GERMANIA 2006 - L'uomo nuovo
La nazionale tedesca, pur non giocando un calcio spettacolare, si è qualificata agli ottavi a punteggio pieno. Una Germania che può contare su giovani talenti (Podolski) e giocatori di esperienza (Ballack); ma soprattutto sulla determinazione e sull'indiscutibile valore del suo allenatore, Jurgen Klinsmann, "l'uomo nuovo" di questo Mondiale.

Al coperto e senza tetto. Da un lato la realtà con le sue contraddizioni, dall'altro l'immaginario: il gesto significante e la realtà della quale esso è o vuole essere continuamente segno, affinché quest'ultima non sia irrevocabile al pari di un gesto compiuto e fissato una volta per tutte. L'immaginario libera "lo sguardo dell'animo" sull'esistente, consentendoci di andare oltre la pura e semplice conoscenza della realtà empirica; nel modo in cui l'idea dell'amore come desiderio avversa la logica dell'amore come tranquillo possesso. Così la distanza tra la realtà e l'immaginario è quello spazio dell'animo in cui il reale può essere colto nella sua esteriorità o può essere disperso nelle "trasparenti" possibilità nelle quali "perdere" se stessi. Quello spazio scoperto e "senza tetto" in cui l'essenza dell'immagine da corpo ad un esilio che consente di intrecciare vicino e lontano. Tradire la realtà vuol dire, allora, "consegnare" se stessi alla danza seduttiva dell'immaginario, una tentazione che permette di ricomporre le incongruenze del reale, lasciando che l'immaginazione sia "l'amore che chiarisce la certezza dell'essere nella contemplazione delle cose, nelle immagini e nei pensieri". Come non poter, allora, ricorrere al cinema, pur scrivendo (cercando di scrivere) di calcio. In Garpastum di Alexey Guerman jr (il titolo è la traslitterazione in russo della parola latina "harpastum", di derivazione greca, che indicava, nell'antichità, il gioco del pallone) il desiderio di comprare un pezzo di terra su cui realizzare un campo di calcio è sentito come pegno di un avvenire felice. Qui la bellissima sequenza finale con l'incontro tra i due protagonisti, Andrey e Nikolaj, su quel campo che tempo prima avevano desiderato di comprare, per far fruttare il proprio talento, apre lo sguardo su una nuova, matura intimità, non più innocente, perché i loro corpi contengono l'esperienza; ma un'esperienza che invita, ancora una volta, ad andare oltre, a penetrare la dimensione più profonda del reale, attraverso la nuda realtà di un nuovo sentire.

"L'uomo nuovo" di questa diciottesima edizione dei Mondiali di calcio è Jurgen Klinsmann, classe 1964. Klinsmann inizia la sua carriera nello Stoccarda, a soli diciassette anni, prima di approdare alla squadra di maggiore successo della Germania, il Bayern Monaco. Nel 1989 giunge in Italia all'Inter, squadra nella quale gioca al fianco di Lothar Matthaus e Andreas Brehme, e con la quale vince la coppa UEFA nel 1991; quindi si trasferisce al Monaco in Francia e al Tottenham Hotspurs in Inghilterra, per poi tornare, nel 1995, in Germania al Bayern Monaco, con cui un'altra Coppa UEFA, e il campionato l'anno successivo. Vincitore della Coppa del Mondo nell'edizione del 1990 in Italia e campione d'europa nel 1996 in Inghilterra, l'ultima competizione internazionale alla quale ha partecipato, prima del ritiro dal calcio giocato, sono stati i mondiali francesi del 1998. Klinsmann è diventato allenatore della nazionale tedesca nell'estate del 2004, al posto di Rudi Voller (suo compagno d'attacco nella Germania vincitrice del titolo mondiale) che ha guidato la Germania nel mondiale nippocoreano del 2002, dove fu sconfitta in finale dal Brasile. La nuova nazionale guidata da Klinsmann, pur non giocando un calcio spettacolare, si è classificata agli ottavi di finale a punteggio pieno con tre vittorie su tre nel proprio girone (battendo il Costa Rica, la Polonia e l'Equador). Questa Germania può contare su giovanissimi talenti, come Lucas Podolski, Bastian Schweinsteiger e Pilipp Lahm, e giocatori di esperienza, come Michael Ballack e Miroslav Klose; ma soprattutto sulla determinazione e sull'indiscutibile valore del suo giovane commissario tecnico, il cui obiettivo principale è quello di conquistare il titolo, eguagliando Franz Beckenbauer, che ha conquistato la Coppa del Mondo come capitano nel 1974 e poi come allenatore nel 1990.
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