GERMANIA 2006

GERMANIA 2006 - Lassù qualcuno ci ama (di Federico Chiacchiari, del 10/07/2006)

E alla fine, come in un grande romanzo hollywoodiano, è la nazionale italiana a conquistare il mondiale. Proprio loro, i rappresentanti del calcio più sporco e corrotto del mondo. Eroi macchiati di "un'infamia nazionale", che ci piace immaginare come quella "sporca dozzina", un manipolo di "bastardi" che si redimono per la gioia nazionale.

GERMANIA 2006 - Pirlo, il pirla e una perla... "Tira o parla!!!" (di Leonardo Lardieri, del 07/07/2006)

Lo scioglilingua non smuoverà il mediano metodista che nel mare magno di centrocampo traccheggia. Come i nostri "Prodi", sembra possa annegare da un momento all'altro: boccheggia e spesso è tagliato fuori da traiettorie che lo superano, costringendo tutti noi a sperare nel disimpegno se non proprio liberale almeno liberatorio.

GERMANIA 2006 - Italia anno zero (di Federico Chiacchiari, del 05/07/2006)

Mentre il pm federale Palazzi, al Processo di "calciopoli", chiede pene severissime per Juventus (in C) e Fiorentina-Milan-Lazio (in B), la "sporca dozzina" di Marcello Lippi supera ancora una volta la Germania, padrona di casa, e approda alla finale del 9 luglio. A Roma si cerca di "azzerare" il marcio del pallone mentre, verso Berlino, si sogna...

GERMANIA 2006 - (Fanta)Calcio preventivo (di Leonardo Lardieri, del 04/07/2006)

A Maradona è stato negato l'ingresso in tribuna per Argentina-Germania, la tolleranza zero degli arbitri è una farsa, il Ronaldinho videoclip batte nettamente il Ronaldinho in campo, una scolaresca romana, per intemperanza, è stata espulsa da un viaggio premio... Prevenire per non "curare" mai...

GERMANIA 2006 - Italia e Germania, diverse ma necessarie l'una all'altra? (del 04/07/2006)

Artisticamente feconda tradizione di contaminazione (Goethe, i Nazareni), calcisticamente degna di gesta epiche e memorabili: la sfida/confronto tra Italia e Germania non è mai stata banale. E mentre stasera le due nazionali si affrontano in semifinale, ricordiamo "la Partita del secolo", quella del 4 a 3, con la penna indimenticabile di Gianni Brera

GERMANIA 2006 - Sconfinamenti (di Michele Moccia, del 03/07/2006)

L'immagine di Henry che esulta e quella di Ronaldo ripiegato su se stesso appartengono entrambe allo stesso mondo, dunque "ciascuno attinge all'altro, prende o sopravanza sull'altro, si incrocia con l'altro, è in chiasma con l'altro", proprio come l'esistenza in compresenza con il mondo di un'immagine che mette ancora una volta in gioco la nostra vita

GERMANIA 2006 - Zinedine Zidane, il calcio nel XXI secolo... (di Federico Chiacchiari, del 02/07/2006)

E alla fine resta impressa quest'immagine del 34enne Zidane che surclassa il grande Ronaldinho, di 8 anni più giovane di lui e attuale "pallone d'oro". Il grande vecchio fuoriclasse del calcio mondiale, cui mancano due partite alla fine della carriera, è ancora lui. Sembra quasi un film con Kevin Costner (ricordate "Gioco d'amore"?).

GERMANIA 2006 - Anche libero va bene (di Leonardo Lardieri, del 29/06/2006)

"Anche libero va bene", come colui che sa determinare la misura delle sue azioni, prima dell'inconscio che non conosce la negazione della sconfitta e l'esaltazione della vittoria. Nel calcio di oggi però nessuno è più "libero": tutti a nuotare nell'immenso liquido amniotico dell'incomunicabilità, legati al cordone della solitudine.

GERMANIA 2006 - Segnando Beckham... Sognando Crouch (di Leonardo Lardieri, del 28/06/2006)

Quanti gialli, troppi rossi, poche carezze alla sfera, solo schiaffi al "quadrato". Respirando epica e aria da favola, come in "Big Fish" di Tim Burton, sogni un gigante buono, fenomeno da baraccone inglese, il "freak" Peter Crouch. Non un campione, spesso deriso, ma dirompente catalizzatore del tempo nell'istante che si piega e non si spezza.

GERMANIA 2006 - Metonimie (di Michele Moccia, del 23/06/2006)

Questa immagine di Ronaldo, bloccata in situazione, è in sé metonimica, in essa la parte richiama appunto un tutto assente/distante/non visibile, in un intreccio di segni che dicono, ancora una volta, paura, perdita, rabbia, desiderio; segni di un'incessante vitalità, di quella forza che regge il corpo e lo porta avanti in un "motus in fine velocior".

GERMANIA 2006 - Allo "Steward" non batte il cuore (di Leonardo Lardieri, del 22/06/2006)

Fissati nel terreno, appena oltre i confini del gioco, ci sono strane creature immobili. Nelle fasi di stanca, puntando oltre le linee bianche ma restando al di qua di quelle di ferro, in mezzo, nel non-luogo, tra "poltroni numerati" e stoccatori controllati, trovi l'irritante "bastian contrario" che concepisce un io senza un noi.

GERMANIA 2006 - Horror all'italiana (di Umberto Martino, del 22/06/2006)

Il patto tra cinema e spettatori, che consente alla realtà di rimanere sospesa nel corso della proiezione, è valido anche durante le "Notti Mondiali"?

GERMANIA 2006 - L'uomo nuovo (di Michele Moccia, del 21/06/2006)

La nazionale tedesca, pur non giocando un calcio spettacolare, si è qualificata agli ottavi a punteggio pieno. Una Germania che può contare su giovani talenti (Podolski) e giocatori di esperienza (Ballack); ma soprattutto sulla determinazione e sull'indiscutibile valore del suo allenatore, Jurgen Klinsmann, "l'uomo nuovo" di questo Mondiale.

GERMANIA 2006 - "Perché tifo Italia", di Oliviero Beha (del 21/06/2006)

Riproponiamo un interessante articolo di uno dei pochi giornalisti italiani capaci di rendersi impopolari (ricordate Italia-Camerun dell'82?), un "epurato ontologico" come ama definirsi per distinguersi dagli epurati politici. Di come la voglia di un generalizzato colpo di spugna sia connaturato al nostro Dna italico...

GERMANIA 2006 - Io, Andrej... (di Leonardo Lardieri, del 20/06/2006)

Proprio mentre stai per lasciare quel centro di accoglienza SKY, senti scricchiolare le poltrone, senti il tipico incitamento ansimante pre-goal e allora ti rigiri verso lo schermo e scorgi l'uomo simbolo involarsi solitario verso l'area saudita. Il calcio che vive nella vibrazione di un gesto e nell'esperienza di un volto.

GERMANIA 2006 - Parliamo di calcio, parliamo d'altro (di Davide Di Giorgio, del 20/06/2006)

Lo sport più popolare abdica alla sua funzione agonistica, perde la sua caratura di evento e diventa un modo per ristabilire una parvenza di normalità in un sistema alla deriva. Funzione opportunistica, forse romantica, molto cinematografica.

GERMANIA 2006 - Fred, il goleador più veloce del mondo (di Federico Chiacchiari, del 19/06/2006)

A Frederico Chaves Guedes, questo il suo nome completo, sono bastati solo 83 secondi per ritrovarsi, dopo uno scambio con Robinho, a realizzare il gol del 2 a 0 del Brasile con l'Australia. Ma Fred non è nuovo a questi exploit, pensate che ha segnato il gol più veloce in assoluto del calcio brasiliano dopo appena 3,17 secondi dal fischio d'inizio!

GERMANIA 2006 - Lui è peggio di me (di Simone Emiliani, del 19/06/2006)

L'attacco che Moratti vorrebbe ricostituire all'Inter è protagonista di un mondiale inquietante. Ronaldo e Adriano giocano da fermo, demoralizzano campioni come Ronaldinho e soprattutto danno l'impressione di giocare titolari non per meriti calcistici. La coppia dei sogni si è trasformata nella coppia degli incubi. L'Inter è avvisata

GERMANIA 2006 - La guerra De(i) Rossi (di Leonardo Lardieri, del 19/06/2006)

Il signor De Rossi sembra essere la variante minima dell'italiano "mediano", con la testa nel pallone, investito dall'orgia di chi pensa con i piedi, con il "nomen omen" marchiato sulla schiena. Per l'italiano mediano resta un mondiale macchiato e un dubbio che lo attanaglia: se la riflessione paralizza e l'azione renda spietati.

GERMANIA 2006 - L'urlo (di Michele Moccia, del 19/06/2006)

L'urlo di Thierry Henry dopo il gol alla Corea del Sud, è un urlo di esultanza e di smarrimento, di sofferenza fisica e di piacere, un urlo che riempie lo spazio del gesto e della voce con un chiasmo di emozioni liberatorie che rompono il silenzio, materializzando un sentire a lungo soffocato.

GERMANIA 2006 - Rosso di sera... (di Federico Chiacchiari, del 18/06/2006)

Se il calcio è un romanzo d'azione, la follia, nello stesso minuto di gioco, di Zaccardo e De Rossi, costituisce l'imprevisto, il perturbante narrativo che trasforma una storia lineare in qualcos'altro. Complice un arbitro giudice inflessibile, vero prefetto di ferro, che ha trasformato un incontro di calcio in un meraviglioso tramonto di fuoco

GERMANIA 2006 - Ci vuole la moviola in campo!!! (di Leonardo Lardieri, del 17/06/2006)

Il presente è un campo verde di occasioni: si corre su di esso senza sosta per non farsi sfuggire le rare possibilità di benessere e felicità. Solo la moviola in campo potrebbe cogliere l'attimo del déjà-vu, l'allucinazione inversa, della realtà che si fa sogno, come, appunto, un felice disturbo della personalità.

GERMANIA 2006 - Este es mi sueño! (di Michele Moccia, del 17/06/2006)

"Questo è il mio sogno: giocare in un mondiale e vincerlo". Maradona che esulta per la sua Argentina è ancora l'immagine di un corpo glorioso, sportivo, religioso, che conserva nella caduta la propria rinascita; un corpo esposto ad una logica delle sensazioni che si fa desiderio, allontanando tutto ciò che sembra lacerato, impossibile e impuro.

GERMANIA 2006 - "Ringraziando il cielo", di Sam Al Jaber (di Leonardo Lardieri, del 16/06/2006)

È il momento di farla finita con la macchina che intrappola il reale e con lo sport più popolare che trattano la massa del pubblico come una collezione di individui, e ognuno come un soggetto diviso, non rigorosamente conforme al gruppo e nello stesso tempo non riconciliato con se stesso? Samir Al Jaber lo chiede ancora al cielo...

GERMANIA 2006 - David Odonkor... di padre ganese (di Leonardo Lardieri, del 16/06/2006)

L'Italia multietnica ancora non esiste, ma non bisogna disperare, la nazionale d calcio da anni ha imboccato la strada giusta per diventare terra dei lavoratori modesti, degli sfruttati e mal pagati. Insomma quel che ci vuole per aprire definitivamente allo straniero del dribbling e della corsa, della forza atletica e dell'umiltà.

GERMANIA 2006 - Posso guardare un film? (di Umberto Martino, del 15/06/2006)

Tifare sì, tifare no. Non è per colpa di Moggi, e della sua smodata passione per le chiacchierate al telefono, che mi pongo la questione. E neanche, direttamente, per colpa del Principe di Macherio. C'entrano di più le notti magiche inseguendo un gol, e un videoregistratore.

GERMANIA 2006 - La caduta degli Dei? (di Michele Moccia, del 15/06/2006)

In Brasile - Croazia il capo chino di Ronaldo, costretto a genuflettersi senza remissione, più o meno consapevole di essere osservato, impresso sull'ottica della pellicola lascia che la caduta diventi verità, diventi, in maniera sconcertante, non solo una seduzione, ma anche un'esigenza; sottrarsi a questa verità significherebbe una nuova caduta.

GERMANIA 2006 - Orfeo Grasso e... la palla al piede! (di Leonardo Lardieri, del 14/06/2006)

Come il cinema, anche il calcio vorremmo sospendesse il mondo e mettesse in movimento il senso. Ai creduloni presi a/dal calcio, a quelli che (si) perdono, piace in fondo non rompere le catene, ancora no; si vive per un battito d'ali agognato che prima o poi, certamente, arriverà, anche dall'Orfeo ormai grasso. Non possiamo non crederci.

GERMANIA 2006 - Que Viva Espana! (di Federico Chiacchiari, del 14/06/2006)

Mentre in Italia si dibatte, senza vergogna, sull'amnistia per "calciopoli" in caso di vittoria della Nazionale al mondiale, la "giovane Spagna" rappresenta sul campo il più bell'esempio di calcio moderno, tecnico e tattico, concreto e spettacolare. Con i "senatori" in panchina e dei giovanissimi fenomeni che umiliano l'Ucraina a suon di gol.

GERMANIA 2006 - Bande à part (di Michele Moccia, del 14/06/2006)

Come il film di Jean Luc Godard la nazionale francese di oggi sembra essere una "banda a parte", basterebbe fermarsi ad osservare l'espressione smarrita di Zinedine Zidane. Eppure, proprio per questo, Francia - Svizzera mette in campo un rivolgimento sentimentale riluttante e, insieme, il timore di una perdita avvertibile come smarrimento e mancanza.

GERMANIA 2006 - Un Totti a caso o un Totti di meno (di Paolo Tenca, del 13/06/2006)

Da pietra dello scandalo a eccezione positiva. Come in un film di Tarantino che in un frullatore impazzito acceleri le giocate di Rivera, Totti è "una" quintessenza dell'immagine ambigua della civiltà moderna. Breve viaggio attorno alla figura del giocatore più "bello e impossibile" della storia del calcio italiano.

GERMANIA 2006 - Mondiale... e "Chi l'ha visto?" (di Leonardo Lardieri, del 13/06/2006)

Il calcio è adesso, tra le maglie larghe e accoglienti degli sconfitti. Attenzione a lasciarsi scappare questo calcio polveroso, alla "carlona", perché il rischio e di perdersi nelle solite trame complicate, imbriglianti, ermetiche, manieristiche, per esteti ed intellettuali, mai domi, sempre in agguato, se pur abili "catenacciari" mascherati.

GERMANIA 2006 - Il calcio senza tempo o dell'immediato (del 13/06/2006)

Il calcio in televisione segue un falso movimento, quello della palla. E il Brasile è la squadra capace dell'immediato, dell'atto. Carmelo Bene ed Enrico Ghezzi nel '98 si stimolano a vicenda e fanno (sembra vero) le prove generali dello speciale di Sentieri Selvaggi sui Mondiali tedeschi. "Discorso su due piedi (il calcio)", anno 1998

GERMANIA 2006 - Il ragazzo di Calabria: l'Italia di Simone Perrotta (di Federico Chiacchiari, del 13/06/2006)

Corre corre corre Simone Perrotta, non la smette mai. Questo figlio di emigranti calabresi è il nuovo simbolo di una nazionale che, grazie a lui, è oggi forse un po' meno "fighetta", dove molti giocatori sembrano uscire da uno spot pubblicitario piuttosto che dagli spogliatoi... E oggi, forse ci piace un po' di più tifare per l'Italia di Perrotta.

GERMANIA 2006 - Merry-Go-Round (di Michele Moccia, del 13/06/2006)

Vorremmo che questi pensieri sul calcio fossero un "Merry-Go-Round" di rivettiana memoria, qualcosa di intricato a partire da uno spunto semplice ed efficace; pensieri immersi in un gioco fatto di complicità, distrazioni, affinità, contrasti e incertezze "anche a rischio di scorgere, al termine del viaggio, che forse si è girato in tondo"

GERMANIA 2006 - Calcio e TV: dal fuori-gioco al fuori-campo (di Leonardo Lardieri, del 12/06/2006)

Il calcio iper-post-moderno restringe il cerchio, accorcia il gioco, globalizza gli spazi vuoti: lo spettatore televisivo è chiamato in causa come uno degli spettatori diretti della scena, è trasportato, esplicitamente, da una posizione di fuori-scena a una posizione di fuori-campo, invisibile, ma legato all'azione.

GERMANIA 2006 - Tutti i colori della passione (di Leonardo Lardieri, del 12/06/2006)

Dinanzi allo spettacolo di Olanda-Serbia/Montenegro, Messico-Iran, Portogallo-Angola, sembra essere tornati o arrivati all'Homo Sapiens, che ha rimosso la rivalutazione delle mani posteriori, trasformate in piedi, e ormai disconosce lo stupore della ragione. Aspettando il cucchiaio che metta la palla in fondo alla rete, tra i pali dell'anima...

GERMANIA 2006 - Forza Italia? (di Federico Chiacchiari, del 12/06/2006)

Quell'insopportabile "Grillo parlante", l'unico capace di contrapporsi allo strapotere culturale di "Mastrolindo", dice ciò che sappiamo tutti: questa nazionale fa schifo, è tutta dentro il marcio del calcio italiano, con un CT in chiaro conflitto d'interesse. Ma siamo sicuri di voler lasciare il grido "Forza Italia" per sempre agli amici di Previti?

GERMANIA 2006 - Il calcio «è» un linguaggio con i suoi poeti e prosatori (del 11/06/2006)

"Il football è un sistema di segni, cioè un linguaggio. Ci sono ventidue «podemi» (circa, dunque, come i fonemi); le «parole calcistiche» sono potenzialmente infinite; la sintassi si esprime nella «partita», che è un vero e proprio discorso drammatico." Tra prosa e poesia, il calcio visto da Pier Paolo Pasolini, anno 1971

GERMANIA 2006 - Forza Ghana!!! (del 11/06/2006)

Forza Ghana! Forza Ghana! Questi sorridenti ragazzoni del Ghana sono la nostra speranza, il nostro futuro, la nostra salvezza.
Se vincono li ospiterò tutti a casa mia, a mie spese, farò una grande festa afrogenovese per celebrare la rinascita del nostro calcio e la sconfitta dei lippizitti. Dal blog di Beppe Grillo una provocazione del comico genove

GERMANIA 2006 - Un baco da seta (di Michele Moccia, del 11/06/2006)

Non si può non osservare la molteplicità dei colori delle squadre e delle tifoserie, la mimica dei calciatori/attori, l'imprevedibilità delle situ-azioni, il loro intrecciarsi, cercando di citarle in comparazione o sovrimpressione, sapendo che la loro fuga deborderà sempre il tessuto nel quale, facendo finta di attraversarlo, si tenterà di cucirli

GERMANIA 2006 - Il rosso e il bianco (di Federico Chiacchiari, del 10/06/2006)

Una sceneggiatura perfetta la partita inaugurale del torneo, con i tedeschi veri protagonisti di gol fatti e subiti, e i giocatori del Costarica che sembrano occuparsi d'altro... E' iniziato il mondiale, e mentre l'Ecuador liquida una Polonia che deve ancora riprendersi dall'amichevole con la Colombia, i colori dei tifosi "segnano" l'inizio della storia.

GERMANIA 2006 - Fuga nel mondo dei sogni (di Federico Chiacchiari, del 09/06/2006)

Nel dubbio se spegnere il sito per un mese e giocare anche noi, abbiamo scelto questa seconda strada. Strada impervia e che non sappiamo dove ci porterà. Perché raccontare le partite come "fossero film" e un mondiale come "fosse un festival" forse è un'idiozia o un qualcosa di presuntuoso, oppure un gioco nuovo al quale appassionarsi, chi lo sa?
 

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