GERMANIA 2006 - (Fanta)Calcio preventivo

A Maradona è stato negato l'ingresso in tribuna per Argentina-Germania, la tolleranza zero degli arbitri è una farsa, il Ronaldinho videoclip batte nettamente il Ronaldinho in campo, una scolaresca romana, per intemperanza, è stata espulsa da un viaggio premio... Prevenire per non "curare" mai...

Tutto nasce dalla notizia "sconvolgente" che ha coinvolto una scolaresca romana di un noto istituto gesuita dell'Eur. Ragazzi tra gli undici e i tredici anni, sono stati esclusi dal volo per Manchester per mano del pilota della Lufthansa. In viaggio premio, i "bambini" (secondo la stampa italiana ridicolmente "mammona") hanno fatto perdere le staffe al direttore di volo, che, senza esitare, è atterrato ad Amburgo (città mondiale) per far scendere il gruppo di disturbo. Allora ritorna in mente che l'età dei giovani indisciplinati ( probabilmente parassiti, secondo la stampa tedesca), potrebbe essere quella ideale del calciatore, tra pubertà e adolescenza, tra la tempesta di impulsi interni ed esterni e i primi consapevoli dinieghi e contraddittori per la richiesta di spazio e intimità. I calciatori/bambini oggi stanno cambiando, ma in fondo sono sempre gli stessi. I comportamenti esterni sono nuovi, ma i movimenti interni sono quelli di sempre. Allora ritorna in mente la tolleranza zero applicata in questo mondiale con feroce e spesso ottusa inflessibilità. I cartellini fioccano, ma i colori dominanti escludono il verde del dialogo, della speranza interpretativa, della "via libera" che sappia andare oltre la sistematica e meccanica punizione disciplinare. La prevenzione non è migliore della cura, è diventata invece la sola arma a disposizione, il solo modo per non "curare" mai. Il "calcio preventivo" quindi sembra essere non più uno sport ma una difesa minacciosa, un abuso plateale e rovinoso.

Come quando vedi quelle mamme e quei papà con bambini al seguito nei giardini e nelle piazze pubbliche che alzano le mani e i piedi, pronti a colpire, simulando pedate di facciata, ma che al momento dell'impatto si fanno carezze indecifrabili per chi guarda e soprattutto per chi subisce. Indecifrabili carezze quelle di Ronaldinho del videoclip che surclassa la brutta copia in campo, ingabbiato e isolato dalla realtà e libero soltanto nel sogno dell'irreale. Negare l'ingresso a Diego Armando Maradona per Argentina-Germania, è l'apoteosi dell'assurdo. All'entrata in tribuna, il campione dei campioni, il simbolo del calcio è stato bloccato perché per le forze di sicurezza allo stadio, i suoi comportamenti da tifoso "posseduto" avrebbero potuto provocare la reazione della tifoseria avversaria. Proprio in tribuna si è verificato il fatto, proprio dove si siederebbero i signori, le autorità, i veri sportivi, le persone per bene. Fa specie pensando alla triade del calcio, sempre inquadrata e sorridente fino a qualche mese fa, che ha provato la cura della prevenzione per il mondo di domani in cui la moralità dell'uomo sarebbe garantita dalla prevedibilità delle sue azioni. Il (fanta)calcio preventivo allora è come la fantascienza sociologica nel cinema, quella in cui si va oltre la più sofisticata delle simulazioni, per una vera e propria produzione e ipotesi di realtà, quella in cui sembra che il futuro non abbia più scampo, in cui la prigione è di vetro e ti muovi convinto di essere libero.

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