamo dubbi sull'esistenza di due zone assolutamente separate, sarebbe meglio fare uso di un'immagine. A braccia conserte il "mister" Lippi guarda nel "vuoto" dinanzi a lui e il "mister" Arena, da le spalle allo spettacolo indegno, nel bianco e nel fuori fuoco di uno scherzo del destino. Nell'incubo si scorge anche il Brasile che non gioca e soffre contro l'Australia. Allora attenti ai determinismi e al tutto chiaro. Ci sono dissolvenze incrociate e incroci che si dissolvono nella foschia dell'uomo mediano che sarebbe privo di essenza e non offre alcuna garanzia di democrazia. Anche il fantomatico determinismo genetico del calcio non è immutabile e dipende dall'interazione con l'ambiente, così come è tutto da dimostrare l'uomo infinitamente plastico, la retorica dell'Uomo Nuovo che sgomita e diverte all'unisono. Sarebbe un mostro, un obbrobrio della guerra "umanitaria".
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