"Daratt (Dry Season)", di Mahamat-Saleh Haroun (Concorso)
Haroun appartiene alla nuova generazione di cineasti africani. E lui e il mauritano Abderrahmane Sissako (qui produttore) sono gli sguardi, le voci, il pensiero più appassionato e riflessivo che sta dando al cinema africano una forte, necessaria identità, come da tempo non accadeva.

I ragazzi, fratelli, di Abouna sono cresciuti. Sembra di ri-conoscerli, sono, per le strade di N'Djamena. Uno, Atim, arriva nella capitale da un villaggio. L'altro, le vie polverose della città le abita da più tempo. E abborda il giovane arrivato da lontano. Diventano amici, giocano assieme, poi si separano. Atim ha una, stratificata, missione da compiere. Per diventare adulto. Uccidere chi, durante la guerra, gli uccise il padre.
Un ragazzo senza padre, dunque, ancora nel cinema di Mahamat-Saleh Haroun. I fratelli di Abouna, il padre, lo cercavano fin dentro il cinema, luogo di fruizione e spazio filmico delle immagini, presenza/assenza, rincorrendolo lì e altrove con lo sguardo e con i corpi lungo una linea dell'orizzonte infinita. Viaggi fisici e dell'anima. Che si riavviano - con la semplicità che nasconde un'attenta osservazione dei comportamenti, dei movimenti all'interno di inquadrature calibrate e necessarie, di un realismo solo apparente, sempre sottilmente visionario, in particolare nel rapporto campo/fuori campo - immediati, complici, sensuali in Daratt (Stagione secca), il nuovo (terzo, dopo Bye bye Africa e Abouna) lungometraggio del regista del Ciad, in concorso alla Mostra di Venezia (era dal 1992 che il festival non ospitava un film africano in competizione, Guelwaar di Ousmane Sembene).
Haroun appartiene alla nuova generazione di cineasti africani. E lui e il mauritano Abderrahmane Sissako (qui produttore) sono gli sguardi, le voci, il pensiero più appassionato e riflessivo che sta dando al cinema africano una forte, necessaria identità, come da tempo non accadeva. Film profondamente africani, che non si pre-occupano di esistere come corpi pensati per il piacere di uno sguardo occidentale-europeo. Daratt ne è titolo perfetto per un discorso politico, sociale, poetico.
Stagione secca, come la missione che Atim deve compiere, su indicazione del nonno cieco. Atim, ovvero l'orfano, questo significa il suo nome, il ragazzo dal volto perennemente imbronciato, troppo vecchio per la sua età, il ragazzo con la pistola (in un film disseminato di oggetti-simboli fallici) che sfida l'uomo che dovrebbe uccidere, penetra nella sua casa, lavora per lui come panettiere, fino a portarlo fuori da sé, nel deserto, dove il nonno li attende... Mentre lampi di quotidianità appaiono appena accennati, nella luce bianca o nel buio della notte, nel vento leggero e incessante che avvolge la città o nella luce artificiale di lampadine da trasportare altrove, che illuminano un vicolo, un muro che proietta un'ombra. Spari fuori campo, notturne apparizioni oniriche, la voce della radio che parla dell'amnistia ai criminali di guerra... Elementi del percorso iniziatico descritto da Haroun. Che ci mostra l'essenziale e da dentro esso apre infiniti spazi del non visto. Per un cinema che ha il respiro e lo sguardo di quel vento fragile e ostinato.
Cerca nel sito

- matt damon
- Sean Penn
- clint eastwood
- oscar
- brad pitt
- cinema orientale
- cinema francese
- Jafar Panahi
- documentario
- Cannes 65
- jessica chastain
- michael fassbender
- leonardo di caprio
- cannes 64
- cinema americano
- Corso Salani
- venezia 68
- cinema UK
- steven spielberg
- cinema giapponese
- Festival di Roma
- joaquin phoenix
- james franco
- robert de niro
- Martin Scorsese
- Kate Winslet
- cinema italiano
- cinema indipendente
- torino 29
- woody allen
- horror
- cannes 2011
- Johnny Depp
- hbo
- 3D
- marion cotillard
- serie tv
- cinema spagnolo
- DVD
- nanni moretti
- Isabelle Huppert
- torino film festival 28
- trailer
- venezia 67
- ben affleck
- animazione
- film tratti da libri
- david cronenberg
- george clooney
- david fincher
News
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa
- CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
- Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
- CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
- il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
- CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
- Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf
- "Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
- Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
- "Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
- venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
- Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
- Diretta da David Gordon Green
- Duncan Jones racconta la vita di Ian Fleming
- Un biopic sul creatore di James Bond
- CANNES 65 - Rupert Everett presidente del Queer Palm?
- Possibile successione l'anno prossimo in giuria
- Nuovo thriller per Atom Egoyan
- Colin Firth e R. Witherspoon nel cast
- "La bellezza" di Sorrentino
- Annunciato il nuovo film, Servillo protagonista
- La Sacher su Twitter
- Aperto un canale su progetti e notizie






